Il blocco dello Stretto di Hormuz può far aumentare il prezzo di pane e pasta

Stretto di Hormuz e fertilizzanti
Il blocco dello Stretto di Hormuz minaccia la catena globale dei fertilizzanti e potrebbe far aumentare i prezzi del cibo.

La guerra nel Golfo Persico sta iniziando a produrre effetti diretti anche sulla sicurezza alimentare mondiale. Il blocco di fatto dello Stretto di Hormuz, dopo gli attacchi militari lanciati nel fine settimana da Stati Uniti e Israele contro l’Iran, ha quasi paralizzato il traffico marittimo in uno dei passaggi strategici più importanti del pianeta.

Secondo analisti del settore, pubblicate sul Guardian, se questa situazione dovesse proseguire, la catena globale dei fertilizzanti potrebbe subire gravi interruzioni. Le conseguenze arriverebbero rapidamente nei campi agricoli e, a cascata, sui prezzi dei prodotti alimentari.Il passaggio nello Stretto di Hormuz – situato al largo della costa meridionale iraniana – è infatti quasi fermo. Le navi commerciali stanno riducendo drasticamente il transito a causa dei rischi militari.

Una rotta chiave per energia e fertilizzanti

Lo Stretto di Hormuz rappresenta uno dei corridoi commerciali più sensibili del sistema economico globale.

Attraverso questa rotta marittima passa:

  • tra un quarto e un terzo del commercio mondiale delle materie prime utilizzate nei fertilizzanti
  • circa un quinto del petrolio e del gas trasportati via mare

La paralisi del traffico sta colpendo in particolare il trasporto di ammoniaca e azoto, due componenti essenziali dei fertilizzanti sintetici utilizzati dall’agricoltura moderna.

Metà del cibo mondiale dipende dai fertilizzanti

Circa il 50% della produzione alimentare globale dipende dai fertilizzanti sintetici a base di azoto.

Se questi prodotti diventassero meno disponibili, la produttività agricola diminuirebbe rapidamente. Le rese dei raccolti scenderebbero e i prezzi degli alimenti salirebbero.

Tra i prodotti più esposti ai rincari:

  • pane
  • pasta
  • patate

Anche il costo dei mangimi per animali aumenterebbe, con ripercussioni su carne, latte e derivati.

Il Golfo è uno dei poli industriali dei fertilizzanti

Il Medio Oriente ospita alcuni dei più grandi complessi industriali dedicati alla produzione di fertilizzanti.

Dopo Russia, Egitto e Arabia Saudita, l’Iran è il quarto esportatore mondiale di urea, il fertilizzante azotato più diffuso.

La produzione di fertilizzanti è fortemente legata ai costi energetici: il gas fossile rappresenta tra il 60% e l’80% dei costi di produzione dell’azoto sintetico.

Attacchi e impianti chiusi

La crisi militare nel Golfo ha già colpito direttamente l’industria chimica regionale.

Il Qatar ha chiuso il suo più grande impianto di fertilizzanti dopo un attacco con drone.

La riduzione dell’attività industriale, insieme ai problemi logistici nei trasporti marittimi, rischia di comprimere ulteriormente l’offerta globale.

Prezzi già in aumento sui mercati

Il mercato dei fertilizzanti ha reagito immediatamente alla crisi.

Secondo i dati di CRU Group, società di consulenza specializzata nel monitoraggio delle commodity, il prezzo dell’urea egiziana – uno dei principali riferimenti internazionali – è aumentato di oltre il 25

Il prezzo ha raggiunto 625 dollari per tonnellata, rispetto ai 484-490 dollari della settimana precedente.

Questo rialzo ricorda quanto accaduto nel 2022, quando l’invasione russa dell’Ucraina provocò un’esplosione dei prezzi di gas e fertilizzanti.

Il Medio Oriente domina anche altre materie prime agricole

La regione del Medio Oriente è anche una fonte strategica per altre componenti della filiera agricola globale.

Secondo Chris Lawson di CRU, il Medio Oriente rappresenta circa il 45% del commercio mondiale di zolfo, una materia prima fondamentale per la produzione di fertilizzanti.

La regione esporta inoltre diversi metalli e prodotti chimici industriali utilizzati nei processi agricoli.

Lawson ha spiegato:

“Sebbene vi siano molte somiglianze con quanto accaduto nel 2022, le conseguenze sul rapporto tra domanda e offerta del conflitto in Medio Oriente potrebbero essere molto più gravi e diffuse, soprattutto se lo Stretto di Hormuz dovesse rimanere limitato per più di due settimane”.

Attacchi alle navi nello Stretto

La situazione della sicurezza marittima resta estremamente instabile.

Mercoledì una nave container è stata colpita da un missile nello Stretto di Hormuz, provocando un incendio nella sala macchine.

L’incidente è stato segnalato dall’agenzia britannica UK Maritime Trade Operations.

Si tratta dell’ultimo episodio di una serie di attacchi contro navi mercantili nella regione, alcuni dei quali hanno provocato la morte di membri dell’equipaggio.

Gli agricoltori già sotto pressione

La crisi dei fertilizzanti arriva in un momento delicato per l’agricoltura occidentale.

In Europa, Regno Unito e Nord America molti agricoltori stanno iniziando la semina delle colture primaverili.

Molti produttori hanno già acquistato fertilizzanti per la stagione attuale, ma in questo periodo si pianificano normalmente gli acquisti per l’anno successivo.

Nel Regno Unito circa il 40% del fabbisogno di fertilizzanti azotati viene prodotto internamente, mentre il resto arriva dalle importazioni.

Il rischio: raccolti più bassi e prezzi più alti

Una minore disponibilità di fertilizzanti porterebbe inevitabilmente gli agricoltori a ridurne l’utilizzo nei campi.

Questo quasi sempre significa rese agricole più basse.

E rese più basse significano prezzi più alti per i consumatori.

Dopo l’invasione russa dell’Ucraina, i prezzi di cibo e bevande analcoliche nel Regno Unito aumentarono del 16,5% nell’anno fino a novembre 2022, secondo i dati dell’Office for National Statistics.

FAQ

Perché lo Stretto di Hormuz è importante per l’agricoltura?
Perché una parte significativa delle materie prime utilizzate nei fertilizzanti passa attraverso questa rotta marittima.

Cosa succede se mancano fertilizzanti?
Le rese agricole diminuiscono e i prezzi degli alimenti tendono ad aumentare.

Quali prodotti alimentari potrebbero aumentare di prezzo?
Pane, pasta, patate e carne, a causa dell’aumento dei costi di produzione e dei mangimi.

Il mercato sta già reagendo alla crisi?
Sì. Il prezzo dell’urea egiziana è già aumentato di oltre il 25%.

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