Elon Musk ha annunciato ufficialmente la fine del suo incarico come Special Government Employee nell‘amministrazione Trump, ponendo termine a un’esperienza durata 130 giorni alla guida del Department of Government Efficiency (DOGE).
La decisione, confermata dalla Casa Bianca, arriva in un momento di crescenti tensioni tra Musk e l’amministrazione, in particolare riguardo alla nuova proposta di legge fiscale sostenuta dal presidente Trump.
Il DOGE, creato nel gennaio 2025 su iniziativa proprio del presidente Trump e affidato a Musk, aveva l’obiettivo di ridurre gli sprechi e semplificare la burocrazia federale. Durante il suo mandato, Musk ha promosso tagli significativi. A tal proposito, il DOGE rivendica risparmi per miliardi di dollari. Tuttavia, queste cifre sono state messe in discussione da critici che ne contestano l’accuratezza.
La rottura tra Musk e l’amministrazione si è intensificata con l’introduzione del “Big Beautiful Bill“, una proposta legislativa che combina tagli fiscali e misure restrittive sull’immigrazione ed introduzione del bollo sulle auto elettriche. Musk ha criticato il disegno di legge, affermando che aumenta la spesa federale e il deficit, contraddicendo gli obiettivi del DOGE.
Oltre alle divergenze politiche, Musk ha espresso frustrazione per la burocrazia di Washington e per essere stato, a suo dire, usato come capro espiatorio per le difficoltà dell’amministrazione. Ha anche menzionato conflitti con funzionari, tra cui il consigliere commerciale Peter Navarro.
Musk ha annunciato la sua partenza tramite i social media, ringraziando Trump per l’opportunità e paragonando il suo ruolo a quello del Buddha, suggerendo che il movimento per l’efficienza governativa continuerà anche senza di lui. Ha, inoltre, indicato l’intenzione di ridurre il suo coinvolgimento politico e di concentrarsi sulle sue aziende, tra cui Tesla e SpaceX.
La sua uscita ha avuto un impatto immediato sul mercato: le azioni di Tesla sono salite del 4,5% dopo la notizia, recuperando parte delle perdite precedenti.


