Fumatori italiani, arriva la stangata: rincari per sigarette e svapo

Arrivano gli aumenti per sigarette e svapo: l’ADM aggiorna i listini con rincari fino al 16% per i liquidi da inalazione. In crescita anche le accise sui tabacchi tradizionali.

Il 9 ottobre è entrato in vigore il provvedimento dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) che ha portato a un aumento dei prezzi di sigari, sigarette tradizionali e tabacchi da inalazione senza combustione (sigarette elettroniche). Gli aumenti riguardano 68 marche di questi prodotti e seguono richieste di variazione da parte degli importatori e produttori, elaborate e attuate dall’ADM dopo opportune istruttorie.

I dettagli del provvedimento ADM

L’aumento di prezzo è stato richiesto principalmente dai produttori/importatori nella seconda metà di settembre 2025. Il costo di vendita è stato quindi aggiornato ufficialmente dall’ADM, e il nuovo listino è consultabile sul sito dell’Agenzia.

Il provvedimento coinvolge sia marchi di fascia alta che economici, seguendo una tendenza di mercato al rialzo. L’aumento delle accise per il 2025 era già stato deciso nella Legge di Bilancio 2024 e si riflette nel prezzo finale al pubblico: per esempio, l’accisa sulle sigarette è aumentata da 29,30 euro a 29,50 euro ogni 1.000 sigarette, con un incremento percentuale dei costi minimi fiscali; per i tabacchi da inalazione senza combustione, l’accisa è fissata al 41% per il 2025 (in aumento rispetto agli anni precedenti); per liquidi da inalazione con nicotina l’imposta di consumo nel 2025 è al 16% (contro il 15% del 2024); per i sigari, l’accisa è del 23,50% sul prezzo al dettaglio.

Pertanto, per le sigarette tradizionali aumento contenuto ma puntuale, decine di centesimi in più a pacchetto (es. incremento accisa 0,20 euro ogni 1.000 sigarette); per sigari e sigarette elettroniche il prezzo è salito in modo più consistente, con aumenti rilevati su 68 marche; per le sigarette elettroniche e liquidi da inalazione aumento fiscale con imposta fino al 16% sul prezzo, riflettendo una tassazione più alta per questi prodotti.

Le cause dell’aumento dei prezzi

– Aumenti decisi dalle aziende e importatori per coprire i maggiori costi fiscali.

– Aggiornamenti obbligatori delle accise stabiliti dal governo italiano nelle leggi di bilancio 2024-2025.

– Interesse del Ministero dell’Economia di modulare incrementi graduali dell’imposizione fiscale sui tabacchi per sostenibilità e gettito.

– Aumento del prezzo medio ponderato delle sigarette usato come base per calcolare l’accisa.

– Probabile necessità di contrastare il consumo con politiche fiscali più stringenti.

I fumatori in Italia: chi sono e quanto spendono 

In Italia fuma circa 1 adulto su 4, con un’incidenza maggiore tra i giovani (circa 30% usa almeno un prodotto da fumo tradizionale o elettronico).

Il profilo del fumatore italiano è prevalente tra uomini, ma aumenta anche tra le donne giovani.

La spesa media annua per fumatore è di circa 1.500-2.000 euro, considerando pacchetti di sigarette regolari e altri prodotti da fumo. Il consumo è distribuito tra varie fasce d’età, con picchi tra i 18 e i 35 anni.

Il policonsumo (uso combinato di sigarette tradizionali, elettroniche e tabacco riscaldato) è in crescita, principalmente tra i più giovani.

Il provvedimento ADM è parte di una strategia fiscale consolidata per aumentare gradualmente i prezzi di tutti i tipi di tabacchi e prodotti affini, con impatti differenziati sul prezzo finale. L’aumento del prezzo è attribuibile sia all’azione fiscale governativa sia alle decisioni commerciali degli operatori di settore, in un contesto al contempo di politica sanitaria e di mercato.

L’Italia mantiene un numero consistente di fumatori, con una spesa annua rilevante destinata a questi prodotti. 

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