Il fondo americano Castlelake ha reso pubblica la sua terza offerta su EasyJet. Il cda della compagnia aerea britannica aveva respinto tre proposte in dieci giorni. L’ultima è da 625 pence per azione. Valorizza EasyJet a quasi 5 miliardi di sterline, pari a circa 5,7 miliardi di euro. La Borsa ha risposto con un rialzo del 4,6 per cento sul titolo. Il cda ha tempo fino alle ore 17 di venerdì 26 giugno per rispondere. È la scadenza “Put Up or Shut-up” prevista dalla normativa britannica sulle offerte pubbliche.
Le tre proposte e i tre rifiuti
La cronologia è serrata. Il 12 giugno Castlelake ha presentato la prima proposta: 560 pence per azione. Il cda l’ha respinta il 16 giugno. Il 17 giugno è arrivata la seconda: 600 pence per azione. Respinta il 20 giugno. Lo stesso 20 giugno Castlelake ha alzato ancora: 625 pence per azione. Il cda ha detto no il 21 giugno. Da qui la decisione del fondo di rendere tutto pubblico e di coinvolgere direttamente gli azionisti.
I 625 pence per azione rappresentano un premio di circa il 59 per cento rispetto al prezzo di chiusura di 394,20 pence del 28 maggio. Era l’ultimo giorno prima che l’interesse di Castlelake in EasyJet diventasse di dominio pubblico.
Chi c’è dietro l’offerta
Castlelake non si presenta da solo. Il fondo annuncia una partnership con Peter Bellew e Mark Breen. I due avrebbero il 51 per cento della società veicolo di costituzione europea che lancerebbe l’offerta. Bellew è stato Chief Operating Officer di EasyJet e di Ryanair, oltre che ceo di Malaysia Airlines. Breen è ceo di Oneiros Aerospace, una società di consulenza e investimenti nel settore aeronautico con sede a Dublino.
Oltre all’acquisto in contanti, Castlelake propone un’alternativa. Offre una partecipazione azionaria parziale. Serve a consentire agli azionisti di EasyJet di restare investiti nella compagnia come società privata, in partnership con il fondo.
Le motivazioni di Castlelake
A spiegare la scelta di rendere pubblica l’offerta è lo stesso fondo: «A seguito del rifiuto di tre proposte da parte del Consiglio di amministrazione di Easyjet e data la sua riluttanza a un dialogo costruttivo, Castlelake annuncia questa terza proposta per consentire agli azionisti di Easyjet di valutarne i meriti e di fornire il proprio parere al Consiglio di amministrazione prima della scadenza “Put up or Shut-up” fissata alle ore 17 (ora di Londra) del 26 giugno». Il fondo si definisce «un investitore di lungo termine con vent’anni di esperienza in Europa». La proposta, aggiunge, «include dettagli sulle strutture di proprietà e di governance progettate per garantire una gestione responsabile di Easyjet».
L’obiettivo è «supportare Easyjet affinché diventi una compagnia aerea europea più forte e resiliente sotto controllo europeo, rispettando il prezioso patrimonio di Easyjet e continuando a sostenere la sua rete, servire i passeggeri che ne dipendono e consentire la crescita futura».
Le obiezioni del cda
Per il cda di EasyJet la proposta è «un tentativo opportunistico di acquisire Easyjet a basso prezzo e che pertanto non sia nel migliore interesse degli azionisti di Easyjet». Il premio, il multiplo e le analisi sul prezzo futuro presentate da Castlelake, spiega il board, «si basano principalmente su prezzi azionari influenzati dal conflitto in Medio Oriente, utili a breve termine e report degli analisti. Non riflettono le prospettive a medio termine di Easyjet, il suo solido bilancio e la sua struttura patrimoniale, né forniscono un adeguato premio di controllo». Il cda aggiunge che «la struttura proprietaria prevista è opaca e non offre alcuna base per valutare la fattibilità della terza proposta».
Ora la parola passa agli azionisti. Entro il 26 giugno dovranno far sentire la propria voce al board. Il cda dovrà poi decidere se aprire un tavolo negoziale o confermare il no.


