Trump alza i dazi alla Cina al 104%, cosa succederà ora?

Trump e la Cina.
I dazi USA sulla Cina salgono al 104%. Dalla Corea del Sud all’India, il mondo si divide tra negoziati e alleanze contro il protezionismo.

A partire da mezzanotte del 9 aprile, i dazi USA sulla Cina raggiungeranno un livello record del 104%, segnando un’escalation senza precedenti nella guerra commerciale tra le due superpotenze economiche.

L’amministrazione del presidente Donald Trump ha confermato l’aumento, che si somma ai precedenti interventi tariffari: un 20% imposto a inizio marzo, un ulteriore 34% a inizio aprile, e ora un nuovo incremento del 50%, annunciato da Trump il giorno precedente.

La decisione arriva dopo che Pechino non ha ritirato le sue misure ritorsive, spingendo Washington a intensificare la pressione economica.

Wall Street frena: l’impatto sui mercati finanziari

La notizia dell’aumento dei dazi al 104% ha immediatamente influenzato i mercati finanziari. Wall Street, che aveva aperto la seduta con forti guadagni, ha visto un rapido ridimensionamento dopo l’annuncio ufficiale. Al momento della chiusura, l’indice Dow Jones segnava un modesto +0,50%, lo S&P 500 un +0,21%, mentre il Nasdaq oscillava attorno alla parità.

Gli investitori temono che l’inasprimento delle tensioni commerciali possa rallentare la crescita economica globale, aumentando i costi per le imprese americane che dipendono dalle importazioni cinesi e alimentando l’incertezza in un contesto già fragile. La decisione di Trump, preannunciata il giorno prima, ha colto di sorpresa molti analisti, che si aspettavano un possibile passo indietro in extremis.

La strategia di Trump

L’aumento dei dazi al 104% è stato motivato dall’amministrazione Trump come una risposta diretta alle misure ritorsive della Cina. A inizio mese, il presidente aveva già imposto dazi del 34% su Pechino, che si aggiungevano al 25% di tariffe già in vigore, portando il totale al 59%. Tuttavia, Trump aveva avvertito che, se la Cina non avesse ritirato le sue contromisure – che includono pesanti imposte doganali su beni americani – avrebbe aggiunto un ulteriore 50% a partire dal 9 aprile. La Cina non ha ceduto, e Washington ha mantenuto la promessa, portando i dazi a un livello che non ha precedenti nella storia recente delle relazioni commerciali tra i due paesi.

La Corea del Sud sceglie il dialogo: “Non seguiremo la strada della Cina”

Non tutti i paesi, però, hanno scelto di rispondere con la stessa durezza della Cina. La Corea del Sud ha optato per una strategia di dialogo con gli Stati Uniti. Il presidente ad interim, Han Duck-soo, ha dichiarato in un’intervista alla CNN che Seoul non intende seguire l’esempio di Pechino, che ha risposto ai dazi americani con imposte doganali altrettanto pesanti. “Non prenderemo quella strada”, ha affermato Han, sottolineando che “non penso che quel tipo di reazione migliorerà la situazione in modo significativo”. Durante una telefonata di 30 minuti con Donald Trump, Han ha espresso la volontà della Corea del Sud di negoziare con Washington per trovare una soluzione vantaggiosa per entrambe le parti. Le due nazioni hanno discusso di cooperazione in settori strategici come la costruzione navale, le importazioni di gas naturale liquefatto e la bilancia commerciale, concordando di proseguire i colloqui ad alto livello per una “soluzione win-win”, come riportato dall’ufficio di Han.

Cina e India si uniscono contro il protezionismo USA

Cina e India hanno, invece, scelto di fare fronte comune contro i dazi americani. L’ambasciata cinese a Nuova Delhi ha rilasciato una dichiarazione ufficiale tramite la portavoce Yu Jing, che ha sottolineato l’importanza di un’alleanza tra i due paesi. “Le relazioni economiche e commerciali tra Cina e India si basano sulla complementarietà e sul vantaggio reciproco”, ha scritto Yu Jing su X. “Di fronte all’abuso delle misure tariffarie da parte degli Stati Uniti, che privano i Paesi, soprattutto del Sud Globale, del loro diritto allo sviluppo, i due più principali Paesi in via di sviluppo dovrebbero unirsi per superare le difficoltà”. La portavoce ha poi aggiunto: “Le guerre dei dazi non hanno vincitori”, ribadendo il concetto di “vero multilateralismo” e invitando a contrastare “tutte le forme di unilateralismo e protezionismo”.

Verso un futuro incerto: cosa aspettarsi ora?

La decisione di Trump di portare i dazi al 104% segna un punto di non ritorno nella guerra commerciale con la Cina, ma lascia aperte molte domande. La Cina risponderà con ulteriori misure ritorsive, rischiando un’escalation ancora più grave? La strategia di dialogo della Corea del Sud riuscirà a mitigare l’impatto dei dazi sulle economie asiatiche? E l’alleanza tra Cina e India riuscirà a creare un fronte unito contro il protezionismo americano? Quel che è certo è che il mondo sta assistendo a una ridefinizione delle dinamiche economiche globali, con conseguenze che potrebbero durare anni.

Immagine: ChatGPT.

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