Il Servizio Postale degli Stati Uniti (USPS) ha recentemente annunciato che, “fino a nuovo avviso”, sospenderà temporaneamente il servizio di spedizione di pacchi provenienti dalla Cina continentale e da Hong Kong. Sebbene le spedizioni di lettere e posta ordinaria non siano coinvolte dalla misura, la decisione ha un impatto devastante per milioni di consumatori americani e venditori online cinesi che dipendono dal trasporto di merci a basso costo e di basso valore.
Questa mossa arriva in seguito all’introduzione di nuove tariffe doganali da parte dell’amministrazione Trump, che ha innalzato del 10% i dazi su tutti i beni made in China. L’elemento centrale della misura riguarda la chiusura di una scappatoia doganale chiamata “de minimis”, che consentiva a pacchi di valore inferiore a 800 dollari di entrare negli Stati Uniti senza dover pagare i dazi, un sistema ampiamente sfruttato da piattaforme di e-commerce come Shein e Temu.
Crollo delle azioni di JD.com e Alibaba: le ripercussioni nel mercato
Le reazioni sui mercati sono state rapide. Dopo l’annuncio della USPS, i titoli delle principali società cinesi di e-commerce hanno registrato una caduta significativa. JD.com ha visto una perdita del 5,25% e Alibaba ha visto una discesa dell’1,6%. Questi colossi, che hanno fatto affidamento sul traffico incessante di pacchi dal basso valore per alimentare le loro operazioni globali, ora si trovano ad affrontare una nuova, ardua sfida.
Questo cambiamento, infatti, ha un impatto diretto su aziende come Shein, che ha fatto delle spedizioni veloci e a basso costo un pilastro fondamentale del suo modello di business, e Temu, che ha rapidamente guadagnato popolarità grazie alla sua capacità di offrire prodotti a prezzi stracciati. Secondo le Dogane e la Polizia di frontiera degli Stati Uniti (CBP), nel 2024 sono stati ben 1,36 miliardi i pacchi spediti da Cina e Hong Kong sotto la disposizione de minimis, rispetto ai 637 milioni nel 2020. Una cifra in costante aumento che ha spinto l’amministrazione a intervenire.
La sospensione del servizio: effetti collaterali e potenziale escalation
La decisione delle Poste USA non è stata presa in un vuoto politico. Essa si inserisce in un contesto di crescente tensione tra Stati Uniti e Cina, segnato da una serie di mosse strategiche legate ai dazi. Il governo americano ha inasprito le tariffe non solo per limitare l’importazione di beni cinesi, ma anche per contrastare la crescente competitività delle aziende come Shein e Temu. Nel frattempo, la Cina ha risposto promettendo misure ritorsive, tra cui l’innalzamento dei dazi su una vasta gamma di prodotti americani.
Il ministero degli Esteri italiano, Antonio Tajani, ha commentato la politica commerciale del governo statunitense, definendo la situazione come un “banco di prova” per l’Unione Europea. “Le guerre commerciali non convengono a nessuno”, ha detto Tajani, sostenendo che è necessario affrontare le sfide in modo unito, senza reazioni scomposte, e lavorando per mantenere un dialogo costruttivo con Washington. La posizione dell’Unione Europea, quindi, si fa sempre più delicata, soprattutto con la possibilità che anche l’Europa adotti misure simili contro i colossi tecnologici statunitensi, come dimostrato dalla preparazione di Bruxelles ad affrontare la Silicon Valley in caso di ulteriori escalation.


