Le imprese italiane affrontano una scadenza cruciale. Entro il 31 marzo 2025, tutte devono stipulare una polizza contro gli eventi catastrofali. La misura coinvolge circa 2,8 milioni di immobili a uso commerciale, turistico o artigianale. Per Confesercenti, il tempo stringe soprattutto per le 1,5 milioni di attività in locali in affitto, che devono garantire la copertura assicurativa dell’immobile, con un valore di ricostruzione stimato in 118 miliardi di euro. La spesa annuale per queste polizze si aggira sui 400 milioni di euro, un impegno economico rilevante.
Conseguenze dell’inadempimento
La legge non prevede sanzioni dirette per chi non si adegua. Tuttavia, le conseguenze sono pesanti. Le imprese che non si assicurano perdono il merito creditizio: le banche bloccano i finanziamenti, i bandi pubblici diventano inaccessibili e, in caso di catastrofe, nessun contributo pubblico arriva. Per Confesercenti, questa scelta equivale a un “suicidio” economico. Inoltre, gli amministratori rischiano l’azione di responsabilità per danni subiti o per l’esclusione da aiuti, un ulteriore deterrente al mancato rispetto dell’obbligo.
Una corsa contro il tempo
Restano solo 11 giorni utili per adeguarsi, un lasso di tempo che Confesercenti giudica insufficiente. Le imprese, sia proprietarie che in affitto, devono assicurare il valore di ricostruzione dell’immobile. Chi opera in locazione deve collaborare con il proprietario per verificare le caratteristiche costruttive e le coperture esistenti. L’onere ricade sul conduttore, ma i benefici vanno al proprietario, creando squilibri. Secondo Confesercenti, servono tempi più lunghi per rinegoziare i contratti e affrontare i costi, considerando che il decreto attuativo, approvato il 27 febbraio, offre poche indicazioni operative a ridosso della scadenza.
Ostacoli pratici e ritardi
La situazione si complica ulteriormente. Le compagnie assicurative hanno fino al 28 marzo per adeguare le polizze, un termine che coincide quasi con l’entrata in vigore dell’obbligo. Il portale IVASS per confrontare le offerte non è ancora attivo, lasciando le imprese senza strumenti per valutare le opzioni. Confesercenti sottolinea la necessità di formazione e informazione: le aziende devono scegliere polizze conformi in modo consapevole, rispettando il principio mutualistico e la gestione aziendale, ma il caos normativo rende questa “corsa al buio” rischiosa.
Le richieste di Confesercenti
“Un impianto di tutele assicurative così su larga scala è un investimento importante – dichiara la presidente di Confesercenti Patrizia De Luise – rendiamolo anche equo e sostenibile. Ad esempio, sulle polizze assicurative contro il rischio delle catastrofi naturali grava una tassazione del 22,5%: abbassiamo l’imposta al 2,5% come per le polizze infortuni, oppure destiniamola ad un fondo per mettere in sicurezza immobili e territorio. In parallelo all’obbligo assicurativo, va avviato un piano per la messa in sicurezza che ad oggi manca. Si tratta, dunque, di una contingenza caotica. Tutte le associazioni di imprese chiedono a gran voce più tempo trovando però, inspiegabilmente, un Governo fino ad ora silente”.


