Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato l’introduzione di nuovi dazi del 25% su tutte le importazioni di acciaio e alluminio, aggravando le tensioni con i partner commerciali globali.
Parlando a bordo dell’Air Force One, mentre si dirigeva al Super Bowl a New Orleans, Trump ha dichiarato che la misura entrerà in vigore immediatamente e riguarderà tutte le nazioni, senza eccezioni.
“Molto semplicemente, se loro ci tassano, noi tassiamo loro”, ha affermato il presidente, ribadendo la sua linea protezionista a favore dell’industria americana.
Le principali nazioni coinvolte: Canada, Brasile e Messico nel mirino
Secondo i dati dell’American Iron and Steel Institute, le principali fonti di importazione di acciaio negli Stati Uniti sono Canada, Brasile e Messico, seguite da Corea del Sud e Vietnam. Il Canada, in particolare, è il principale fornitore di alluminio primario per gli Stati Uniti, rappresentando il 79% delle importazioni nei primi 11 mesi del 2024.
La risposta da Ottawa non si è fatta attendere. Il ministro canadese dell’Innovazione, Francois-Philippe Champagne, ha scritto su X: “L’acciaio e l’alluminio canadesi sostengono settori chiave negli Stati Uniti, dalla difesa alla cantieristica navale e all’industria automobilistica. Difenderemo i nostri lavoratori e le nostre industrie“.
Let’s all be clear.
— François-Philippe Champagne (FPC) 🇨🇦 (@FP_Champagne) February 10, 2025
Canadian steel and aluminum support key industries in the U.S. from defence, shipbuilding and auto.
This is making North America more competitive and secure.
We will continue to stand up for Canada, our workers, and our industries. pic.twitter.com/NBFeU6Y8zN
Un déjà vu della politica protezionista di Trump
Non è la prima volta che Trump impone dazi su acciaio e alluminio. Durante il suo primo mandato, nel 2018, il presidente introdusse tariffe del 25% sull’acciaio e del 10% sull’alluminio, salvo poi concedere esenzioni parziali a Canada, Messico e Brasile. Successivamente, l’amministrazione Biden ha rinegoziato accordi con Unione Europea, Regno Unito e Giappone, creando un sistema di quote di esenzione dai dazi.
Ora, con il ritorno di Trump alla guida della Casa Bianca, questi accordi potrebbero essere rinegoziati o completamente revocati, alimentando nuove tensioni con gli alleati storici degli USA.
L’Unione Europea pronta a reagire
L’annuncio di Trump ha suscitato una reazione immediata da parte dell’Unione Europea. Il ministro francese del Commercio, Jean-Noel Barrot, ha dichiarato alla stampa: “Risponderemo ai dazi come abbiamo fatto in passato. Non c’è esitazione quando si tratta di difendere i nostri interessi“.
La Commissione Europea sta valutando contromisure, come tariffe equivalenti su prodotti statunitensi strategici. Nel 2018, in risposta ai dazi di Trump, l’UE impose tariffe su whisky, motociclette Harley-Davidson e jeans Levi’s. Uno scenario simile potrebbe ripetersi nei prossimi mesi.
Il caso Nippon Steel e il futuro dell’industria siderurgica USA
Un altro tema che ha acceso il dibattito riguarda l’acquisizione della storica azienda statunitense US Steel da parte del gigante giapponese Nippon Steel. Trump ha confermato che gli USA permetteranno l’investimento giapponese, ma senza una quota di maggioranza, sottolineando che l’imposizione dei dazi renderà US Steel nuovamente competitiva.
Gli effetti economici e le possibili conseguenze globali
Gli analisti prevedono che i nuovi dazi avranno conseguenze dirette su diversi settori industriali americani, tra cui l’automotive, l’edilizia e l’aerospaziale, che dipendono fortemente dalle importazioni di metalli. Inoltre, le tariffe potrebbero scatenare rappresaglie commerciali da parte di altri Paesi, alimentando una nuova guerra commerciale globale.


