Elon Musk nei guai: la giuria lo ritiene responsabile per 2 tweet

Elon Musk ritenuto responsabile da una giuria USA per aver ingannato gli azionisti Twitter nel 2022. Possibile risarcimento miliardario: cosa è successo.

Una giuria californiana ha emesso un verdetto significativo contro Elon Musk in un processo civile tenutosi a San Francisco. Dopo tre settimane di udienze, con la testimonianza personale del miliardario, i giurati hanno ritenuto Musk responsabile di aver ingannato gli azionisti di Twitter durante l’acquisizione del 2022 per 44 miliardi di dollari. 

Specificamente, due tweet del maggio 2022 sono stati giudicati causa del calo del prezzo delle azioni, diffondendo dichiarazioni false sui bot e account spam. La giuria ha però respinto l’accusa di frode deliberata mirata a far scendere artificialmente il valore azionario.

Dettagli dell’accusa e del processo

Il fulcro del caso riguardava i post di Musk che insinuavano un sottostimare da parte di Twitter del numero di account falsi e spam, idea descritta come “intenzionalmente scorretta” dai querelanti. Questo avrebbe danneggiato gli investitori durante le caotiche trattative per l’acquisto, culminate nell’ottobre 2022 con il rebranding in X. 

Il processo, molto seguito dai media USA come CNBC, si è concluso venerdì 20 marzo 2026, alla vigilia del ventesimo anniversario della piattaforma. Musk ha testimoniato di persona, ma la giuria ha accolto le prove contro di lui.

Le conseguenze per Musk 

Il risarcimento danni resta da determinare, ma gli avvocati degli azionisti, guidati da Francis Bottini, lo stimano intorno ai 2,5 miliardi di dollari. Bottini ha sottolineato: “Se muovi i mercati con i tuoi tweet, rispondi dei danni; essere l’uomo più ricco del mondo non è un lasciapassare”. 

Gli avvocati di Musk, dello studio Quinn Emanuel Urquhart & Sullivan, hanno già annunciato appello, promettendo: “Verremo scagionati”. 

Il contenzioso è tutt’altro che chiuso, con possibili impatti su X e sulle strategie legali del magnate.

I vent’anni di Twitter/X

Il verdetto è arrivato simbolicamente il giorno prima del “compleanno” di Twitter, nato il 21 marzo 2006 con il primo tweet di Jack Dorsey: “Just setting up my twittr” (sto solo configurando il mio twittr, ndr). I cofondatori – Dorsey, Noah Glass, Biz Stone ed Evan Williams –  scelsero il nome ispirandosi al “ronzio” degli SMS brevi. Negli anni X ha evoluto il limite di caratteri e affrontato diverse controversie, ma questo caso lega il suo passato al presente turbolento sotto la guida di Musk. Quanto accaduto sottolinea i rischi dei social per i mercati finanziari.

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