Dal 1° gennaio 2026 entrano in vigore nuove regole fiscali che obbligano esercenti come negozi, bar e ristoranti a collegare i registratori di cassa telematici ai Pos, permettendo all’Agenzia delle Entrate di incrociare scontrini emessi e pagamenti elettronici tracciati dalle banche. Questa misura, introdotta dalla Manovra 2025, mira a combattere l’evasione IVA individuando discrepanze tra corrispettivi dichiarati e incassi reali.
Le principali novità
Il collegamento non è fisico ma avviene tramite un servizio online nell’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate, associando la matricola del registratore telematico ai dati identificativi dei Pos. I dati dei pagamenti (forme e importi) devono essere registrati nel documento commerciale e trasmessi quotidianamente in forma aggregata con i corrispettivi telematici. Non sarà più possibile emettere scontrini per importi inferiori ai pagamenti con carta o omettere la battitura, rendendo visibile ogni incongruenza.
Le procedure operative
Per nuovi Pos attivati o modificati, la registrazione va fatta tra il 6° giorno del secondo mese successivo e l’ultimo giorno lavorativo di quel mese (es. Pos di febbraio 2026: 6-30 aprile). Strumenti già in uso al 1° gennaio 2026 o attivati entro il 31 gennaio hanno 45 giorni dalla disponibilità del servizio online per adeguarsi. Gli esercenti devono verificare la compatibilità dei dispositivi con i fornitori e, se usano la procedura web per corrispettivi, il collegamento avviene direttamente lì.
Controlli e sanzioni
L’Agenzia incrocerà automaticamente scontrini e flussi bancari per calcolare l’IVA in caso di mancata dichiarazione, applicando una “liquidazione sprint”: senza risposta entro 60 giorni, sanzione del 120% sull’imposta iscritta a ruolo. Questo completa il sistema degli scontrini elettronici obbligatori dal 2022, con sanzioni già esistenti da 3.000 a 12.000 euro per manomissioni o utilizzi irregolari dei registratori.
La stretta per combattere l’evasione fiscale
La norma rientra in un pacchetto più ampio di provvedimenti, che include pignoramenti rapidi su clienti debitori tramite dati fatture elettroniche e che ha già portato a 26,3 miliardi recuperati nel 2024. Esercenti e associazioni di categoria sono stati consultati per semplificare l’attuazione.
Cosa cambia per i piccoli commercianti
La nuova norma sull’incrocio tra scontrini fiscali e pagamenti Pos avrà un impatto significativo sui piccoli commercianti e artigiani locali, aumentando gli obblighi burocratici e i costi di adeguamento per attività con margini ridotti. Questi esercenti, spesso privi di risorse per consulenza specialistica, dovranno verificare la compatibilità dei registratori telematici e Pos, con potenziali spese per aggiornamenti hardware o software che potrebbero superare i 500-1.000 euro per punto vendita.
La trasmissione quotidiana aggregata di dati complica la gestione manuale, spingendo verso software più costosi e formazione del personale, con tempi di adeguamento stimati in 1-2 mesi.
I timori
Confcommercio e Confartigianato esprimono preoccupazione per il carico eccessivo sulle microimprese già in crisi, con oltre 400.000 artigiani persi in Italia negli ultimi 10 anni. Chiedono proroghe e semplificazioni per evitare chiusure. Le categorie locali lamentano una stretta anti-evasione che penalizza i compliant senza distinguere da grandi catene, potenzialmente riducendo la competitività nei centri storici.


