Evasione fiscale in Italia: nel 2024 sfuggiti al Fisco oltre 72 miliardi di euro

Agenzia delle Entrate
Oltre all’aspetto economico, l’evasione mina la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Vedere che alcuni non rispettano le regole senza subire conseguenze crea un senso diffuso di ingiustizia e può alimentare comportamenti di illegalità.

L’evasione fiscale è uno dei problemi più gravi per l’economia e per la giustizia sociale. Si verifica quando cittadini o imprese nascondono parte dei propri redditi o patrimoni per non pagare le tasse dovute. Può avvenire in molti modi: dalla mancata emissione di scontrini o fatture, fino a sistemi più complessi che sfruttano società offshore e paradisi fiscali.

Le conseguenze economiche

L’impatto sull’economia è enorme. Secondo le stime, ogni anno miliardi di euro sfuggono al fisco. Questo riduce le risorse a disposizione dello Stato per finanziare servizi essenziali come sanità, istruzione, infrastrutture e welfare. Quando una parte della ricchezza prodotta non viene dichiarata, il peso fiscale ricade in modo sproporzionato su chi paga regolarmente, generando disuguaglianze e aumentando la pressione su lavoratori e imprese oneste.

Le conseguenze sociali

Oltre all’aspetto economico, l’evasione mina la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Vedere che alcuni non rispettano le regole senza subire conseguenze crea un senso diffuso di ingiustizia e può alimentare comportamenti di illegalità. In una società dove l’evasione è tollerata o diffusa, il patto sociale tra cittadini e Stato si indebolisce: i contribuenti onesti si sentono penalizzati, mentre chi evade guadagna un vantaggio competitivo sleale.

L’evasione fiscale non è solo un problema nazionale. Con la globalizzazione e la digitalizzazione dell’economia, i capitali si muovono facilmente oltre i confini, sfruttando differenze legislative e giuridiche tra Paesi. Questo spinge governi e organizzazioni internazionali a collaborare per aumentare la trasparenza, scambiarsi informazioni e combattere i paradisi fiscali.

Perché combatterla è cruciale

Ridurre l’evasione fiscale significa non solo recuperare risorse per lo Stato, ma anche rafforzare il principio di equità: tutti contribuiscono in base alle proprie possibilità per il bene comune. Solo in questo modo è possibile finanziare politiche pubbliche solide, ridurre le disuguaglianze e garantire una crescita economica più equilibrata e sostenibile.

L’evasione fiscale in Italia nel 2024 

Come reso noto dalla Corte dei Conti, nel 2024 sono stati accertati 72,3 miliardi di euro di evasione fiscale, ma il Fisco è riuscito a riscuotere effettivamente solo 12,8 miliardi, pari al 17,7% delle somme accertate. Inoltre, le imprese sottoposte a controlli sostanziali sono state circa 129 mila su un totale di circa 9 milioni, ovvero una su 70 (1,4% del totale dei contribuenti con attività imprenditoriali). Questo ritmo di controlli suggerisce che servirebbero circa 70 anni per verificare tutte le imprese. Il basso livello di riscossione e controlli è associato a un’aspettativa diffusa tra i contribuenti di future sanatorie o la possibilità di eludere le azioni esecutive dello Stato.

Questi dati rispecchiano una situazione di difficoltà dell’amministrazione fiscale nel trasformare gli accertamenti in riscossioni reali e nel garantire una copertura efficace dei controlli sull’evasione.

Alcune osservazioni sui controlli e sul contesto 

– Particolarmente alta è la concentrazione di violazioni in settori come quello tessile e manifatturiero, ad esempio con alta irregolarità nelle aziende gestite da comunità cinesi in Toscana e Lombardia.

– Le regioni con più violazioni nell’ambito lavorativo sono Toscana, Campania, Lombardia ed Emilia-Romagna.

– I controlli negli ultimi anni sono stati mirati a settori a rischio o con maggiore presenza di lavoro irregolare, e si registrano riduzioni del numero di imprese ispezionate ma con maggiore efficacia nella selezione dei casi a rischio.

– L’attività di vigilanza nel complesso si concentra su salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, ambiente, e settori produttivi a rischio irregolarità.

Le proposte della Corte dei Conti 

La Corte dei Conti propone varie misure per ridurre l’evasione fiscale in Italia nel 2025, tra cui:

– Potenziamento dell’analisi del rischio di evasione attraverso l’uso di tecnologie avanzate e l’interconnessione fra le banche dati a disposizione dell’Agenzia delle Entrate e della Guardia di Finanza, per migliorare la selezione dei casi da controllare.

– Maggiore integrazione tra l’Agenzia delle Entrate e l’Agenzia delle Entrate-Riscossione, tramite modifiche alla governance del Servizio nazionale della riscossione, per aumentare l’efficacia dell’azione di recupero.

– Rafforzamento delle procedure esecutive, con proposte di semplificazione e uniformità nella disciplina dei tassi di interesse fiscali, e introduzione di presunzioni rafforzate sul possesso di beni da parte dei debitori.

– Predisposizione di una Commissione per l’analisi e la proposta di soluzioni legislative per lo smaltimento dei crediti fiscali residui (“magazzino crediti”), al fine di rendere più gestibile il sistema di riscossione.

– Incremento della “tax compliance” (adesione spontanea ai doveri fiscali) attraverso misure amministrative e normative per ridurre la platea degli inadempienti.

– Promozione dell’accesso e della consultazione integrata delle varie banche dati fiscali e finanziarie per individuare più efficacemente le possibilità di recupero coattivo prima dell’avvio delle azioni esecutive.

In definitiva, la Corte dei Conti sottolinea che non bastano solo azioni repressive ma è necessaria una strategia integrata che passa da innovazioni tecnologiche, governance più efficiente, gestione attiva dei crediti e misure per incentivare la conformità volontaria dei contribuenti.

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