Elon Musk escluso dalla cena di Trump con i CEO delle Big Tech USA

Elon Musk e Donald Trump alla Casa Bianca.
Donald Trump ha organizzato una cena con i CEO di Apple, Microsoft, Google, Meta e OpenAI per celebrare la sua leadership. Grande assente Elon Musk, escluso dopo divergenze politiche e personali con l’ex presidente.

Donald Trump ha organizzato il 4 settembre scorso alla Casa Bianca una cena con i vertici delle principali Big Tech USA, inclusi i CEO e fondatori di Apple (Tim Cook), Microsoft (Bill Gates co-fondatore), Meta-Facebook (Mark Zuckerberg), OpenAI (Sam Altman), Google (Sundar Pichai) e altri leader del settore tech. L’incontro si è svolto nel Rose Garden, con allestimenti simili al club Mar-a-Lago di Trump, in un evento definito una celebrazione della sua leadership da parte dei presenti.

Il grande assente: Elon Musk 

Assente di rilievo è stato Elon Musk, patron di Tesla e SpaceX, che un tempo era stato alleato di Trump ma con cui i rapporti si sono deteriorati drasticamente. Musk aveva anche lasciato il suo ruolo nell’amministrazione Usa dopo aver finanziato la campagna elettorale di Trump. Musk ha detto sui social di essere stato invitato ma di aver inviato un suo rappresentante alla cena.

I motivi della rottura tra Trump e Musk 

Il motivo ufficiale per cui Elon Musk è stato escluso dall’invito alla cena alla Casa Bianca risiede nella rottura totale del rapporto con Donald Trump avvenuta a giugno 2025. Musk ha pubblicamente criticato il presidente e le sue politiche, in particolare la legge di bilancio definita da Musk un “abominio” destinato ad aumentare il debito federale, e ha attaccato il taglio agli incentivi per l’acquisto di auto elettriche voluto da Trump, un tema centrale per Tesla. Inoltre, Musk ha rivolto insulti e critiche anche verso membri dell’amministrazione Trump e ha accusato il presidente di aver nascosto i file di Jeffrey Epstein per coprire scandali.

Musk aveva anche lasciato a fine maggio il suo ruolo nell’amministrazione come guida del Dipartimento per l’Efficienza Governativa (DOGE), citando differenze insanabili con Trump soprattutto su politica commerciale e sostegno alla transizione energetica. La rottura è stata quindi causata da divergenze politiche e personali crescenti, che hanno portato Trump a escludere Musk dall’evento ufficiale con gli altri CEO Big Tech.

Cos’hanno detto i CEO Big Tech 

I grandi nomi della tecnologia presenti hanno elogiato Trump per la sua leadership e il focus sull’innovazione, sottolineando l’importanza di riportare investimenti e produzioni strategiche negli Stati Uniti. Trump ha parlato degli investimenti in intelligenza artificiale e sviluppo tecnologico, definendo la serata parte di un rilancio degli Stati Uniti nel ruolo guida mondiale. La cena è stata seguita da una riunione della task force per l’educazione all’intelligenza artificiale, presieduta dalla first lady Melania Trump.

Dopo l’incontro con Donald Trump, i CEO presenti hanno espresso pubblicamente reazioni positive e di elogio per la leadership di Trump, sebbene consapevoli che l’incontro avesse un forte carattere autocelebrativo.

Sam Altman, CEO di OpenAI, ha ringraziato Trump per essere un presidente pro-business e pro-innovazione, definendo il cambiamento essenziale per mantenere un ruolo guida globale degli Stati Uniti.

Tim Cook di Apple ha lodato l’impegno di Trump nel promuovere investimenti e riportare produzioni strategiche negli Stati Uniti, sottolineando il focus sull’innovazione come elemento centrale della leadership del presidente.

Sundar Pichai di Alphabet (Google) ha manifestato una certa riluttanza a entrare in politica ma ha comunque riconosciuto l’importanza di riportare investimenti e innovazione nel Paese.

Mark Zuckerberg di Meta ha espresso un certo disagio politico ma ha comunque partecipato e lodato la leadership di Trump, distanziandosi da un ruolo politico diretto.

In generale, nonostante le differenze e il carattere controverso del presidente, i CEO si sono mostrati diplomatici, lodando il suo ruolo nel sostenere l’innovazione e la produzione americana.

L’impatto della cena

La cena organizzata da Trump potrebbe avere un impatto significativo nel migliorare e consolidare i rapporti tra queste aziende e la sua amministrazione. L’evento rappresenta un importante momento di visibilità e dialogo diretto su temi chiave come investimenti, regolamentazione dell’intelligenza artificiale e infrastrutture digitali, che sono centrali per il futuro del settore tecnologico e per la competitività degli Stati Uniti a livello globale.

La partecipazione di figure di spicco segnala un’apertura delle aziende verso una collaborazione più stretta con l’amministrazione Trump. Tuttavia, questa apertura avviene in un contesto di riluttanza politica e di consapevolezza da parte dei CEO che l’incontro assume anche un forte carattere autocelebrativo e propagandistico.

Dal punto di vista politico ed economico, l’incontro marca un tentativo di Trump di rafforzare la sua immagine come leader pro-business e innovazione, promuovendo un capitalismo con maggiore interventismo statale. Questo può tradursi in un rapporto più strutturato e continuo con le Big Tech, ma al contempo pone sfide come la definizione di un quadro regolatorio armonico, la gestione sostenibile delle risorse energetiche per i data center, e la protezione sociale contro gli impatti dell’automazione e dell’intelligenza artificiale.

L’assenza di figure importanti come Elon Musk e Jensen Huang indica comunque che non tutti i leader tech condividono la stessa visione o volontà di dialogo con Trump, segnalando un possibile equilibrio di potere in evoluzione all’interno dell’ecosistema tecnologico statunitense.

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