Al Consiglio europeo del 20 marzo, l’Italia ha ottenuto importanti risultati su tre fronti: il finanziamento della difesa comune europea, il riconoscimento della neutralità tecnologica nella transizione verde e la modifica del nome del piano ReArm EU, ora rinominato Readiness 2030. Tra i temi discussi dai leader europei anche la competitività industriale, l’introduzione dell’euro digitale e la questione dei dazi.
Da ReArm EU a Readiness 2030: nuova visione per la difesa comune
Accogliendo le richieste del presidente del Consiglio italiano, Giorgia Meloni, e del premier spagnolo Pedro Sánchez, la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha annunciato il cambio di nome del piano per la difesa europea: da ReArm EU a Readiness 2030. Von der Leyen ha inoltre anticipato che nei prossimi giorni inizierà la seconda fase del piano, con un focus sulla sua prontezza strategica in caso di crisi, incluse catastrofi naturali.
Finanziamenti e garanzie: l’Italia ottiene l’apertura su InvestEU
Sul fronte dei finanziamenti alla difesa, Meloni ha espresso preoccupazioni legate all’impatto sul debito pubblico, chiedendo meccanismi di garanzia per i Paesi più esposti. Le conclusioni del Consiglio accolgono la proposta italiana, aprendo all’uso dei programmi europei esistenti, come InvestEU, anche nel campo della sicurezza e difesa.
Meloni ha chiarito che l’Italia non esclude i prestiti Ue, ma attende chiarezza sui dettagli operativi prima di esprimersi. Attualmente, la Commissione propone due vie: il progetto SAFE, che prevede 150 miliardi di prestiti europei, e una maggiore flessibilità di bilancio per gli Stati membri (fino a 650 miliardi di euro in spesa extra-deficit).
Von der Leyen ha inoltre illustrato la cosiddetta regola “65-35”: almeno il 65% della produzione deve essere europea, il restante 35% può provenire da Paesi terzi. I paesi con accordi di partenariato potranno avere una partecipazione più ampia. Anche l’Ucraina potrà partecipare agli acquisti comuni previsti da SAFE.
Competitività Ue: euro digitale e neutralità tecnologica
Due nuovi pilastri per la competitività europea sono emersi dal dibattito: l’euro digitale e la neutralità tecnologica. La spinta arriva dal contesto globale, in particolare dalla crescente promozione delle stablecoin da parte degli Stati Uniti sotto la presidenza Trump. Per evitare una dipendenza dalle valute digitali ancorate al dollaro, l’Eurogruppo tornerà a occuparsi con urgenza dell’euro digitale.
Altro punto chiave è l’inserimento, per la prima volta, del concetto di neutralità tecnologica in un documento ufficiale del Consiglio europeo. Nel contesto della transizione verde, si riconosce la necessità di promuovere tutte le tecnologie pulite, senza pregiudizi ideologici. Il documento menziona l’intelligenza artificiale, le tecnologie quantistiche, i semiconduttori, le reti 5G/6G, e richiama l’attenzione sulle industrie tradizionali in trasformazione, come l’automotive, il trasporto fluviale, l’aviazione ei settori ad alta intensità energetica.
Export italiano: presentato il Piano d’Azione per i mercati extra-Ue
L’Italia rilancia l’export con un nuovo Piano d’Azione per l’internazionalizzazione, presentato il 21 marzo dal ministro degli Esteri Antonio Tajani. L’obiettivo è ambizioso: portare il valore dell’export a 700 miliardi di euro rispetto ai 626 attuali. Il piano guarda in particolare ai mercati extra-Ue ad alto potenziale: India, Vietnam, Thailandia, Indonesia, Filippine, Emirati Arabi, Arabia Saudita, Sudafrica, ma anche Canada e Messico.
Tajani ha annunciato l’attivazione di uno sportello operativo per partecipare le imprese italiane interessate all’export e all’internazionalizzazione, con canali di contatto diretti tramite cellulare e email. «Nessun imprenditore sarà lasciato solo», ha dichiarato.
Dazi: Bruxelles cerca equilibrio, Roma difende le sue imprese
Sul tema dei dazi, Ursula von der Leyen ha spiegato che lo slittamento dell’entrata in vigore delle contromisure Ue è finalizzato a “trovare il giusto equilibrio tra gli interessi dei produttori e dei consumatori europei”. Intanto l’Italia, preoccupata per l’impatto sui propri settori chiave, si muove in autonomia attraverso il nuovo piano export.
Semplificazione burocratica: obiettivo -25% dei costi amministrativi
Infine, il Consiglio europeo ha chiesto alla Commissione di impegnarsi a ridurre del 25% i costi legati agli oneri amministrativi per le imprese, con una riduzione del 35% per le PMI. Una semplificazione normativa è attesa anche nei settori della decarbonizzazione industriale, della sicurezza e della difesa.
Ezio Stellato

Dopo una laurea in Economia e Commercio conseguita presso l’Università Federico II di Napoli, Ezio consegue una laurea magistrale in Scienze Economiche e una laurea magistrale in Giurisprudenza. Ha conseguito un Master di I Livello in Gestione delle Imprese e Società che si aggiunge al Master in Politica, Comunicazione, Public Affairs e Lobbying e ai due master in Diritto Tributario della Scuola di Formazione IPSOA di Napoli. Inizia la carriera professionale come contabile, e presto passa al ramo della consulenza aziendale e tributaria (specialista in tax&tax litigation). Dopo due esperienze presso lo Studio Professionale Fiorentini ed Alenia, diviene Advisor Tributario, con un focus sulle PMI con fatturati tra i 10 ed i 100 milioni di euro. E’ altresì curatore fallimentare ed esperto iscritto all’albo della Crisi d’Impresa e consigliere di OdV sul territorio nazionale di aziende con fatturato da grandi contribuenti. Oggi ricopre cariche di Amministrazione in società private e ruoli strategici nella PA. È in carica come Presidente del c.d.a della Factory Tax società di consulenza con sedi sul territorio nazionale e Presidente Centro Studi Fiscalità Internazionale di Milano. È Advisor e Responsabile del dipartimento Giustizia dell’Istituto Milton Friedman. Ha al suo attivo incarichi accademici presso UniCampania e UniPegaso , professore aggiunto di diritto tributario , autore di pubblicazioni scientifiche, di stampa nazionale e partecipazione in manuali concernenti il diritto tributario, oltre che in numerosi convegni.
Immagine: Grok.


