La rottamazione dei debiti con il Fisco è una procedura che consente ai contribuenti di regolarizzare le proprie pendenze fiscali e contributive affidate all’agente della riscossione, grazie a condizioni agevolate. In pratica, si offre la possibilità di estinguere parte del debito (in genere eliminando sanzioni, interessi di mora e aggio) pagando solo il capitale residuo, con modalità dilazionate.
In Italia, al momento si parla con forte attesa della rottamazione “quinquies”: si tratta della quinta edizione della definizione agevolata delle cartelle esattoriali, che estenderebbe la finestra temporale per l’adesione fino al 31 dicembre 2023.
Le tempistiche precise non sono ancora state definite, ma l’inserimento della rottamazione quinquies è atteso all’interno della Legge di Bilancio 2026.
L’attesa è alta perché molti contribuenti vedono in questa misura una chance per uscire da situazioni debitorie che ormai si trascinano da anni, con l’auspicio di condizioni più sostenibili e meno penalizzanti rispetto al passato.
Le caratteristiche principali: cosa sappiamo sinora
La nuova rottamazione dei debiti fiscali, presenta diverse novità per assistere i contribuenti con debiti arretrati, eliminando sanzioni e interessi e permettendo un pagamento più sostenibile del solo capitale dovuto entro una dilazione pluriennale fino a 108 rate, ossia 9 anni.
Si paga solo il capitale dei carichi iscritti a ruolo fino al 2023, con possibile estensione al 2024, senza interessi, sanzioni o aggio di riscossione.
Il pagamento è rateizzato in rate costanti e di pari importo per la durata massima di 108 mesi (9 anni), con un piano senza maxi-rate iniziali per evitare decadenze precoci.
Sono esclusi i debiti con condanne penali, i debiti già oggetto di recupero coattivo concluso e i “recidivi” che hanno aderito più volte alle precedenti rottamazioni senza completarle.
La decadenza dal beneficio dovrebbe scattare dopo 4 rate saltate.
L’adesione sarà possibile tramite i canali digitali dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione con SPID o altri sistemi di identità digitale.
La sospensione delle misure cautelari e delle azioni esecutive sarà garantita dal momento di adesione.
La tempistica
Le regole definitive e i criteri di accesso saranno definiti con i decreti attuativi successivi all’approvazione della Legge di Bilancio 2026, che probabilmente verrà adottata entro fine anno o nei primi mesi del 2026.
Per ora, non ci sono termini certi per la presentazione della domanda, ma si raccomanda di monitorare l’iter parlamentare e i canali ufficiali dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione per aggiornamenti.
Sono previsti paletti più rigidi rispetto al passato per rendere la misura sostenibile dal punto di vista finanziario e meno soggetta a usi impropri, indirizzando il beneficio ai contribuenti veramente meritevoli.
Il fenomeno dell’evasione fiscale in Italia
Nel 2024 sono stati recuperati 26,3 miliardi di euro dall’Agenzia delle Entrate, con un incremento di 1,6 miliardi (+6,5%) rispetto al 2023. Di questi, 22,8 miliardi derivano da controlli fiscali ordinari e 3,5 miliardi da misure straordinarie come rottamazioni e pace fiscale.
Il tax gap (mancate entrate fiscali) nel 2021 è stimato intorno a 96 miliardi di euro, con circa 84,4 miliardi dovuti a evasioni tributarie e 11,6 miliardi a evasione contributiva. Il fenomeno presenta una tendenza di medio-lungo periodo a una diminuzione relativa rispetto al PIL.
Tra i soggetti evasori, vi sono sia privati cittadini che imprese; i contribuenti non affidabili mostrano redditi dichiarati molto inferiori rispetto alla media, mentre settori particolarmente critici per evasioni sono la ristorazione e l’intrattenimento, con maggiore affidabilità tra professionisti come notai e sanitari.
Nel complesso, sono circa 2,5 milioni i contribuenti evasori fiscali in Italia, e la pressione fiscale è monitorata costantemente per individuare squilibri e aree di fuga fiscale.


