Trump risponde all’America Party di Musk: “Idea ridicola”

Donald Trump contro Elon Musk
Elon Musk scuote la politica americana con la nascita dell’America Party, una risposta alla rottura con Trump e al controverso “Big Beautiful Bill”. Quali saranno le conseguenze per le elezioni di midterm del 2026?

Elon Musk, il magnate di Tesla e SpaceX, ha annunciato due giorni fa, 5 luglio, la nascita dell’America Party, un nuovo partito politico che punta a rompere il dominio del sistema bipartitico statunitense. La mossa, dichiarata tramite un post sulla piattaforma X, arriva dopo una ‘spettacolare’ rottura con il presidente Donald Trump, con cui Musk aveva collaborato strettamente durante la campagna elettorale del 2024. La causa principale del dissenso? Il “Big Beautiful Bill”, una legge su tasse e spese firmata da Trump che, secondo Musk, rischia di “mandare in bancarotta” gli Stati Uniti.

Un annuncio che scuote Washington

L’annuncio dell’America Party è stato preceduto da un sondaggio lanciato da Musk il 4 luglio su X, in cui chiedeva ai suoi 220 milioni di follower: “Volete l’indipendenza dal sistema bipartitico (o, come alcuni dicono, monopartitico)?”. Con oltre 1,2 milioni di voti, il 65,4% ha risposto “sì”. “Con un rapporto di 2 a 1, volete un nuovo partito politico e lo avrete!”, ha scritto Musk il giorno successivo, dichiarando ufficialmente la formazione dell’America Party. “Quando si tratta di mandare in bancarotta il nostro Paese con sprechi e corruzione, viviamo in un sistema monopartitico, non in una democrazia”, ha aggiunto, sottolineando la sua missione di “restituire la libertà agli americani”.

La rottura con Trump: dal sostegno alla faida

Fino a pochi mesi fa, Musk era uno dei più grandi sostenitori di Donald Trump. Durante la campagna presidenziale del 2024, il miliardario ha investito oltre 250 milioni di dollari per supportare Trump e altri candidati repubblicani, principalmente attraverso il suo comitato di azione politica America PAC. Inoltre, Musk ha guidato il Department of Government Efficiency (DOGE), un’agenzia non ufficiale creata per ridurre la spesa pubblica. Tuttavia, il rapporto si è incrinato quando Musk ha lasciato il ruolo a maggio 2025, criticando aspramente il “Big Beautiful Bill”, una legge che, secondo le stime, aumenterà il debito nazionale di 3,3 trilioni di dollari nei prossimi dieci anni.

Musk ha definito la legge un “abominio disgustoso”, lamentando che i repubblicani, nonostante il controllo di Casa Bianca, Congresso e Corte Suprema, abbiano scelto di “aumentare il debito nazionale di 5 trilioni di dollari”. “Che senso ha avuto il DOGE se l’amministrazione Trump avrebbe alla fine aumentato il debito?”, ha chiesto Musk su X, in un chiaro riferimento alla sua delusione per le politiche di Trump.

La reazione di Trump: “Un’idea ridicola”

Il presidente Donald Trump non ha tardato a rispondere, definendo l’idea di un terzo partito “ridicola” e affermando che “il sistema è stato progettato per due partiti”. Durante un’intervista con i giornalisti il 6 luglio, mentre si preparava a tornare a Washington dal New Jersey, Trump ha dichiarato: “Mi rattrista vedere Musk perdere il controllo e trasformarsi in un disastro nelle ultime cinque settimane”. Ha poi aggiunto: “I democratici hanno perso la loro strada, ma è sempre stato un sistema bipartitico. Un terzo partito crea solo confusione”.

Trump ha anche insinuato che l’opposizione di Musk derivi dalla rimozione degli incentivi fiscali per i veicoli elettrici nel “Big Beautiful Bill”, una misura che potrebbe costare miliardi a Tesla. “Elon mi aveva detto che non c’erano problemi con l’eliminazione del mandato per le auto elettriche”, ha ricordato Trump, sottolineando che Musk era a conoscenza della sua posizione contraria agli incentivi durante la campagna elettorale. Inoltre, Trump ha criticato Musk per aver suggerito un democratico come leader della NASA, definendo la proposta “inappropriata”.

