Dolce&Gabbana, rivoluzione al vertice: il nuovo corso della maison

Dolce&Gabbana
Dolce&Gabbana cambia assetto: uscita di Gabbana, Cantino in arrivo e nuove sfide finanziarie per il gruppo.

Dolce&Gabbana sta vivendo una fase di transizione profonda. A dicembre 2025, Stefano Gabbana ha lasciato la presidenza della maison, un ruolo che aveva assunto come co-fondatore insieme a Domenico Dolce. La notizia, riportata da Bloomberg, era rimasta riservata fino a poche settimane fa. Da gennaio 2026, il timone è passato ad Alfonso Dolce, fratello di Domenico e attuale CEO. Questa mossa ridisegna l’assetto gestionale, con Gabbana che ora valuta il futuro della sua quota azionaria del 40%, aprendo scenari incerti per il controllo del gruppo.

Chi è Stefano Cantino 

Stefano Cantino emerge come candidato ideale per un ruolo chiave nel management. 

Ex amministratore delegato di Gucci (sotto Kering), ha ricoperto posizioni di vertice anche da vice presidente di Louis Vuitton e da top manager di Prada per oltre vent’anni. Laureato in Scienze Politiche all’Università di Torino, Cantino ha un’esperienza consolidata nel lusso globale. Il suo patto di non concorrenza con Kering è scaduto a fine marzo 2026, liberandolo per nuove opportunità. Fonti finanziarie indicano che la sua nomina a Dolce&Gabbana sia imminente, con un “no comment” ufficiale dalla maison.

La situazione finanziaria e le sfide attuali 

Nata nel 1985 e rimasta privata sotto il controllo paritario dei fondatori (40% a testa per Dolce e Gabbana), Dolce&Gabbana ha chiuso l’esercizio 2024-2025 con ricavi a 1,9 miliardi di euro. Tuttavia, pesa un debito bancario di 450 milioni di euro, rifinanziato lo scorso anno con 150 milioni aggiuntivi per investire in beauty e real estate. La società si avvale di Rothschild & Co. come consulente. Due settimane fa, Bloomberg ha rivelato nuovi colloqui con le banche, spinti dal rallentamento del settore lusso, aggravato da tensioni geopolitiche che erodono i margini di molte case di moda italiane. Una deroga su requisiti debitori era stata concessa in precedenza.

Il fondamentale rafforzamento del management 

L’ingresso di Cantino mira a rafforzare il team dirigenziale in questa fase critica, accompagnando la maison verso una nuova era. Con Stefano Dolce fuori dalla presidenza e Alfonso al comando, Dolce&Gabbana deve navigare tra le difficoltà del mercato, puntando su crescita in segmenti come beauty e immobiliare. La valutazione della quota di Gabbana potrebbe portare a cambiamenti azionari significativi, mentre il contesto macroeconomico globale sfida l’intero settore. 

Secondo indiscrezioni, l’annuncio di Cantino è questione di giorni, segnalando un impegno per una gestione più professionale e internazionale della maison.

Il futuro di Stefano Gabbana e Domenico Dolce 

Nella moda, l’ipotesi più probabile, è che Dolce e Gabbana non spariscano dalla scena, ma cambino il modo di starci: Domenico Dolce resterà con tutta probabilità molto legato alla direzione creativa e all’identità estetica del marchio, mentre Stefano Gabbana sembra orientato a un ruolo più defilato sul piano gestionale, pur senza uscire dalla sfera creativa del gruppo. La sua uscita dalla presidenza non comporta automaticamente un addio alla creatività della maison. 

Il futuro industriale di Dolce&Gabbana sembra muoversi su tre assi: continuità creativa, rafforzamento manageriale e protezione dell’indipendenza

Domenico Dolce, in particolare, appare il più esposto a una possibile evoluzione “di famiglia”: già in passato i due avevano parlato della volontà di lasciare il brand ai familiari, con un ruolo operativo affidato ad Alfonso Dolce e ad altri membri del nucleo familiare. Questo suggerisce che, nel medio periodo, la maison potrebbe diventare sempre più un progetto custodito dalla famiglia Dolce, con i fondatori come garanti del DNA del marchio più che come gestori quotidiani. 

Per Stefano Gabbana gli scenari possibili sono soprattutto due: restare come presenza creativa e azionaria, oppure ridefinire gradualmente il proprio peso nel gruppo, magari valutando opzioni sulla quota. 

Sul piano personale, Stefano Gabbana ha sempre mantenuto una vita privata abbastanza selettiva e molto legata al lavoro, alla città di Milano e alla propria immagine pubblica. 

Anche Domenico Dolce è molto concentrato sulla sfera professionale e sul proprio ambiente affettivo-familiare, con poche aperture verso cambiamenti radicali pubblicamente annunciati. 

Nel breve periodo, la cosa più probabile è che i due continuino a essere legati a Dolce&Gabbana, ma con ruoli diversi: meno gestione diretta, più identità, visione e presidio creativo. 

Il futuro di Domenico Dolce e Stefano Gabbana, in sintesi, sembra meno quello dell’uscita di scena e più quello di una trasformazione: da fondatori-onnivori a custodi strategici del marchio. 

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