EssilorLuxottica porta gli occhiali smart in Italia: dal 2027 al via la produzione anche ad Agordo

EssilorLuxottica avvierà ad Agordo le prime linee produttive per occhiali smart entro il 2027. Accordo con i sindacati, investimenti e prospettive di un mercato in forte crescita.

EssilorLuxottica, con le Segreterie Nazionali, i Coordinatori Nazionali e il Coordinamento sindacale di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil, ha annunciato l’introduzione in via sperimentale delle prime linee produttive per la realizzazione di dispositivi wearable in Italia a partire dalla seconda parte dell’anno. L’iniziativa coinvolgerà in particolare lo storico stabilimento di Agordo, dove sarà completamente convertita e avviata entro l’inizio del 2027 un’intera area produttiva per le nuove attività industriali.

Agordo non è una scelta casuale: è la culla stessa di Luxottica, fondata da Leonardo Del Vecchio nel 1961 proprio in quella valle bellunese, e rappresenta il simbolo più riconoscibile del legame tra il gruppo e il manifatturiero italiano di qualità.

Milleri: “Una scommessa che si vince insieme”

A commentare la decisione è il presidente e amministratore delegato del gruppo, Francesco Milleri, che inquadra l’operazione come una scelta tanto industriale quanto simbolica: “Portare la produzione dei nostri dispositivi wearable anche in Italia, a partire dallo stabilimento di Agordo, è una scelta strategica e industriale di grande valore per il Gruppo e per il territorio. È un progetto ambizioso, che richiede competenze, una filiera solida e un ecosistema capaci di sostenere innovazione, qualità e rapidità di esecuzione. Siamo convinti che questa scommessa si può vincere solo attraverso una forte sinergia tra tutte le parti coinvolte — azienda, persone, organizzazioni sindacali e istituzioni — per costruire intorno ai nostri stabilimenti un sistema integrato che metta a fattor comune tecnologie, talenti e supply chain, rafforzando ulteriormente la nostra leadership in un settore ad altissimo potenziale”.

L’Italia come hub dell’innovazione wearable

L’iniziativa si inserisce in una visione più ampia del gruppo, che punta a fare degli stabilimenti italiani un polo d’eccellenza anche nel segmento tecnologico. Per la multinazionale, l’Italia oltre a diventare ancora di più hub produttivo per prodotti ad elevato contenuto tecnologico come i wearable, lo è anche per la ricerca, con l’ampliamento del laboratorio smart glasses in collaborazione con il Politecnico di Milano. L’investimento riguarderà impianti, macchinari e risorse umane, e si inserisce nel solco del Contratto integrativo aziendale e dell’accordo programmatico siglato lo scorso settembre con le organizzazioni sindacali.

I sindacati: “Innovazione e lavoro possono coesistere”

Soddisfazione è espressa anche dalle parti sindacali. Marco Falcinelli, Sebastiano Tripoli e Daniela Piras, rispettivamente Segretari Generali di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil, hanno commentato: “Si tratta di una scelta che conferma come innovazione, ricerca e manifattura avanzata possano e debbano trovare spazio nel nostro Paese. La sfida ora è accompagnare questa transizione con investimenti continui sulle persone, sulla formazione e sulla qualità del lavoro, affinché lo sviluppo tecnologico produca crescita industriale e sociale per tutto il territorio”.

Le prospettive per la produzione italiana

La produzione ad Agordo non rappresenta solo un presidio simbolico, ma risponde a una logica industriale precisa. Nel 2026 EssilorLuxottica arriverà ad avere una capacità produttiva di 10 milioni di smart glasses all’anno e, in prospettiva, punta ai 100 milioni l’anno. Lo stesso Milleri ha affermato che l’occhiale come lo si è conosciuto per anni — prima come protesi, poi come accessorio moda — si candida ora a diventare il dispositivo centrale nella vita delle persone. 

In questo contesto, radicare una parte della produzione in Italia significa costruire competenze locali difficilmente replicabili, formare maestranze specializzate nel segmento più avanzato dell’occhialeria e consolidare una filiera domestica che possa rispondere con rapidità alle esigenze di un mercato in fortissima espansione. Il business sta crescendo a tal punto che l’obiettivo di produrre 10 milioni di smart glasses previsto entro la fine del 2026 probabilmente verrà raggiunto in anticipo, come ha confermato il CFO del gruppo Stefano Grassi durante una call con gli analisti. Portare parte di questa capacità produttiva in Veneto significa anche ridurre l’esposizione ai rischi geopolitici legati alle supply chain asiatiche, un tema sempre più rilevante per le aziende europee che operano nell’hi-tech.

Il mercato degli occhiali smart: numeri e scenari futuri

I dati di mercato confermano che EssilorLuxottica non sta scommettendo su una nicchia, ma su uno dei segmenti tecnologici con il tasso di crescita più elevato al mondo.

Le spedizioni globali di occhiali intelligenti sono aumentate di oltre il 110% su base annua nella prima metà del 2025, spinte dai marchi leader e da una crescente preferenza per il coinvolgimento digitale a mani libere e le funzionalità di realtà aumentata tra i primi utilizzatori. Gli occhiali intelligenti prodotti in partnership con Meta — come i Ray-Ban Meta e gli Oakley — hanno venduto oltre 7 milioni di paia solo nel 2025, triplicando i volumi del 2024 e superando di gran lunga le aspettative. Sul fronte delle previsioni finanziarie, gli analisti di Barclays stimano che entro il 2030 il giro d’affari dei wearable possa superare i 6 miliardi di euro, con uno scenario base di 2,8 miliardi, mentre Citi ipotizza che il fatturato derivante dagli smart eyewear possa passare da meno di 300 milioni di euro nel 2024 a circa 3,7 miliardi nel 2030, pari al 10% dei ricavi complessivi del gruppo italofrancese.

Non mancano però le sfide: tra i principali rischi, gli analisti citano le pressioni competitive provenienti da gruppi cinesi, i possibili rallentamenti della domanda legati al contesto macroeconomico e la difficoltà tecnica di integrare le lenti per miopia negli smart glasses. A ciò si aggiunge la questione della privacy, con le normative europee — GDPR e AI Act — che impongono vincoli stringenti sull’uso delle fotocamere integrate. Una sfida regolamentare che il gruppo dichiara di voler affrontare in dialogo con le autorità competenti, nella convinzione che gli occhiali intelligenti siano destinati a diventare il prossimo grande dispositivo personale di massa.

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