Dal Brasile al Giappone: le conseguenze dei dazi USA sui mercati globali e le reazioni

Dazi USA
Le politiche commerciali aggressive degli Stati Uniti stanno creando un'ondata di risposte internazionali, con l’Europa, il Brasile e il Giappone pronti a fronteggiare le nuove minacce di dazi.

Le politiche commerciali aggressive degli Stati Uniti continuano a creare turbolenze nelle relazioni internazionali. Mentre l’Europa si prepara a rispondere a eventuali nuove tariffe imposte dall’amministrazione Trump, altri paesi, come il Brasile e il Regno Unito, si trovano a dover navigare in un mare di incertezze economiche. Le decisioni riguardo ai dazi sono un gioco globale che coinvolge economie vitali e, come evidenziato dalle ultime dichiarazioni, potrebbero avere impatti devastanti per l’equilibrio commerciale mondiale.

Tajani: “Bisogna negoziare”

“La collaborazione transatlantica va avanti da anni. I momenti di frizione ci sono sempre stati e ci saranno, ma l’atteggiamento deve essere costruttivo. Io dagli incontri con Rubio ho capito che vogliono parlare con noi e non hanno intenzione di escluderci”.

Così in una intervista su La Stampa Antonio Tajani, vicepremier e ministro degli Esteri.

“Bisogna negoziare. Come ha detto anche il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, una guerra commerciale farebbe dei danni a tutti e spingerebbe l’inflazione negli Stati Uniti, uno scenario che gli stessi americani vogliono scongiurare. Bisogna lavorare a una strategia, per esempio prevedendo maggiori investimenti negli Stati Uniti e aumentando l’acquisto di prodotti dagli Usa. E rimanere coesi come Europa perché uniti siamo più forti”, ha aggiunto.

Il Brasile: la minaccia dei dazi e la risposta di Lula

“Se gli Stati Uniti imporranno dazi sull’acciaio del Brasile, risponderemo con misure analoghe o porteremo il caso all’Organizzazione mondiale del commercio (Omc)”.

Così il presidente del Brasile, Luiz Inacio Lula da Silva, in un’intervista radiofonica.

“Ho sentito che gli Stati Uniti intendono tassare l’acciaio brasiliano. Se lo faranno, reagiremo sul piano commerciale: potremmo presentare una denuncia all’Omc o applicare dazi sui loro prodotti”, ha detto Lula, sottolineando che “se adotteranno misure contro il Brasile, ci sarà reciprocita’”.

Il presidente brasiliano ha, comunque, evidenziato l’impegno di mantenere una relazione armoniosa con gli Usa, con cui il Brasile “non vuole la guerra” ma “se Trump si comporta così con il Brasile, io mi comporterò così con gli Stati Uniti”.

La reazione del Regno Unito

La Gran Bretagna, già alle prese con il lungo e difficile processo della Brexit, sta ora affrontando un nuovo fronte commerciale con gli Stati Uniti. Secondo il Financial Times, il governo britannico sta valutando l’introduzione di dazi su prodotti simbolo americani come whiskey, jeans e motociclette, in risposta alle tariffe imposte dagli Stati Uniti su acciaio e alluminio. Questa mossa potrebbe segnare un ritorno alla “situazione pre-Biden” se il governo degli Stati Uniti non offrirà l’esenzione dai dazi, un rischio che minaccia le esportazioni britanniche. L’acciaio britannico, infatti, è molto apprezzato e utilizzato dalla Marina degli Stati Uniti e ciò aumenta la complessità della questione. Tuttavia, il governo di Londra sembra disposto a lottare, poiché l’impatto economico di tali dazi sarebbe significativo per un mercato che ha già vissuto difficoltà a causa della Brexit.

Il Giappone e le tariffe sulle automobili

Infine, uno degli aspetti più preoccupanti per le economie mondiali è il possibile impatto dei dazi sulle automobili. Le case automobilistiche giapponesi, che dipendono in larga misura dal mercato statunitense, potrebbero subire un colpo letale se dovessero essere imposte tariffe sui veicoli importati. Secondo quanto riportato dal quotidiano Yomiuri Shimbun, il Giappone sta cercando di escludere il proprio settore automobilistico da tali tariffe, ma la situazione appare incerta. Se il governo degli Stati Uniti dovesse procedere con le sue minacce di applicare dazi sulle automobili, l’economia giapponese, che è strettamente legata alle vendite negli Stati Uniti, rischierebbe di subire enormi danni. Le autorità giapponesi, già impegnate in negoziati con Washington, sperano di evitare una situazione che potrebbe minacciare la loro principale industria.

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