Zona Euro, inflazione al minimo da settembre 2024: i dati

Inflazione UE
L’inflazione nella zona euro rallenta al 1,9% a maggio 2025, segnando il livello più basso da settembre 2024.

L’inflazione interannuale nella zona euro si attesta al 1,9% a maggio 2025, registrando una significativa diminuzione rispetto al 2,2% di aprile. Secondo i dati di Eurostat, si tratta del livello più basso dall’autunno 2024. Questo calo riflette una tendenza di moderazione dei prezzi, con implicazioni rilevanti per le politiche economiche del BCE (Banca Centrale Europea). Nell’intera Unione Europea, l’inflazione si fissa al 2,2%, anch’essa in riduzione rispetto al mese precedente.

Obiettivo del BCE quasi raggiunto

Il dato di maggio si colloca una decima sotto l’obiettivo di stabilità dei prezzi del BCE, fissato al 2% per il medio termine. Gli analisti prevedono che l’inflazione scenderà ulteriormente al 1,6% nel 2026, per poi stabilizzarsi nuovamente al 2% nel 2027.

Energia e alimentari: i fattori chiave

I prezzi dell’energia segnano una flessione significativa, con un calo del 3,6% rispetto a maggio 2024, in linea con il trend di aprile. Al contrario, i cibi freschi registrano un aumento del 4,3%, sebbene in diminuzione di sei decime rispetto al mese precedente.

Inflazione di fondo in diminuzione

Escludendo l’impatto volatile dell’energia, l’inflazione di fondo si attesta al 2,4%, in calo di tre decime rispetto ad aprile. Il tasso di inflazione core, che esclude anche cibi freschi, alcol e tabacco, scende al 2,3% dal 2,7%. Questo indicatore conferma una riduzione delle pressioni sui prezzi, offrendo al BCE margine per decisioni di politica monetaria più flessibili.

Disparità tra i Paesi dell’UE

Le differenze tra i 27 Stati membri dell’UE sono marcate. Cipro (0,4%), Francia (0,6%) e Irlanda (1,4%) registrano i tassi di inflazione più bassi. Al contrario, Romania (5,4%), Estonia (4,6%) e Ungheria (4,5%) affrontano le maggiori escalation dei prezzi. In Spagna, l’inflazione armonizzata si fissa al 2%, leggermente sopra la media della zona euro.

Implicazioni per i consumatori e il BCE

Il rallentamento dell’inflazione offre un sollievo ai consumatori, ma solleva interrogativi sulla crescita economica. I prezzi più bassi dell’energia riducono i costi per le famiglie, ma l’aumento dei cibi freschi mantiene alta la pressione sui bilanci. Il BCE, che monitora attentamente l’inflazione core, potrebbe considerare un allentamento delle politiche restrittive, come tassi di interesse più bassi, per stimolare l’economia. Tuttavia, le previsioni di un’inflazione al 1,6% nel 2026 suggeriscono cautela per evitare rischi deflazionistici.

Tabella: Tassi di inflazione nei principali Paesi UE (maggio 2025)

PaeseTasso di inflazione
Cipro0,4%
Francia0,6%
Irlanda1,4%
Spagna2,0%
Romania5,4%
Estonia4,6%
Ungheria4,5%

Fonte: Eurostat, dati aggiornati a maggio 2025.

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