L’Entry/Exit System (EES) è il nuovo sistema digitale europeo per i controlli alle frontiere esterne dello Spazio Schengen, ufficialmente operativo a pieno regime da qualche giorno dopo una fase di prova iniziata nell’ottobre 2025.
Come ha dichiarato il commissario agli affari interni e alla migrazione Magnus Brunner, si tratta del “sistema informatico di gestione delle frontiere più avanzato al mondo”, progettato per modernizzare i controlli immigratori, sostituendo i timbri manuali sui passaporti con registrazioni biometriche automatizzate. Questo tool registra ingressi e uscite di cittadini extra-UE per soggiorni brevi (fino a 90 giorni in 180), migliorando efficienza e sicurezza.
Come funziona
Il sistema automatizza la schedatura di viaggiatori non UE/non Schengen: alla frontiera, scansionano passaporto, forniscono impronte digitali e foto facciale. Questi dati tracciano automaticamente ingressi e uscite, calcolando il tempo massimo consentito e alertando su overstays. Applicato in 25 Paesi UE più Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera (Irlanda e Cipro esclusi per mancanza di Schengen), velocizza i controlli con chioschi self-service e pre-registrazione online, riducendo il lavoro manuale degli agenti.
Il trattamento dei dati
Vengono memorizzati nome, tipo di documento, data di nascita, foto, impronte e dettagli di viaggio (ingresso/uscita, frontiera). I dati restano conservati per 3 anni per overstays o 2 per soggiorni regolari, accessibili solo a autorità autorizzate. Riguarda turisti, businessman e viaggiatori transfrontalieri extra-UE per brevi periodi; in Italia, ad esempio, aeroporti come Fiumicino e Malpensa stanno implementando gate biometrici per fluidificare i flussi.
Chi è esente dall’EES
Diverse categorie evitano la registrazione. Sono esenti: cittadini UE, irlandesi e ciprioti; titolari di permessi/carte di soggiorno UE; familiari diretti di cittadini UE/extra-UE; ricercatori, studenti, tirocinanti, volontari (con visti specifici); possessori di visti lunghi; residenti di Andorra, Monaco, San Marino, Vaticano; diplomatici, capi di Stato, militari NATO; equipaggi treni e personale con lasciapassare frontalieri.
I vantaggi del sistema
L’EES promette “controlli alle frontiere più efficienti” e “viaggi più facili e veloci” grazie a self-service e pre-registrazione, come indicato sul portale UE.
Combatte l’immigrazione irregolare rilevando overstays via biometria (impronte e facial recognition), previene frodi d’identità e potenzia la sicurezza fornendo dati in tempo reale ad agenti e forze dell’ordine. Brunner ha sottolineato che, dall’avvio, ha tracciato “oltre 51,5 milioni di ingressi e uscite” e bloccato “più di 27.000 ingressi irregolari, tra cui oltre 700 minacce alla sicurezza”.
Le criticità: lunghe code negli aeroporti
Non mancano però le polemiche: le criticità maggiori si sono verificate a causa di lunghe code, soprattutto negli aeroporti ad alto traffico extra-UE: Francia, Germania, Grecia, Islanda, Italia, Portogallo e Spagna sono tra gli scali più colpiti, con Linate diventato uno dei casi simbolo, dove alcuni passeggeri rimasti a terra. I ritardi sono stati descritti come attese fino a tre ore e, secondo ACI EUROPE, come un aumento fino al 70% dei tempi di elaborazione ai controlli di frontiera.
La causa principale è che l’EES richiede una procedura più lunga dei controlli tradizionali: prima registrazione digitale, poi raccolta di dati biometrici come immagine del volto e impronte digitali. Nei primi giorni, inoltre, molti passeggeri sono stati trattati come “primi ingressi”, quindi sottoposti alla procedura completa, con un effetto cumulativo che ha rallentato l’imbarco e creato congestione ai varchi.
Sul piano pratico, le soluzioni indicate da ACI Europe sono tre: più personale, più infrastrutture automatizzate realmente funzionanti e sistemi di preregistrazione più robusti per ridurre i tempi al banco. In parallelo, agli aeroporti viene chiesto di gestire i flussi con maggiore anticipo, perché nelle ore di punta l’entrata in vigore del sistema può trasformare un rallentamento iniziale in una coda estesa sull’intero terminal.
Per chi viaggia, l’effetto immediato è un allungamento dei tempi di arrivo in aeroporto e un rischio più alto di perdere coincidenze o voli di linea. Nei casi più gravi, come a Linate, il ritardo ai controlli ha lasciato a terra decine di passeggeri e ha costretto alcuni a riprenotare con costi molto più alti.
Il punto delicato è che l’EES resta un sistema pensato per rafforzare sicurezza e controllo delle frontiere, ma l’avvio ha mostrato un conflitto tra obiettivo strategico e capacità operativa reale. Le compagnie aeree sostengono l’impianto del progetto, ma chiedono che non si traduca in “disagi di viaggio persistenti e ricorrenti”.
Cos’è l’EES sistema europeo e a cosa serve?
L’EES sistema europeo è un sistema digitale che registra ingressi e uscite dei cittadini extra-UE nello spazio Schengen. Sostituisce i timbri sul passaporto con dati biometrici e automatizzati. Serve a migliorare la sicurezza, tracciare i soggiorni brevi e individuare eventuali permanenze oltre i limiti consentiti.
Come funziona l’EES ai controlli di frontiera?
Il sistema richiede ai viaggiatori extra-UE di scansionare il passaporto, fornire impronte digitali e una foto del volto. I dati vengono registrati automaticamente e usati per monitorare la durata del soggiorno. L’obiettivo è velocizzare i controlli, ma nelle fasi iniziali può causare rallentamenti operativi.
Chi deve registrarsi nel sistema EES?
Devono registrarsi tutti i cittadini extra-UE che entrano nello spazio Schengen per soggiorni brevi fino a 90 giorni. Sono inclusi turisti e viaggiatori d’affari. Il sistema si applica nella maggior parte dei Paesi UE e in alcuni stati associati come Norvegia e Svizzera.
Chi è esente dall’EES sistema europeo?
Sono esenti cittadini UE, residenti con permesso di soggiorno europeo e alcune categorie specifiche come diplomatici, studenti con visti lunghi e personale di trasporto. Anche i residenti di microstati europei come San Marino o Vaticano non devono registrarsi nel sistema EES.
Perché l’EES sta causando code negli aeroporti?
Le code sono dovute alla procedura più lunga rispetto ai controlli tradizionali, soprattutto per chi si registra per la prima volta. La raccolta dei dati biometrici richiede tempo e infrastrutture adeguate. Nei principali aeroporti europei, questo ha portato a ritardi anche di diverse ore.


