H&M vola in borsa su due target che stanno sotto il prezzo

H&M
Citi ha alzato il prezzo obiettivo su H&M a 171 corone svedesi da 158 confermando il rating Neutral, mentre Jefferies lo ha portato da 154 a 160 mantenendo il giudizio Hold. Il titolo ha chiuso in rialzo del 4,05% a 179,70 corone.

Due banche alzano il prezzo obiettivo. Il titolo guadagna il 4%. Sembra una giornata lineare.

Lo è meno se si guarda dove sono finiti quei target: Citi a 171 corone svedesi, Jefferies a 160. H&M ha chiuso a 179,70.

Entrambe le revisioni al rialzo collocano il titolo sopra il valore stimato.

Cosa ha fatto Citi

La banca statunitense ha aperto una watch list con catalizzatore positivo in vista dei risultati del terzo trimestre, attesi il mese prossimo.

Ha alzato il prezzo obiettivo a 171 corone da 158, un incremento dell’8,2%, mantenendo però invariato il rating Neutral.

Nelle contrattazioni di Stoccolma il titolo guadagnava il 3,5% attorno a mezzogiorno, per poi chiudere in progresso del 4,05%.

Cosa ha fatto Jefferies

Il broker ha portato il proprio obiettivo da 154 a 160 corone, con un rialzo del 3,9%, confermando il giudizio Hold.

Nel corso della seduta H&M ha registrato la seconda migliore performance dello Stoxx Europe 600.

Il fattore comune alle due analisi

Entrambe le case indicano lo stesso elemento come principale motore.

Si tratta della fine dell’esenzione de minimis, la regola che consentiva di importare nell’Unione europea spedizioni di valore inferiore ai 150 euro senza dazi.

La nuova normativa è entrata in vigore il 1° luglio. Secondo Jefferies, la sua abolizione impedisce alle piattaforme cinesi di sfruttare quella soglia per rifornire il mercato europeo a prezzi molto aggressivi.

Il precedente statunitense

C’è un dato che quantifica l’effetto potenziale.

Jefferies rileva che negli Stati Uniti misure analoghe hanno prodotto, nel primo trimestre, un calo dei ricavi di Shein superiore al 14% su base annua.

L’aspettativa è che l’iniziativa consenta a H&M di stabilizzare o addirittura recuperare quote di mercato in Europa. Citi, dal canto proprio, cita la stessa normativa come fattore che riduce la pressione competitiva.

I numeri del terzo trimestre secondo Citi

L’analisi guidata da Monique Pollard prevede un’accelerazione sequenziale delle vendite tra luglio e agosto rispetto a giugno, che era stato piatto.

La stima di crescita a valuta costante per il trimestre sale allo 0,8% su base annua, dal precedente meno 0,5%. Contribuiscono circa 1,5 punti percentuali di confronti più favorevoli.

Il margine lordo atteso è del 53,3%, in aumento di 39 punti base anno su anno. L’Ebit rettificato è stimato in 5.091 milioni di corone, il 4% sopra il consenso di Visible Alpha e il 16% sopra la precedente proiezione della stessa banca.

Il capitolo rimborsi doganali

Un elemento non ancora incorporato nei modelli riguarda i dazi.

Citi stima che H&M potrebbe richiedere rimborsi fino a 1,45 miliardi di corone svedesi, avvertendo però che non tutti potrebbero essere stati richiesti o ricevuti entro la data di riferimento del trimestre.

La banca si aspetta che il gruppo li divulghi separatamente.

Le revisioni sull’intero esercizio

Su base annua il quadro è più articolato.

Le previsioni di fatturato per gli esercizi 2026 e 2027 sono state riviste rispettivamente di più 0,2% e meno 0,4%, per effetto di 40-65 punti base di maggiori venti contrari sul fronte valutario.

Le stime di Ebit rettificato salgono invece del 5% e del 6%, quelle di utile per azione del 6% e del 7%. Restano tuttavia rispettivamente il 3% e l’1% al di sotto del consenso.

I costi che pesano

Jefferies sottolinea la tenuta della redditività in un contesto di costi crescenti.

I fattori citati sono l’aumento dei prezzi del cotone, legato alle tensioni geopolitiche in Iran, e il raddoppio dei noli marittimi.

Sul fronte operativo il broker prevede una crescita delle vendite a valuta costante dell’1% sia nel terzo sia nel quarto trimestre: una dinamica moderata, ma in accelerazione rispetto alla stagnazione registrata nel trimestre chiuso a fine giugno.

Cosa dice il consenso

È qui che il quadro si complica.

Sui 26 analisti che coprono il titolo, la raccomandazione media è “ridurre”. Il prezzo obiettivo medio si ferma a 155,40 corone.

Rispetto alla chiusura di 179,70, significa che il mercato prezza il titolo il 15,6% sopra il fair value stimato dal consenso. E anche i due target rivisti oggi restano inferiori: quello di Citi del 5,1%, quello di Jefferies del 12,3%.

Il segnale che arriva dall’interno

Un’ultima notazione riguarda i movimenti degli azionisti.

Nella giornata di lunedì Ramsbury Invest, veicolo riconducibile alla famiglia Persson, ha acquistato 3,1 milioni di azioni. Il chief investment officer del gruppo ha rilevato titoli per 1,4 milioni di corone.

I risultati del terzo trimestre sono attesi per il 24 settembre. Il debutto in borsa di Shein è invece fissato per il 28 agosto.

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