In Italia ogni euro nel franchising ne genera 2,8: il boom del 2024

Il franchising italiano traina l’economia: ogni euro investito genera 2,8 euro e sostiene oltre 732 mila posti di lavoro. Uno studio svela il suo impatto.

Il franchising si conferma una colonna portante dell’economia italiana. Ogni euro investito in questo comparto produce un ritorno di 2,8 euro per l’intero sistema nazionale, con un impatto complessivo sul valore della produzione che raggiunge i 94 miliardi di euro.

Questi dati emergono dal Rapporto 2024 di Assofranchising, realizzato da Nomisma per conto dell’associazione aderente a Confcommercio-Imprese per l’Italia. L’analisi, condotta per il secondo anno consecutivo, evidenzia numeri impressionanti: un fatturato di 34 miliardi di euro, una crescita del 9,9% rispetto al 2022 e un totale di 287.767 addetti impiegati nei quasi 66 mila punti vendita affiliati. Ma l’effetto del franchising va oltre i numeri diretti e si moltiplica lungo tutta la filiera economica.

Un impatto che si triplica: i numeri del moltiplicatore

Nomisma calcola l’effetto del franchising sull’economia nazionale attraverso tre livelli distinti. L’impatto diretto, legato alle attività dei punti vendita e agli acquisti dai fornitori, ammonta a 24,2 miliardi di euro di valore aggiunto. A questo si aggiungono 4,8 miliardi derivanti dalla filiera indiretta, ovvero dai fornitori e dalle attività collegate. Infine, l’impatto indotto, generato dalla domanda finale dei redditi prodotti, contribuisce con 12,1 miliardi di euro. In totale, il valore aggiunto raggiunge i 41 miliardi di euro, pari al 2,1% dell’intera economia italiana. Sul fronte della produzione, il moltiplicatore finale di 2,8 dimostra una capacità straordinaria: ogni euro speso nel franchising attiva quasi il triplo del suo valore nell’economia complessiva.

Occupazione: 732 mila posti di lavoro sostenuti

Il franchising non crea solo ricchezza, ma anche lavoro. Nel 2023, il comparto ha generato un impatto occupazionale di 732.907 addetti, con un moltiplicatore di 2,5: ogni posto di lavoro diretto nel settore ne sostiene altri 1,5 nell’intero sistema Paese. I 287.767 dipendenti diretti operano in 929 insegne e quasi 66 mila punti vendita affiliati, ma l’effetto si estende ad altri settori. I redditi da lavoro dipendente complessivi ammontano a 15,9 miliardi di euro. Il commercio al dettaglio domina, seguito dai servizi di alloggio e ristorazione (10,4% degli occupati) e dal tessile-abbigliamento (7,5%).

Un’influenza trasversale: i settori coinvolti

L’effetto del franchising non si limita al commercio. L’industria tessile e dell’abbigliamento rappresenta il 10,2% della produzione attivata, mentre le attività immobiliari contribuiscono per il 7,7%. Sul valore aggiunto, i servizi immobiliari pesano per il 15,2%, seguiti da alloggio e ristorazione con il 7,9%. Questa trasversalità dimostra la capacità del comparto di stimolare l’economia a più livelli. “Il franchising si conferma un motore strategico per l’economia italiana, con un giro d’affari che complessivamente rappresenta l’1,8% del nostro Pil e con importanti riverberi sia diretti sia a livello di indotto,” sottolinea Alberto Cogliati, presidente di Assofranchising. Un sistema che non solo cresce, ma sostiene anche settori chiave del Paese.

Un’opportunità per il rilancio professionale

Il franchising offre anche una risposta concreta alle difficoltà del mercato del lavoro. Nel 2023, i dati del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali registrano 528.320 licenziamenti per giustificato motivo oggettivo. Di questi, 170.340 riguardano lavoratori over 50, una fascia spesso penalizzata nella ricerca di nuove opportunità. “I dati elaborati da Nomisma ci forniscono una fotografia dettagliata di un comparto che ha saputo consolidare e migliorare i risultati ottenuti lo scorso anno. Inoltre, il franchising si mostra come un’opportunità di rilancio professionale” spiega Cogliati. Per questo, Assofranchising punta a rafforzare i rapporti con le società di outplacement, proponendo il franchising come soluzione di ricollocamento per chi cerca una seconda chance.

Prospettive di crescita: il futuro del franchising

Il comparto guarda avanti con ottimismo. “Alla luce delle dinamiche registrate negli ultimi anni, il franchising in Italia vanta buone prospettive di ulteriore sviluppo” afferma Roberta Gabrielli, Head of Marketing, Business Processes e Communication di Nomisma. Il prossimo 25 giugno 2025, Assofranchising presenterà il Rapporto 2025 – Strutture, Tendenze e Scenari, un’analisi che anticiperà le evoluzioni del settore. Con un fatturato in crescita e un impatto economico sempre più rilevante, il franchising si candida a restare un pilastro dell’economia italiana, capace di generare ricchezza, lavoro e innovazione.

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