Il conflitto in Iran sta causando un’impennata dei prezzi del petrolio, con effetti a catena sui costi agricoli e sul carrello della spesa degli italiani, sempre più vuoto.
Esposto di Coldiretti alla Procura di Roma
La guerra ha fatto schizzare i prezzi del petrolio e del gas, bloccando rotte chiave come lo Stretto di Hormuz. Questo ha un impatto diretto sul gasolio agricolo, passato da 0,85 a 1,25 euro al litro in una settimana, con picchi in Sicilia e Puglia.
Le associazioni di categoria denunciano possibili manovre speculative. Coldiretti ha presentato un esposto alla Procura di Roma, spiegando in un post sui social le motivazioni: “Il prezzo del gasolio agricolo sta aumentando in alcuni casi fuori controllo.
Per questo, dopo la richiesta di un tavolo urgente al Governo, abbiamo ritenuto doveroso presentare un esposto alla Procura della Repubblica di Roma e alla Guardia di Finanza per chiedere di fare piena luce sulle possibili manovre speculative sul prezzo del gasolio agricolo, con la richiesta di accertare eventuali responsabilità e procedere nei confronti dei responsabili per il reato di manovre speculative su merci previsto dall’articolo 501-bis del codice penale.
Un atto dovuto per tutelare tutte le aziende agricole e i cittadini consumatori”.
L’impatto su frutta e verdura
I rincari arrivano fino al 50% su frutta e verdura. L’Osservatorio del Centro Agroalimentare di Roma evidenzia come il gasolio e i fertilizzanti – spesso derivati dal petrolio e materie prime mediorientali – stiano svuotando i margini degli agricoltori. Coldiretti segnala costi energetici aumentati del 66% e fertilizzanti del 46%, aggravando la crisi del settore, già da tempo in difficoltà.
Le reazioni: consumatori e venditori tirano la cinghia
I consumatori spingono l’Antitrust a indagare sui rincari speculativi. La CGIA di Mestre calcola un aggravio annuo di 186 euro a famiglia per la spesa, con rischi di inflazione galoppante. Le famiglie riducono la spesa fresca del 20-40%, optando per alternative più economiche o confezionate.
La situazione peggiora giorno dopo giorno, specialmente in Romagna, dove i container di ortofrutta sono fermi. L’Italia, dipendente da import dal Golfo per metà dei fertilizzanti azotati, rischia uno shock economico. Le imprese agricole temono un crollo della produzione alimentare globale.
I fruttivendoli stanno reagendo ai rincari con strategie di sopravvivenza, cercando di assorbire parte dei costi per non scoraggiare i clienti, ma denunciano aumenti del prezzo di frutta e verdura all’ingrosso fino al 50%.
Perché la guerra in Iran fa aumentare i prezzi di frutta e verdura?
Il conflitto ha fatto salire i prezzi di petrolio e gas, fondamentali per trasporti, fertilizzanti e gasolio agricolo. Questo aumenta i costi di produzione e distribuzione dei prodotti agricoli, che si riflettono sui prezzi al consumo.
Quanto è aumentato il gasolio agricolo in Italia?
Secondo le associazioni di categoria, il prezzo è passato in una settimana da circa 0,85 euro al litro a 1,25 euro al litro, con picchi particolarmente elevati nel Sud Italia.
Perché Coldiretti ha presentato un esposto alla Procura di Roma?
Coldiretti sospetta possibili manovre speculative sul prezzo del gasolio agricolo e ha chiesto alla magistratura e alla Guardia di Finanza di verificare eventuali responsabilità.
Quanto pesa l’aumento dei prezzi sulla spesa delle famiglie?
La CGIA di Mestre stima un aumento medio di circa 186 euro all’anno per famiglia, con il rischio di ulteriori rincari se la crisi energetica dovesse proseguire.
Perché l’Italia è vulnerabile a questa crisi agricola?
Il Paese dipende in larga parte dalle importazioni di fertilizzanti, molti dei quali provengono dal Medio Oriente. L’instabilità nella regione può quindi influenzare direttamente la produzione agricola italiana.


