Il Consiglio dei ministri ha approvato un nuovo decreto legge che estende il taglio delle accise sui carburanti fino al 1° maggio, evitando così la scadenza fissata per il lunedì di Pasquetta. La decisione incide direttamente sul prezzo alla pompa nelle prossime settimane, in una fase in cui i rincari restano elevati.
A confermare il provvedimento è stato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.
Il decreto non si limita alla proroga. Include anche interventi mirati su alcuni settori produttivi, con l’obiettivo di contenere l’impatto dei costi energetici sull’economia reale.
Le misure previste: agricoltura, export e Transizione 5.0
Nel dettaglio, il provvedimento introduce tre direttrici operative:
- proroga della riduzione delle accise sui carburanti fino al 1° maggio;
- estensione del credito d’imposta del 20% alle aziende agricole;
- interventi a sostegno delle imprese esportatrici attraverso strumenti come Simest.
Il testo recepisce inoltre l’accordo raggiunto nei giorni precedenti con le associazioni di categoria sul piano Transizione 5.0, destinato a sostenere l’innovazione e l’efficienza energetica delle imprese.
Giorgetti ha anche lasciato aperta la possibilità di ulteriori interventi: “Gli eventi internazionali ci suggeriranno eventuali altri tipi di interventi rispetto a una situazione molto complicata, anche sotto l’aspetto economico”.
La reazione del Codacons: “Misura insufficiente”
La risposta delle associazioni dei consumatori è stata immediata. Il Codacons contesta apertamente la scelta del Governo, giudicando la proroga non adeguata rispetto all’andamento dei prezzi.
Secondo Francesco Tanasi, segretario nazionale dell’associazione: “Limitarsi a prorogare la misura non è sufficiente. I rincari alla pompa hanno già assorbito gli effetti del taglio deciso nelle scorse settimane e i cittadini continuano a fare i conti con prezzi ormai insostenibili per spostarsi, lavorare e affrontare le esigenze quotidiane”.
Il nodo è evidente: il beneficio fiscale introdotto nelle settimane precedenti non ha prodotto effetti duraturi, perché gli aumenti del mercato lo hanno già neutralizzato.
Prezzi alti e impatto sull’economia reale
Il Codacons chiede un intervento più incisivo, non una semplice estensione temporale della misura. La richiesta è quella di rafforzare lo sconto fiscale in modo concreto.
Tanasi ribadisce: “Occorre rafforzare subito lo sconto fiscale per riportare i carburanti su livelli più accettabili e impedire che questa nuova stangata si trasformi nell’ennesimo colpo al potere d’acquisto degli italiani”.
L’associazione evidenzia un effetto a catena che va oltre il costo del pieno. Il caro carburanti incide su trasporti, logistica e prezzi al consumo, con ripercussioni dirette sulla spesa quotidiana delle famiglie.
Rischio mobilitazione nazionale degli automobilisti
Il livello di tensione resta alto. Il Codacons avverte che, in assenza di misure più forti, potrebbe partire una mobilitazione su scala nazionale.
“Non si può continuare a chiedere sacrifici ai cittadini mentre il costo del pieno diventa ogni giorno più pesante. Se non arriveranno risposte concrete e tempestive, il Codacons è pronto a lanciare la mobilitazione degli automobilisti in tutta Italia per chiedere misure straordinarie a tutela dei consumatori, della mobilità e delle famiglie”.
Fino a quando dura il taglio delle accise?
La riduzione delle accise è stata prorogata fino al 1° maggio. La scadenza precedente era fissata per il lunedì di Pasquetta.
Il decreto prevede altre misure oltre alle accise?
Sì. Include un credito d’imposta del 20% per le aziende agricole e interventi a sostegno delle imprese esportatrici tramite strumenti dedicati.
Perché il Codacons critica la misura?
Secondo l’associazione, gli aumenti dei prezzi hanno già annullato gli effetti del taglio. Per questo chiede uno sconto fiscale più consistente.
Ci saranno nuove misure sui carburanti?
Il Governo non esclude nuovi interventi. Molto dipenderà dall’andamento dei mercati e dagli sviluppi internazionali.


