Durante la prestigiosa CERAWeek, la più grande conferenza mondiale sull’energia, che si è svolta a Houston, negli USA, l’intelligenza artificiale (AI) ha dominato la scena, dimostrandosi una forza trasformativa per l’industria del petrolio e del gas.
Giganti come BP, Chevron e Devon Energy hanno condiviso dettagli sorprendenti su come questa tecnologia stia accelerando le operazioni di perforazione, riducendo i costi e rendendo accessibili aree un tempo considerate troppo complesse o costose da sfruttare. In un contesto di prezzi del petrolio in calo e timori per l’impatto delle tariffe annunciate dal presidente USA Donald Trump sulla domanda globale di energia, l’AI si sta rivelando un alleato importante per mantenere la redditività delle compagnie energetiche.
BP: l’AI guida le trivelle e previene i problemi
Ann Davies, senior vice president dei pozzi di BP, ha spiegato come l’azienda stia utilizzando l’intelligenza artificiale per rivoluzionare le sue operazioni. “Siamo in grado di perforare più pozzi all’anno e allocare meglio il capitale”, ha dichiarato Davies durante il panel. L’AI viene impiegata per guidare con precisione le punte dei trapani e prevedere potenziali problemi nei pozzi prima che si verifichino, migliorando l’efficienza operativa. Solo il mese scorso, BP ha annunciato un aumento della spesa annuale per la produzione di petrolio e gas, parte di una strategia volta a rafforzare la fiducia degli investitori. Un esempio concreto? Nel Golfo del Messico, l’AI analizza enormi quantità di dati sismici in appena 8-12 settimane, rispetto ai 6-12 mesi richiesti in precedenza, consentendo ai geoscienziati di identificare i punti di perforazione ottimali e anticipare difficoltà.
Devon Energy: perforazioni più longeve grazie all’AI
Anche Devon Energy, produttore statunitense di petrolio, sta sfruttando l’AI per superare sfide che un tempo sembravano insormontabili. Trey Lowe, chief technology officer dell’azienda, ha raccontato in un’intervista a margine della conferenza come la tecnologia consenta di perforare in aree prima ritenute impraticabili. “Possiamo raccogliere informazioni su una faglia nella formazione rocciosa e perforare dall’altro lato per evitarla”, ha spiegato Lowe. I modelli di machine learning monitorano ogni piattaforma petrolifera dell’azienda negli Stati Uniti, portando a un miglioramento del 25% nella durata produttiva dei pozzi di petrolio e gas. Questo balzo in avanti non solo ottimizza le risorse, ma dimostra come l’AI stia ridefinendo i limiti dell’esplorazione energetica.
Chevron: droni intelligenti per un monitoraggio avanzato
Nel frattempo, Chevron sta portando l’innovazione a un livello superiore con l’uso di droni alimentati dall’AI. Russell Robinson, deputy program manager di facilities and operations, ha illustrato come questi dispositivi sorvolino le operazioni di shale in Texas e Colorado per monitorare da remoto problemi come perdite di emissioni, avvisando tempestivamente i lavoratori sul campo. In soli tre mesi di test, in collaborazione con la società di droni autonomi Percepto, Chevron ha ridotto i tempi di fermo della produzione per riparazioni o manutenzione. “I lavoratori passano meno tempo a ispezionare manualmente i campi, il che significa più asset operativi per periodi più lunghi”, ha sottolineato Robinson. L’azienda sta ora valutando di espandere l’uso dei droni per monitorare anche le sue raffinerie, un passo che potrebbe ulteriormente ottimizzare la produzione di petrolio e gas.
Una rivoluzione oltre i confini terrestri
L’impatto dell’AI non si limita alle operazioni onshore. In mare aperto, BP sta sfruttando la tecnologia per accelerare la perforazione offshore. Grazie all’analisi rapida dei dati sismici, l’azienda può prendere decisioni strategiche in tempi record, riducendo i rischi e i costi associati a progetti complessi come quelli nel Golfo del Messico. Questo approccio non solo aumenta l’efficienza, ma apre nuove opportunità in regioni precedentemente considerate troppo difficili da esplorare.
Fonte: Reuters.


