Il Governo si appresta a varare una stretta sull’evasione delle imposte locali, come IMU e TARI, con l’obiettivo di velocizzare le verifiche e incassare più rapidamente le somme dovute. Secondo una bozza ottenuta dal Sole 24 Ore, il decreto attuativo della riforma del fisco locale dovrebbe arrivare in Consiglio dei ministri entro un mese e prevede una riduzione dei termini per l’esecuzione forzata, passando da 160 a 80 giorni.
La riforma, che sarà oggetto di un incontro con gli enti territoriali presso il Ministero dell’Economia, introduce anche sanzioni alleggerite e sanatorie autonome, concedendo ai Comuni maggiore flessibilità nella gestione dei tributi non pagati. Gli amministratori locali potranno introdurre forme di adesione agevolata, con esclusione o riduzione degli interessi e delle sanzioni.
Sanzioni ridotte e incentivi per i pagamenti spontanei
Una delle principali novità della riforma riguarda la riduzione delle sanzioni per i contribuenti. In particolare:
- La penalità per omessa dichiarazione scenderà al 100% (oggi varia tra 100% e 200%);
- La sanzione per dichiarazione infedele sarà ridotta al 40% (attualmente compresa tra 50% e 100%).
Parallelamente, il decreto introduce incentivi per favorire i pagamenti spontanei. Gli enti locali potranno stabilire sanatorie con riduzioni su sanzioni e interessi per chi regolarizza la propria posizione prima dell’avvio delle procedure di riscossione. Inoltre, verranno introdotte forme di premialità per i contribuenti che scelgono il pagamento tramite addebito diretto su conto corrente, con sconti fino al 5% su IMU e TARI.
Contraddittorio preventivo e maggiore trasparenza
Un altro elemento chiave della riforma è l’estensione del principio del contraddittorio preventivo, già applicato negli atti dell’Agenzia delle Entrate. Grazie a questa misura, i contribuenti potranno interloquire con l’ente locale prima dell’emissione di un accertamento fiscale, evitando così di incorrere in sanzioni immediate e favorendo la risoluzione delle contestazioni in via extragiudiziale.
Riscossione più rapida e tempi ridotti per le azioni esecutive
Quindi, se da un lato il decreto introduce incentivi e sanatorie, dall’altro prevede un’accelerazione nelle procedure di riscossione coattiva.
- I termini per le azioni esecutive verranno ridotti da 180 a 60 giorni, uniformando i tempi per chi presenta ricorso e chi non lo fa;
- Gli enti locali avranno la possibilità di attivare transazioni fiscali sui tributi locali, per venire incontro ai contribuenti in difficoltà economica;
- Le procedure di esecuzione forzata saranno più rapide, garantendo ai Comuni un recupero più tempestivo delle somme dovute.
Verso un fisco locale più efficiente
Con questa riforma, il governo mira a bilanciare severità e flessibilità, riducendo l’evasione fiscale ma offrendo anche strumenti per la regolarizzazione agevolata delle posizioni debitorie. Il nuovo sistema dovrebbe garantire una maggiore equità e trasparenza, almeno negli obiettivi generali, incentivando la compliance fiscale senza penalizzare eccessivamente i contribuenti in difficoltà.
Fonti: Il Giornale e Ansa.


