Dazi e bollette: la doppia minaccia per le imprese italiane

Dazi e rincari energetici mettono sotto pressione le imprese italiane, con il rischio di una fase di stagflazione che potrebbe compromettere l'intero sistema economico. L'analisi dell'Ufficio Studi della CGIA.

Gli imprenditori italiani manifestano una crescente preoccupazione per gli effetti negativi che l’introduzione dei dazi imposti dall’amministrazione Trump potrebbe avere sulle esportazioni, ma soprattutto per l’aumento dei costi energetici, che rischia di compromettere il tessuto economico del Paese.

Secondo l’Ufficio studi della Cgia, se il prezzo medio del gas nel 2025 dovesse attestarsi sui 50 euro per MWh, l’aggravio rispetto all’anno precedente sarebbe di 14 miliardi di euro. L’eventuale combinazione di queste due criticità potrebbe spingere l’Italia verso una fase di stagflazione, una condizione economica caratterizzata da crescita stagnante e inflazione elevata.

Le imprese italiane che esportano negli Usa

Attualmente, il numero delle imprese italiane che esportano negli Stati Uniti ammonta a circa 44mila unità. Il mercato americano rappresenta il secondo sbocco per le esportazioni italiane, con un valore complessivo vicino ai 70 miliardi di euro, pari al 10,7% del totale nazionale. Le categorie merceologiche più rilevanti comprendono macchinari, mezzi di trasporto, prodotti chimici e farmaceutici, alimentari e bevande, tessile, abbigliamento e calzature, che costituiscono circa i due terzi delle vendite totali nel mercato statunitense.

Fino a quando i dazi non saranno ufficialmente introdotti, è difficile stimare l’impatto effettivo sulle vendite italiane, ma è certo che un ulteriore aumento delle bollette energetiche rischia di infliggere danni più gravi al comparto industriale rispetto alle eventuali limitazioni commerciali.

Incremento dei costi energetici

Nel corso dell’anno, il costo dell’energia potrebbe gravare sulle imprese italiane per ulteriori 13,7 miliardi di euro, un incremento del 19,2% rispetto al 2024. La spesa totale per le bollette raggiungerebbe 85,2 miliardi di euro, di cui 65,3 miliardi per l’energia elettrica e 19,9 miliardi per il gas. Le stime dell’Ufficio studi della Cgia indicano un prezzo medio previsto per il 2025 di 150 euro per MWh per l’energia elettrica e 50 euro per MWh per il gas, mantenendo un rapporto di tre a uno tra le due tariffe.

L’aumento delle spese interesserà in particolare l’energia elettrica con un aggravio di 9,8 miliardi di euro, pari a un incremento del 17,6%, mentre la spesa per il gas aumenterà di 3,9 miliardi di euro, con un incremento del 24,7% rispetto all’anno precedente.

Possibile scenario di stagflazione

Infine, l’aumento delle bollette potrebbe avere ripercussioni significative non solo sulle imprese, ma anche sulle famiglie, riducendo il potere d’acquisto e limitando i consumi interni, pilastro dell’economia nazionale. Un incremento eccessivo dei prezzi energetici, come avvenuto nel biennio 2022-2023, rischia di innescare una nuova spirale inflazionistica, aggravata dall’incremento dei tassi d’interesse, che ostacolerebbe la crescita economica.

Immagine: Grok.

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