Detrazioni fiscali, cambiano le regole per il ceto medio-alto

La legge di bilancio 2025 rimodula le detrazioni fiscali con una stretta sui redditi alti e l’introduzione del quoziente familiare per il calcolo.

La legge di bilancio appena approvata ha introdotto un nuovo sistema per le detrazioni fiscali, che colpisce i redditi sopra i 75.000 euro con una stretta fiscale. Per favorire le politiche demografiche, il provvedimento prevede l’applicazione del quoziente familiare, un principio che lega il calcolo delle detrazioni al numero di figli presenti nel nucleo familiare.

Come funziona il nuovo sistema

Il calcolo degli oneri e delle spese detraibili viene modificato per i redditi superiori ai 75.000 euro. L’importo base varia in base al reddito: 14.000 euro per chi percepisce tra i 75.000 e i 100.000 euro, e 8.000 euro per i redditi oltre i 100.000 euro. Questo importo viene moltiplicato per un coefficiente che aumenta con il numero di figli. In particolare:

  • Coefficiente di 0,50: nessun figlio nel nucleo familiare.
  • Coefficiente di 0,70: presenza di un figlio.
  • Coefficiente di 0,85: due figli.
  • Coefficiente di 1,00: più di due figli o almeno un figlio con disabilità accertata.

Spese escluse dal computo

Alcune spese restano escluse dal computo degli oneri per le detrazioni. Tra queste:

  • Le spese sanitarie detraibili, che non subiscono modifiche.
  • Gli investimenti in start-up innovative.
  • Gli investimenti in piccole e medie imprese innovative.
    Queste esclusioni rappresentano un incentivo mirato a sostenere l’innovazione e la salute, favorendo il contributo economico a settori strategici.

Obiettivi e impatto del quoziente familiare

Con l’introduzione del quoziente familiare, il governo intende promuovere politiche per contrastare il cosiddetto inverno demografico e sostenere le famiglie con figli. La misura rappresenta un passo verso un sistema fiscale più equo, che premia i nuclei familiari più numerosi. Tuttavia, la riduzione delle detrazioni per i redditi medio-alti potrebbe sollevare critiche da parte di chi teme un impatto negativo sui consumi e sul risparmio.

Altre misure della Manovra

La Manovra, approvata in via definitiva dal Senato dopo un percorso durato due mesi, introduce anche interventi significativi per lavoratori e famiglie. Tra le principali novità figura il taglio strutturale del cuneo fiscale per i dipendenti con redditi fino a 40.000 euro, una misura che riguarda oltre 14,3 milioni di lavoratori e impegna circa 18 miliardi di risorse. La riforma dell’IRPEF prevede la riduzione a tre aliquote fiscali, accorpando i primi due scaglioni, per semplificare il sistema e alleggerire la pressione fiscale.

Sul fronte del sostegno alle famiglie, vengono confermati i congedi parentali potenziati e introdotta la Carta per i nuovi nati, che prevede un bonus di 1.000 euro per i genitori con ISEE entro i 40.000 euro. Si rafforza inoltre il bonus asili nido e viene rifinanziata la Carta “Dedicata a te”, pensata per contrastare la povertà e sostenere i nuclei familiari più vulnerabili.

Critiche e polemiche

L’approvazione della legge di bilancio è avvenuta tra critiche e polemiche, soprattutto per l’esame monocamerale che ha visto modifiche apportate solo durante il passaggio a Montecitorio. L’intero provvedimento vale circa 30 miliardi di euro, con il taglio delle tasse ai lavoratori e il sostegno alle famiglie che rappresentano quasi due terzi delle risorse complessive. Il governo ha puntato a misure strutturali per favorire il rilancio economico, con una particolare attenzione al contrasto della povertà e alla natalità, temi centrali della strategia fiscale e sociale.

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