Trump contro Musk, volano gli stracci: “Senza i sussidi dovrebbe tornarsene in Sudafrica”

Elon Musk e Donald Trump.
Lo scontro tra Elon Musk e Donald Trump si intensifica: il magnate di Tesla critica il “Big Beautiful Bill” e minaccia di fondare un nuovo partito politico, l’America Party, per opporsi al crescente debito nazionale. Trump risponde puntando il dito contro i sussidi alle aziende di Musk.

La tensione tra Elon Musk e Donald Trump è esplosa in un confronto pubblico che sta agitando il panorama politico statunitense. Dopo aver lasciato il suo ruolo alla guida del Department of Government Efficiency (DOGE), Musk ha intensificato le sue critiche al “One Big Beautiful Bill”, il disegno di legge fiscale e di spesa voluto dal presidente Trump, definendolo un “abominio disgustoso” che rischia di mandare in bancarotta l’America. In risposta, Trump ha attaccato Musk, minacciando di tagliare i sussidi governativi alle sue aziende, come Tesla e SpaceX, e suggerendo che senza questi finanziamenti Musk potrebbe dover “tornare in Sudafrica”.

Un’escalation senza precedenti

La disputa, che si è accesa negli ultimi giorni, segna una svolta drammatica nella relazione tra i due magnati, un tempo alleati stretti. Musk, che ha speso oltre 250 milioni di dollari per sostenere la campagna di Trump nel 2024, ha minacciato di finanziare sfidanti contro i repubblicani che voteranno a favore del disegno di legge al Senato. In un post su X, la piattaforma di sua proprietà, Musk ha dichiarato: “Ogni membro del Congresso che ha fatto campagna per ridurre la spesa pubblica e poi ha votato per il più grande aumento del debito nella storia dovrebbe vergognarsi! E perderà le primarie l’anno prossimo, se sarà l’ultima cosa che faccio sulla Terra”.

Il “Big Beautiful Bill” al centro della controversia

Il disegno di legge, ufficialmente chiamato One Big Beautiful Bill Act, è il pilastro dell’agenda legislativa di Trump per il suo secondo mandato. Approvato alla Camera con un margine risicato di 215 voti contro 214 il 22 maggio, il provvedimento mira a estendere i tagli fiscali del 2017, aumentare i fondi per la sicurezza al confine e la difesa, e finanziare le politiche di espulsione di massa degli immigrati privi di documenti. Tuttavia, secondo il Congressional Budget Office (CBO), la versione del Senato aggiungerebbe 3,3 trilioni di dollari al debito nazionale nei prossimi dieci anni, un punto che ha alimentato le critiche di Musk e di alcuni repubblicani fiscalmente conservatori.

Musk: “Un partito unico che tradisce il popolo”

Ieri, lunedì 30 giugno, Musk ha alzato la posta, definendo il sistema politico statunitense una “mangiatoia” e denunciando il “folle” aumento del tetto del debito di 5 trilioni di dollari. In un post su X, ha scritto: “È evidente che con la spesa folle di questo disegno di legge, che aumenta il tetto del debito di CINQUE TRILIONI DI DOLLARI, viviamo in un paese a partito unico – il PORKY PIG PARTY!! È ora di un nuovo partito politico che si preoccupi davvero delle persone”. Musk ha poi annunciato che, in caso di approvazione della legge, fonderebbe l’America Party il giorno successivo, per dare voce all’80% degli americani “nel mezzo”.

La risposta di Trump: attacco ai sussidi di Musk

Trump non ha tardato a rispondere, utilizzando la sua piattaforma Truth Social per colpire Musk dove fa più male: i sussidi governativi. In un post pubblicato la mattina del 1° luglio, il presidente ha scritto: “Elon potrebbe ricevere più sussidi di qualsiasi altro essere umano nella storia, di gran lunga, e senza sussidi probabilmente dovrebbe chiudere bottega e tornarsene in Sudafrica. Niente più lanci di razzi, satelliti o produzione di auto elettriche, e il nostro Paese risparmierebbe una FORTUNA”. Trump ha anche suggerito che il DOGE, l’ente che Musk stesso ha guidato fino a pochi giorni fa, dovrebbe “esaminare con attenzione” i contratti delle aziende di Musk, come SpaceX, che beneficia di circa 22 miliardi di dollari in contratti federali.

La resistenza dei repubblicani fiscali

Musk non è solo nelle sue critiche. Alcuni senatori repubblicani, come Rand Paul del Kentucky e Mike Lee dello Utah, condividono le sue preoccupazioni sull’aumento del debito. Paul, in particolare, ha dichiarato su X: “Sono d’accordo con Elon. Abbiamo visto gli enormi sprechi nella spesa pubblica e sappiamo che altri 5 trilioni di dollari di debito sono un errore enorme. Possiamo e dobbiamo fare di meglio”. Questi dissensi potrebbero complicare il percorso del disegno di legge al Senato, dove i repubblicani possono permettersi di perdere solo tre voti per garantire l’approvazione.

Le accuse di interesse personale

Alcuni critici, tra cui il senatore democratico Chris Murphy, hanno suggerito che le obiezioni di Musk siano motivate da interessi personali, in particolare dalla rimozione dei sussidi per i veicoli elettrici prevista dal disegno di legge, che potrebbe danneggiare Tesla. Musk ha respinto queste accuse, dichiarando su X: “Tenete pure i tagli agli incentivi per i veicoli elettrici e solari, anche se i sussidi per il petrolio e il gas non vengono toccati (molto ingiusto!!), ma eliminate la MONTAGNA di SPRECHI SCHIFOSI nel disegno di legge”.

Condividi il post:

Sei su Whatsapp? Ti piacciono le nostre notizie? Segui il canale di Capitalist!

Sei su Telegram? Ti piacciono le nostre notizie? Segui il canale di Capitalist!

Leggi anche