Antonio Tajani, in un intervista a Libero, propone l’aumento della soglia Irpef a 60 mila euro, sgravi per giovani e tredicesime, no patrimoniale ed extraprofitti.
Riduzione dell’Irpef per il ceto medio, meno tasse sui giovani lavoratori, detassazione delle tredicesime e nessuna apertura a nuove imposte patrimoniali. Sono alcuni dei punti indicati dal vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, che in un’intervista a Libero ha delineato la linea economica e fiscale di Forza Italia per i prossimi mesi.
Tra le priorità indicate dal leader azzurro c’è l’estensione della riduzione dell’Irpef fino alla soglia dei 60 mila euro di reddito, una misura che punta a rafforzare il potere d’acquisto della classe media.
“Porteremo a 60 mila euro la soglia per la riduzione fiscale Irpef, a vantaggio della nostra classe media. Vogliamo abbassare le imposte che gravano sui giovani, per aumentare così, di fatto, il loro salario. Dobbiamo anche cominciare a detassare le tredicesime, partendo dai salari più bassi”.
Secondo Tajani, la domanda che arriva dal Paese è quella di una maggiore crescita economica e di un miglioramento delle condizioni di benessere.
“Gli italiani, giustamente, chiedono più prosperità, e non una decrescita che non potrà mai essere ‘felice'”.
Il no alla patrimoniale e all’aumento dell’imposta di successione
Nel capitolo dedicato al fisco, Tajani ha ribadito la contrarietà di Forza Italia a qualsiasi ipotesi di patrimoniale e a un irrigidimento dell’imposta sulle successioni. Per il vicepremier, il patrimonio accumulato dai cittadini è già soggetto a numerose forme di tassazione.
“Noi siamo fermamente contrari alla patrimoniale. Colpirebbe beni su cui si è già pagata una tassa che, ricordiamolo, è progressiva, e quindi aumenta al crescere del reddito. Ci sono già 13 diversi tipi di patrimoniale in Italia, dal bollo auto a quello sui conti correnti e sui prodotti finanziari. Per questo diciamo ‘no’ anche a qualsiasi ipotesi di appesantire l’imposta di successione, che ci vede contrari già in linea di principio”.
Lo stesso approccio riguarda il tema del catasto. Tajani sostiene che un eventuale aggiornamento non debba tradursi in un aumento della pressione fiscale sugli immobili.
“La revisione del catasto non deve trasformarsi in un’altra patrimoniale occulta sulla casa degli italiani. Piuttosto, dobbiamo pensare a dare una casa a chi non ce l’ha, soprattutto ai giovani che sempre meno riescono a permettersela. In questa direzione va il Piano casa del governo”.
Extraprofitti, Tajani: “Rischio fuga degli investitori”
Il ministro degli Esteri ha espresso una posizione netta anche sulla tassazione degli extraprofitti, giudicando controproducenti le proposte avanzate dalla sinistra e sostenendo che possano generare effetti negativi sulla fiducia degli investitori.
“L’Italia ha bisogno di molte cose ma non di far fuggire gli investitori con crociate para-sovietiche sugli ‘extraprofitti’. Le ricette fiscali rilanciate in Italia da tutta la sinistra si sono rivelate già fallimentari in tutti i Paesi che le hanno introdotte. O vogliamo forse dire al mercato che lo Stato può decidere una soglia oltre la quale un profitto raggiunto legalmente si trasforma in abuso? Ci sono circostanze eccezionali che possono creare le condizioni per una contribuzione volontaria, ma tale deve restare”.
Uno dei passaggi centrali dell’intervista riguarda il ruolo del risparmio degli italiani. Tajani ritiene che una parte delle risorse oggi ferme sui conti correnti potrebbe essere indirizzata verso investimenti produttivi, attraverso strumenti e incentivi in grado di rendere conveniente questa scelta.
“Con le banche ‘vogliamo dialogare per creare le condizioni e gli incentivi per fare in modo che gli oltre 1.750 miliardi di euro di risparmio ‘parcheggiato’ nei conti correnti siano investiti nell’economia. Se ogni italiano, con libera scelta, trovasse vantaggioso investire 10 euro ogni 100 che tiene depositati in banca, avremmo 175 miliardi di investimento in più, un PNRR nuovo ogni anno. Penso soltanto al ruolo che potrebbero avere i fondi pensioni delle casse professionali: investire in Italia per far crescere l’Italia. Questa sarebbe la vera svolta per rilanciare l’economia del Paese. Il nostro risparmio è il nostro petrolio”.
Secondo il segretario di Forza Italia, il coinvolgimento del capitale privato potrebbe generare nuove risorse da destinare a settori strategici, dall’assistenza sanitaria alle infrastrutture, fino al sostegno dei redditi da lavoro.
“Servono strumenti per convincere gli italiani a investire in progetti credibili e redditizi. Il project financing Stato-privati può essere un volano di crescita che crea ricchezza da usare poi in molti settori, dalla sanità alle pensioni minime, dalle infrastrutture e dai nuovi alloggi alla riduzione delle tasse sui salari. Penso in particolare a quelli dei neo-assunti, per evitare la fuga dei giovani all’estero”.
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