L’intelligenza artificiale (IA) e l’automazione stanno ridisegnando il panorama lavorativo globale, sollevando interrogativi sul ruolo degli esseri umani in un futuro dominato dai robot. Secondo il World Economic Forum, le attuali tendenze tecnologiche porteranno alla sostituzione di 92 milioni di posti di lavoro, ma allo stesso tempo genereranno 170 milioni di nuove opportunità. Tuttavia, per i lavoratori meno qualificati, come quelli impiegati nei magazzini o nel commercio al dettaglio, il percorso verso queste nuove professioni rimane incerto. Amazon, con l’introduzione del suo nuovo robot Vulcan, offre uno spaccato di come potrebbe evolversi il futuro del lavoro.
Vulcan: il robot che “sente” di Amazon
Mercoledì scorso, Amazon ha annunciato un’importante innovazione con Vulcan, un robot progettato per rivoluzionare le operazioni nei suoi magazzini. Descritto in un post sul blog aziendale, Vulcan è in grado di “sentire” e raccogliere oggetti dalle mensole più alte e basse, riducendo il rischio di infortuni per i lavoratori umani che non dovranno più arrampicarsi su scale o piegarsi ripetutamente. “Vulcan sta rendendo il lavoro più sicuro gestendo compiti ergonomicamente difficili, creando al contempo opportunità per i nostri colleghi di sviluppare competenze nella manutenzione dei robot”, ha dichiarato il CEO di Amazon, Andy Jassy, in un post su X.
Questo robot, che contribuisce a completare il 75% degli ordini dei clienti, lavora fianco a fianco con gli esseri umani, che si occupano di raccogliere gli articoli posizionati a metà altezza o quelli che Vulcan non è ancora in grado di gestire. Tuttavia, l’introduzione di questa tecnologia segna un ulteriore passo verso l’automazione di ruoli tradizionalmente svolti da lavoratori manuali.
Nuove opportunità o sostituzione?
Amazon sottolinea che l’adozione di robot come Vulcan non elimina del tutto il lavoro umano, ma crea nuove categorie professionali. Il blog aziendale evidenzia come i robot abbiano generato “centinaia di nuove categorie di lavoro”, tra cui monitor di robot sul pavimento e ingegneri di manutenzione per la affidabilità in loco. L’azienda offre anche programmi di riqualificazione professionale per formare un numero limitato di lavoratori di magazzino come tecnici di robotica.
Tuttavia, come riportato da TechCrunch, non si tratta di una conversione uno a uno. Non sarà necessario un numero equivalente di tecnici per supervisionare i robot rispetto ai lavoratori attualmente impiegati per evadere gli ordini. Inoltre, non tutti i lavoratori hanno l’interesse o le capacità per intraprendere carriere tecniche, sollevando interrogativi su cosa accadrà a chi non potrà o non vorrà riqualificarsi.
Il destino dei lavoratori meno qualificati
Per i lavoratori che occupano ruoli non qualificati, come gli addetti ai magazzini, il futuro potrebbe essere particolarmente complesso. Secondo alcune visioni pessimistiche, come quella riportata da TechCrunch, in un mondo in cui l’IA domina il lavoro, i lavoratori meno qualificati potrebbero dipendere da sussidi governativi. Tuttavia, Amazon propone un modello alternativo, in cui i lavoratori umani assumono ruoli di supervisione e manutenzione delle tecnologie automatizzate, simili agli attuali addetti che gestiscono i sistemi di cassa automatica nei supermercati.
“Questi robot non sostituiscono completamente i lavoratori, ma cambiano il modo in cui il lavoro viene svolto”, si legge nel blog di Amazon. L’idea è che, così come l’uso dei computer è diventato una competenza di base per molte professioni, la gestione dei robot potrebbe diventare una skill indispensabile per rimanere competitivi nel mercato del lavoro.
L’automazione non è per tutti
Nonostante i progressi di aziende come Amazon, l’automazione avanzata potrebbe rimanere appannaggio di grandi corporation con ingenti risorse finanziarie. Ad esempio, Amazon ha cercato di commercializzare la sua tecnologia Just Walk Out per i negozi Amazon Go, ma il settore del commercio al dettaglio, diffidente nei confronti del gigante dell’e-commerce, non ha mostrato grande interesse. Inoltre, è emerso che questa tecnologia si basava in parte su lavoratori umani in India per l’etichettatura dei video, un dettaglio che ha spinto Amazon a ridimensionarne l’uso.
Questo suggerisce che, almeno per i prossimi decenni, settori come il commercio al dettaglio, la ristorazione e i trasporti potrebbero continuare a dipendere in gran parte dal lavoro umano, specialmente nelle aziende di piccole e medie dimensioni che non possono permettersi investimenti in automazione.
Uno sguardo al passato per capire il futuro
La storia dell’automazione offre spunti preziosi. L’introduzione di tecnologie come i telai meccanici durante la Rivoluzione Industriale o i computer negli anni ’80 ha inizialmente eliminato alcuni lavori, ma ha anche creato nuove professioni che non esistevano prima. Secondo il World Economic Forum, l’attuale rivoluzione tecnologica segue un modello simile, con l’IA e i robot che liberano i lavoratori da compiti ripetitivi e pericolosi, aprendo la strada a ruoli più creativi e tecnici.
Tuttavia, per i lavoratori meno qualificati, l’accesso a queste nuove opportunità dipende fortemente da programmi di formazione e dal supporto delle aziende. L’iniziativa di Amazon di riqualificare i lavoratori di magazzino è un passo in questa direzione, ma la sua portata limitata solleva domande sulla scalabilità di tali programmi.


