Google ha presentato Gemini 2.0, una versione avanzata del suo modello di intelligenza artificiale che promette di rivoluzionare l’approccio agli AI agents, software capaci di eseguire autonomamente compiti complessi.
“Ci avviciniamo sempre di più alla nostra visione di un assistente universale”, ha dichiarato Sundar Pichai, CEO di Google, durante il lancio del nuovo modello. Gemini 2.0, infatti, introduce capacità multimodali, offrendo output nativo per immagini e audio, oltre a nuove funzionalità di ragionamento avanzato.
Le caratteristiche principali di Gemini 2.0
Gemini 2.0 è progettato per gestire richieste complesse che combinano testo, video, immagini, audio e codice, proseguendo il percorso avviato con Gemini 1.0, lanciato nel dicembre 2023. I primi a beneficiare di questo aggiornamento saranno sviluppatori e tester, mentre gli utenti generali avranno accesso alla versione sperimentale chiamata Gemini 2.0 Flash, che migliora la velocità e l’efficienza rispetto alla versione 1.5 Flash.
AI Overviews: un milione di utenti serviti
Google sta integrando le capacità di ragionamento di Gemini 2.0 in AI Overviews, una delle funzionalità più popolari di Google Search. Questa tecnologia permette ora di risolvere query avanzate a più passaggi, incluse equazioni matematiche e domande multimodali. Il lancio della funzionalità è attualmente in fase di test limitato, ma verrà esteso a un pubblico più ampio nel 2025.
Un hardware dedicato: il chip Trillium di sesta generazione
Gemini 2.0 utilizza il nuovo chip Trillium di sesta generazione, progettato per garantire prestazioni quadruplicate rispetto ai predecessori e un’efficienza energetica superiore del 67%. Questo chip, disponibile anche per i clienti di Google Cloud, rappresenta il cuore delle nuove funzionalità di ragionamento avanzato.
Deep Research: un assistente per la ricerca avanzata
Tra le innovazioni più attese c’è la funzione Deep Research, pensata per fungere da assistente virtuale nella compilazione di rapporti e analisi. Disponibile nella versione Gemini Advanced, questa funzionalità sfrutta il ragionamento avanzato per gestire contesti complessi e lunghi.
Project Mariner: l’agente AI autonomo
In parallelo a Gemini 2.0, Google ha, infine, svelato Project Mariner, il suo primo agente AI autonomo integrato nel browser Chrome. Questa tecnologia è in grado di muovere il cursore, cliccare pulsanti, compilare moduli e navigare il web senza l’intervento umano. Funziona catturando screenshot della finestra del browser, che vengono poi inviati al cloud per elaborazione e restituiti sotto forma di istruzioni operative.
Sebbene capace di compiti umani complessi, Project Mariner presenta alcune limitazioni intenzionali. Ad esempio, non accetta cookie, non completa pagamenti né accetta condizioni di servizio. “Vogliamo garantire agli utenti il massimo controllo e visibilità su ogni azione dell’agente,” ha spiegato Google.


