Ferrari svela la sua prima auto elettrica ma il titolo crolla in Borsa: ecco perché 

John Elkann
Ferrari elettrica da 1000 CV in arrivo nel 2026: potenza record e guida purista, ma la Borsa non crede nel piano al 2030.

Ferrari ha svelato al Capital Markets Day 2025 a Maranello il telaio motorizzato e i dettagli tecnici della sua prima auto completamente elettrica, attesa in forma definitiva nella prima metà del 2026. Sarà un’auto dalle dimensioni generose, con passo di 296 cm e lunghezza di circa 5 metri, con 4 o 5 posti, probabilmente simile per forma alla Ferrari Purosangue.

La potenza supererà i 1000 cavalli (CV), con quattro motori elettrici (due assali con due motori sincroni a magneti permanenti), capaci di erogare una coppia complessiva di 8000 Nm e una velocità massima di 310 km/h, con uno scatto da 0 a 100 km/h in 2,5 secondi. La batteria da 122 kWh realizzata a Maranello sarà il cuore della piattaforma tecnologica elettrica, con un baricentro più basso di 80 mm rispetto a una vettura tradizionale, per una dinamica di guida fedele alla tradizione Ferrari.

Elkann: “Ferrari è una forza vitale e irrefrenabile”

Il Capital Markets Day è l’evento annuale in cui Ferrari presenta ai mercati, investitori e stampa i risultati finanziari, aggiornamenti strategici e novità di prodotto. John Elkann, presidente Ferrari e AD di Exor, ha inaugurato l’evento ribadendo la straordinaria unicità del marchio e il legame viscerale con i tifosi e i clienti. Elkann ha sottolineato che Ferrari è “una forza vitale e irrefrenabile” e ha confermato l’impegno personale nel sostenere il brand, con fiducia nel progresso tecnologico pur mantenendo fedeltà alla tradizione.

Gli obiettivi finanziari e strategici al 2030

Ferrari ha rivisto al rialzo la guidance per il 2025: attesi ricavi almeno a 7,1 miliardi di euro (da 7 miliardi previsti), EBITDA adjusted a 2,72 miliardi, margine al 38,3%, con un free cash flow industriale di 1,3 miliardi.

Per il 2030 l’azienda punta a ricavi netti di circa 9 miliardi, con un EBITDA adjusted di almeno 3,6 miliardi (margine 40%) e un EBIT adjusted di almeno 2,75 miliardi (margine 30%).

Inoltre, dividend payout aumentato dal 35% al 40% dell’utile netto rettificato già dal 2025, con remunerazioni complessive agli azionisti di circa 7 miliardi fra dividendi e buyback azionario (3,5 miliardi per parte).

La strategia di prodotto e i nuovi centri 

Fra il 2026 e il 2030 Ferrari lancerà in media quattro nuovi modelli all’anno, mantenendo diversificazione e posizionamenti distinti per segmenti specifici di clienti. La gamma nel 2030 sarà composta da circa 40% modelli a motore termico, 40% ibridi e 20% elettrici, dimezzando l’obiettivo elettrico al 20% rispetto al 40% previsto nel 2022. 

Ferrari conta oggi circa 90.000 clienti attivi, +20% rispetto al 2022, e apre nuovi centri Tailor Made a Tokyo e Los Angeles per avvicinarsi proprio ai clienti. 

Ma il titolo crolla in Borsa…

Il titolo Ferrari, però, a Piazza Affari ha perso oltre il 16% nella sessione di giovedì 9 ottobre 2025, con sospensione per eccesso di ribasso, segnando il calo più forte dal debutto in borsa del 2016. 

Il motivo principale è la delusione dei mercati per le nuove guidance finanziarie considerate troppo caute e soprattutto per la riduzione nell’obiettivo di elettrificazione (20% invece del 40%). 

Inoltre, vi sono preoccupazioni riguardo all’attrattività per i consumatori delle vetture elettriche di lusso, la rete di ricarica ancora poco sviluppata e la dura concorrenza soprattutto da parte di produttori cinesi. Il mercato ha reagito con vendite intense nonostante il miglioramento tecnico e l’annuncio dell’auto elettrica.

Come se non bastasse, le performance in Formula 1 non sono all’altezza delle attese, con Ferrari attualmente terza nei costruttori e i piloti Leclerc e Hamilton non in testa, elemento che pesa sull’immagine del brand.

Quindi, l’entusiasmo per la nuova Ferrari elettrica e gli aumenti della guidance sul breve termine non sono bastati a compensare la delusione per la crescita prudente al 2030 e la revisione al ribasso della strategia sull’elettrico, generando una forte pressione di vendita in Borsa.

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