Il Garante per la protezione dei dati personali ha disposto, con effetto immediato, la limitazione del trattamento dei dati degli utenti italiani nei confronti di Hangzhou DeepSeek Artificial Intelligence e Beijing DeepSeek Artificial Intelligence, le società cinesi responsabili del chatbot DeepSeek.
In una nota ufficiale, il Garante ha spiegato che DeepSeek è un software di intelligenza artificiale relazionale, progettato per comprendere ed elaborare conversazioni umane. Tuttavia, le informazioni fornite dalle società cinesi riguardo alla protezione dei dati sono state giudicate insufficienti, portando all’adozione di un provvedimento urgente per tutelare la privacy degli utenti italiani.
Le società cinesi contestano la decisione
Nonostante il blocco, le aziende cinesi hanno respinto le accuse, affermando di non operare direttamente in Italia e di non essere soggette alla normativa europea GDPR. Tuttavia, il Garante ha sottolineato che il servizio è accessibile agli utenti italiani, quindi soggetto alla regolamentazione comunitaria sulla protezione dei dati personali.
Mollicone: “L’intelligenza artificiale deve essere regolamentata”
Sulla vicenda è intervenuto anche Federico Mollicone, Presidente della Commissione Scienza e Ricerca della Camera e Responsabile Nazionale Cultura e Innovazione di Fratelli d’Italia: “Bene ha fatto il Garante della Privacy a limitare il trattamento dei dati degli utenti italiani nei confronti delle società cinesi che forniscono il servizio di chatbot DeepSeek, che hanno dimostrato arroganza in seguito alla richiesta di informazioni da parte dell’autorità. Non siamo luddisti digitali ma i software di intelligenza artificiale devono essere regolamentati e dimostrare la maggiore trasparenza possibile”.

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DeepSeek e il crollo di Nvidia: impatto sul mercato dell’IA
DeepSeek ha guadagnato rapidamente popolarità globale grazie al suo modello R1, che si è dimostrato in grado di competere con giganti come ChatGPT di OpenAI, nonostante utilizzi hardware meno avanzato e risorse ridotte.
L’impatto del nuovo modello è stato tale da causare un calo di 600 miliardi di dollari nella capitalizzazione di mercato di Nvidia. Gli investitori hanno iniziato a dubitare della necessità di infrastrutture avanzate per l’IA, considerando l’efficienza di modelli più leggeri che potrebbero ridurre la domanda di data center, settore in cui Nvidia ha dominato negli ultimi anni.
Cosa succede ora?
Con l’istruttoria aperta dal Garante, il futuro di DeepSeek in Italia è incerto. Il blocco potrebbe spingere altri Paesi europei a esaminare più da vicino il trattamento dei dati da parte delle società cinesi, sollevando nuove questioni sulla regolamentazione dell’intelligenza artificiale a livello globale.


