Mario Draghi avverte i giovani: “L’Europa indietro sull’intelligenza artificiale, rischio stagnazione economica sempre più concreto”

Mario Draghi
Solo 3 modelli di IA sviluppati in Europa nel 2024: Draghi chiede un piano comune per colmare il divario con USA e Cina.

Mario Draghi ha avvertito che l’Europa rischia la stagnazione economica se non colma il divario tecnologico con USA e Cina nell’adozione su larga scala dell’Intelligenza Artificiale (IA), intervenendo l’1 dicembre 2025 all’inaugurazione del 163º anno accademico del Politecnico di Milano.

Il pensiero di Draghi 

Draghi, ex premier italiano ed ex presidente della BCE, ha sottolineato come le tecnologie IA rappresentino il motore principale di crescita per le economie avanzate, paragonandole alle ondate di progresso del passato come l’elettrificazione negli anni ’20. Ha precisato che un’adozione simile allo sviluppo digitale negli USA potrebbe spingere la crescita europea dello 0,8% annuo, mentre livelli paragonabili all’elettrificazione supererebbero l’1% annuo, realizzando “l’accelerazione più significativa da decenni”.  L’Europa è già indietro: nel 2024 ha sviluppato solo 3 grandi modelli di IA base contro i 40 degli USA e i 15 della Cina.

Il messaggio agli studenti

Rivolgendosi agli studenti del Politecnico – ateneo al 98º posto QS World University Rankings 2025 per ingegneria e design – Draghi ha invitato i giovani a non evitare l’incertezza della rivoluzione tecnologica, ma a produrre idee innovative per rilanciare l’Europa.  Ha enfatizzato un “debito di gratitudine” verso la società che ha investito nella loro formazione, esortandoli a contribuire alla prosperità del continente attraverso ricerca e industria.

Per Draghi, servono regole chiare su proprietà intellettuale, integrazione in cluster innovativi, investimenti condivisi e azione politica coordinata tra Stati UE, superando frammentazione, alti costi energetici e barriere normative.  Senza questi passi, l’Europa non recupererà terreno in un mondo dominato da IA, con rischi di declino competitivo.

Le proposte di Draghi

Mario Draghi propone diverse politiche chiave per colmare il divario tecnologico dell’Europa nell’adozione dell’intelligenza artificiale:

– Investimenti importanti e coordinati a livello europeo nella ricerca e sviluppo di tecnologie IA per evitare la frammentazione tra i Paesi. Draghi sollecita un “piano condiviso” che sfrutti le sinergie europee.  

– Creazione di regole chiare e stabili riguardanti la proprietà intellettuale per incentivare innovazione e proteggere le invenzioni sviluppate in Europa.  

– Promozione di cluster innovativi, hub tecnologici in cui università, imprese e centri di ricerca possano collaborare efficacemente per sviluppare e implementare nuove tecnologie.  

– Superamento delle barriere normative e amministrative che rallentano l’adozione di soluzioni IA su larga scala nei vari settori industriali e pubblici.  

– Affrontare la questione dei costi energetici elevati e la frammentazione del mercato europeo per creare condizioni più competitive e attrattive per lo sviluppo tecnologico.  

– Coinvolgimento e formazione dei giovani talenti, con politiche che incentivino la ricerca, l’istruzione e l’innovazione tecnologica a livello accademico e imprenditoriale.

Draghi, in sintesi, evidenzia la necessità di un approccio integrato tra investimenti, regolamentazione, educazione e coordinamento politico per evitare che l’Europa resti indietro in un mondo dominato dall’IA e dalle tecnologie digitali avanzate.

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