Una strategia mirata per il 2026

Musk ha chiarito che l’America Party non punterà immediatamente alla presidenza, essendo lui stesso, nato in Sudafrica, non eleggibile per quella carica. Invece, il partito si concentrerà sulle elezioni di midterm del 2026, mirando a un numero ristretto di seggi chiave. “Un modo per procedere sarebbe concentrarsi su 2 o 3 seggi al Senato e 8-10 distretti alla Camera”, ha scritto Musk su X, suggerendo che l’America Party potrebbe diventare “il voto decisivo” su questioni legislative di peso, sfruttando i margini ristretti al Congresso.

Il miliardario ha anche preso posizione su temi specifici, come il diritto alle armi, dichiarando che “il Secondo Emendamento è sacro”. Tuttavia, non ha ancora fornito dettagli su una piattaforma politica completa o su chi guiderà il partito. Inoltre, non è chiaro se Musk abbia già formalmente registrato l’America Party presso la Federal Election Commission (FEC), un passo necessario per operare ufficialmente.

Le sfide di un terzo partito negli USA

La storia politica americana non è favorevole ai terzi partiti. Nonostante tentativi celebri, come quello di Ross Perot nel 1992, che ottenne quasi il 19% dei voti popolari ma nessun elettore nel Collegio Elettorale, o il Progressive Party di Theodore Roosevelt nel 1912, i terzi partiti faticano a ottenere un impatto duraturo. Le leggi statali, che variano da uno Stato all’altro, impongono requisiti rigidi per l’accesso al voto, come la raccolta di decine di migliaia di firme. In California, ad esempio, un nuovo partito deve registrare lo 0,33% degli elettori (circa 75.000 persone) o raccogliere firme da 1,1 milioni di cittadini.

Esperti come Brett Kappel, avvocato elettorale, hanno sottolineato che “le leggi statali sono fortemente orientate a favore dei due principali partiti, rendendo estremamente difficile l’emergere di un terzo partito”. Anche con le risorse finanziarie di Musk, costruire un partito nazionale competitivo entro il 2026 potrebbe richiedere anni di lavoro e ingenti investimenti in contenziosi legali per superare le barriere burocratiche.

Impatto potenziale sulle elezioni 2026

Nonostante le difficoltà, la ricchezza di Musk e il suo controllo su X potrebbero dare all’America Party una visibilità senza precedenti. Con un investimento di 277 milioni di dollari nella campagna del 2024, principalmente attraverso America PAC, Musk ha dimostrato di poter influenzare il panorama politico. Un’eventuale iniezione di fondi simile nel 2026 potrebbe rendere alcune corse congressuali altamente competitive, soprattutto in distretti con margini ristretti.

Tuttavia, alcuni osservatori temono che l’America Party possa frammentare il voto conservatore, favorendo indirettamente i democratici. “Un terzo partito sottrarrà più voti alla destra che alla sinistra, facilitando la strada al potere per i democratici”, ha scritto il commentatore conservatore Shawn Farash su X. Altri, come Joey Mannarino, hanno esortato Musk a concentrarsi sulla riforma del Partito Repubblicano dall’interno, piuttosto che creare una nuova entità.

Un rischio per gli affari di Musk

La faida con Trump potrebbe avere ripercussioni anche sugli interessi economici di Musk. Le sue aziende, in particolare Tesla e SpaceX, dipendono da miliardi di dollari in contratti governativi e incentivi. Trump ha minacciato di rivedere questi sussidi, scrivendo su Truth Social: “Senza sussidi, Elon dovrebbe probabilmente chiudere bottega e tornare in Sudafrica”. Inoltre, il mercato ha già reagito: le azioni di Tesla sono scese di oltre il 6% in seguito a una notizia falsa sulla formazione dell’America Party, poi smentita da Musk.

Il Segretario al Tesoro Scott Bessent, che ha avuto divergenze con Musk durante il suo periodo al DOGE, ha dichiarato su CNN: “I principi del DOGE sono popolari, ma se guardi ai sondaggi, Elon non lo è”. Bessent ha suggerito che i consigli di amministrazione di Tesla e SpaceX potrebbero spingere Musk a concentrarsi sulle attività imprenditoriali piuttosto che sulla politica.

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