L’ecobonus è un’agevolazione fiscale pensata per incentivare la riqualificazione energetica degli edifici esistenti e, più recentemente, la diffusione di veicoli a basse emissioni (come le auto elettriche).
Nella fattispecie, per le auto, si tratta di contributi statali all’acquisto di veicoli con basse emissioni di CO₂, come le auto elettriche e ibride plug-in. L’obiettivo è accelerare la transizione verso una mobilità più sostenibile e rinnovare il parco auto circolante.
Come nasce
L’ecobonus auto nasce con la Legge di Bilancio 2019, con il primo fondo disponibile da aprile 2019. La sua introduzione ha segnato l’avvio degli incentivi statali sull’acquisto di veicoli elettrici o plug-in, spesso integrato con una “ecotassa” per le auto più inquinanti. L’obiettivo dichiarato è stimolare la domanda di veicoli green e intervenire sul rinnovo delle auto circolanti, normalmente tra le più vecchie d’Europa.
La logica dell’ecobonus risponde agli obblighi e agli obiettivi ambientali fissati dal Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC) e dagli accordi europei di riduzione delle emissioni.
L’ecobonus nasce come strumento di politica economica e ambientale che unisce incentivi fiscali o contributi diretti alla finalità di ridurre i consumi energetici, abbattere le emissioni inquinanti e sostenere la modernizzazione del Paese su basi green.
Gli incentivi in Italia
A partire da settembre 2025 verranno introdotti in Italia nuovi incentivi per l’acquisto di auto elettriche, con bonus che possono arrivare fino a 11.000 euro per i privati e a 20.000 euro per le microimprese, nell’ambito di una misura finanziata con fondi destinati originariamente allo sviluppo delle infrastrutture di ricarica e ora reindirizzati alla sostituzione di veicoli inquinanti.
Chi può accedere
- Persone fisiche residenti in aree urbane funzionali (cioè città e relative aree di pendolarismo), con un reddito ISEE fino a 40.000 euro.
- Microimprese attive nel trasporto merci.
Entità degli incentivi
- Fino a 11.000 euro per privati con ISEE fino a 30.000 euro che rottamano un veicolo termico e acquistano una nuova auto elettrica (categoria M1).
- Fino a 9.000 euro per privati con ISEE tra 30.000 e 40.000 euro.
- Le microimprese possono ottenere un contributo pari al 30% del valore del nuovo veicolo commerciale elettrico (categorie N1 e N2), fino a un massimo di 20.000 euro per veicolo.
Requisiti per accedere
- Obbligo di rottamare una vecchia auto a combustione (si attende conferma della classe Euro massima: probabile da Euro 0 a Euro 4).
- Acquisto di una vettura elettrica nuova (categoria M1) o, per le imprese, di un veicolo commerciale elettrico (categorie N1 e N2).
- Il veicolo acquistato deve essere mantenuto per almeno 12 mesi (24 mesi se destinato a car sharing).
Fondi disponibili e tempistiche
- Lo stanziamento è di circa 597 milioni di euro fino a giugno 2026, per coprire la sostituzione di oltre 39.000 veicoli.
- Gli incentivi saranno disponibili fino ad esaurimento fondi e comunque non oltre il 30 giugno 2026.
- L’avvio effettivo degli incentivi è previsto dopo la pubblicazione del decreto attuativo e la creazione della piattaforma informatica dedicata per le concessionarie.
L’obiettivo degli incentivi
L’obiettivo della misura è accelerare la transizione ecologica del parco auto italiano, con particolare attenzione alle famiglie a basso reddito e alle zone urbane più inquinate.
Il nuovo programma incentivi punta a rendere l’acquisto di auto elettriche molto più accessibile alle famiglie a basso reddito e alle microimprese, con una particolare attenzione all’impatto sociale e ambientale. Rimangono da definire alcuni dettagli tecnici (tra cui il requisito esatto di rottamazione), che dovrebbero essere chiariti con il decreto ministeriale atteso per settembre.


