Dazi e controdazi usati come ‘arma’ da Stati Uniti e Cina… ma cosa sono?

Le cause e le conseguenze della guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina, dalle dispute sulla proprietà intellettuale alle implicazioni per i mercati mondiali e per i consumatori.


I dazi sono imposte che un Paese applica sui beni importati. Possono essere applicati per una varietà di ragioni, ma generalmente servono a proteggere le industrie nazionali dalla concorrenza estera, a regolare il flusso commerciale o per punire comportamenti economici che vengono considerati ingiusti. Ad esempio, i dazi possono essere utilizzati per equilibrare i costi tra le merci importate e quelle prodotte internamente e per difendere l’economia nazionale da pratiche di dumping (vendita di merci a prezzi inferiori rispetto ai costi di produzione).

La guerra dei dazi tra gli Stati Uniti e la Cina è un conflitto commerciale che deriva principalmente da questioni economiche e politiche. La causa principale è la disuguaglianza nelle relazioni commerciali tra i due paesi perché gli Stati Uniti hanno un enorme deficit commerciale con la Cina. In altre parole, gli USA importano più beni dalla Cina di quanto ne esportano. Questo squilibrio ha portato gli Stati Uniti a tentare di riequilibrare le loro relazioni commerciali con il paese asiatico.

Furto di proprietà intellettuale 

Gli Stati Uniti hanno accusato la Cina di rubare proprietà intellettuale (brevetti, marchi, segreti industriali) e di costringere le aziende americane a cedere le proprie tecnologie in cambio di accesso al mercato cinese.

Per quello che riguarda le politiche industriali, la Cina ha adottato politiche di sovvenzione alle proprie industrie, in particolare quelle ad alta tecnologia come l’intelligenza artificiale, i semiconduttori e le telecomunicazioni, creando così distorsioni nel mercato globale. Gli Stati Uniti criticano queste politiche, accusando la Cina di rendere più difficile la concorrenza leale.

L’obiettivo di Trump

L’obiettivo dell’amministrazione Trump è di ridurre la dipendenza economica dalla Cina, specialmente nel settore delle tecnologie avanzate e delle produzioni industriali strategiche. Ma ciòè è anche visto come un tentativo di rivedere l’ordine economico mondiale, mirando a ripristinare alcune capacità produttive negli Stati Uniti.

Le tensioni commerciali sono altresì legate alla competizione geopolitica. La Cina sta emergendo da tempo come una potenza globale e gli Stati Uniti vedono questa ascesa con preoccupazione, considerando il Paese asiatico come una minaccia economica e strategica per il predominio globale americano.

Oggi, la guerra dei dazi sta avendo un’intensificazione, con entrambi i Paesi che hanno adottato misure reciprocamente punitive, imponendo dazi su una vasta gamma di beni. Gli Stati Uniti, per esempio, hanno imposto tariffe sul commercio cinese in settori cruciali come elettronica, acciaio e automobili. In risposta, la Cina ha aumentato i dazi su prodotti americani come la soia, il carbone e gli aeromobili. Questo ha ovviamente generato preoccupazioni per l’economia globale, portando incertezze nei mercati finanziari e a una potenziale diminuzione del commercio internazionale.

I dazi sospesi per 90 giorni a molti Paesi tranne la Cina rende impellente trovare una risposta: perché Trump agisce in questo modo? C’è chi sostiene che non voglia andare fino in fondo e si limiti al gioco al rialzo, o che voglia mettere in discussione, destabilizzare o cambiare radicalmente le regole, che governano l’economia mondiale. 

Foto: DepositPhotos.

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