Eni e Commonwealth Fusion Systems (CFS) hanno annunciato la firma di un accordo per l’acquisto di energia decarbonizzata del valore di oltre 1 miliardo di dollari. Il contratto rafforza una partnership strategica che ha origine nel 2018 e apre la strada alla commercializzazione dell’energia da fusione, una tecnologia promettente per la transizione energetica globale.
L’impianto ARC: energia pulita dalla Virginia
L’accordo prevede l’acquisto da parte di Eni di energia elettrica prodotta tramite fusione nucleare da ARC, il primo impianto commerciale sviluppato da CFS, con una capacità di 400 MW. La struttura sorgerà nella contea di Chesterfield, in Virginia (USA), e l’allaccio alla rete elettrica è previsto all’inizio del prossimo decennio.
Questo rappresenta il secondo accordo di fornitura energetica siglato da CFS in appena tre mesi per ARC, il primo impianto di fusione in grado di immettere elettricità nella rete su scala industriale. I termini finanziari dell’accordo non sono stati resi pubblici.
Le dichiarazioni dei CEO di CFS e Eni
Bob Mumgaard, co-fondatore e CEO di CFS, ha commentato:
“L’accordo con Eni dimostra ancora una volta l’importanza dell’impiego dell’energia da fusione sulla rete elettrica. Avere Eni, che ha contribuito al nostro sviluppo fin dall’inizio, come acquirente dell’energia che intendiamo produrre in Virginia, è una grande dimostrazione di fiducia. La nostra energia da fusione attrae clienti di diverso tipo in tutto il mondo, dagli hyperscaler ai leader tradizionali del settore energetico, grazie alla promessa di un’energia pulita e pressoché illimitata”.
Claudio Descalzi, Amministratore Delegato di Eni, ha aggiunto:
“Questa collaborazione strategica, con un impegno tangibile per l’acquisto di energia da fusione, segna un momento di svolta in cui la fusione diventa una prospettiva industriale effettiva. Eni è impegnata a consolidare la collaborazione con CFS tramite il proprio know-how tecnologico, sin da quando ha investito in CFS nel 2018. In un contesto come quello attuale di crescente domanda di energia, Eni sostiene lo sviluppo dell’energia da fusione come nuovo paradigma energetico in grado di produrre energia pulita, sicura e virtualmente inesauribile”.
Un impegno concreto per l’industrializzazione della fusione
Il Power Purchase Agreement (PPA) rappresenta un passo chiave nel percorso verso la fusione come fonte energetica industriale. Si inserisce nel contesto del round di finanziamento Serie B2 di CFS, del valore di 863 milioni di dollari, in cui Eni ha aumentato il proprio investimento nella società americana.
Eni è stata tra i primi investitori in CFS già nel 2018, consolidando nel tempo una collaborazione che, dal piano tecnologico, si è estesa anche al livello commerciale. Nel 2023, le due aziende hanno firmato un Accordo di Cooperazione per collaborare allo sviluppo dell’energia da fusione. L’intesa comprende:
- Supporto operativo e tecnologico
- Condivisione di metodologie progettuali dal mondo dell’energia
- Gestione congiunta delle relazioni con gli stakeholder
La roadmap di CFS: da SPARC ad ARC
La strategia di Commonwealth Fusion Systems prevede un rapido sviluppo dell’energia da fusione grazie a tecnologie innovative, in particolare i magneti superconduttori ad alta temperatura, che rappresentano un elemento chiave per la generazione stabile di energia tramite fusione.
CFS ha già avviato la costruzione di SPARC, l’impianto dimostrativo situato a Devens, Massachusetts, che precede il lancio operativo di ARC. Questo percorso conferma che CFS sta seguendo la roadmap più promettente per rendere la fusione una fonte energetica concreta nei prossimi anni.
L’impegno di Eni per la transizione energetica
Eni, con sede a San Donato Milanese, è una global energy tech company attiva negli Stati Uniti fin dal 1968. Oggi opera in diversi ambiti: produzione di petrolio e gas naturale, energie rinnovabili, biocarburanti e tecnologie per la transizione energetica.
Attraverso la sua divisione di corporate venture capital, Eni Next, con sede a Boston, l’azienda investe in start-up e tecnologie innovative. L’obiettivo di Eni è raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050, e l’energia da fusione è una delle componenti centrali di questa strategia.
I profili di CFS ed Eni
Commonwealth Fusion Systems
CFS è la più grande azienda privata al mondo nel settore della fusione nucleare. Fondata nel 2018, ha raccolto quasi 3 miliardi di dollari in capitale e sviluppa SPARC, un impianto in grado di generare energia netta. L’obiettivo è fornire energia pulita, sicura e virtualmente illimitata.
Eni
Eni è presente in 64 Paesi con circa 32.500 dipendenti. Da compagnia petrolifera, si è evoluta in una società energetica integrata, centrale per la sicurezza energetica e la transizione verde. Oltre alle fonti rinnovabili e alla cattura della CO₂, Eni investe in tecnologie rivoluzionarie come la fusione.


