Cresce il reddito ma il carrello si svuota: perché le famiglie italiane spendono meno

Carrello della spesa
Redditi in lieve crescita ma potere d’acquisto fermo: pressione fiscale e caro-prezzi spingono le famiglie italiane a tagliare sui beni essenziali.

Per una famiglia mantenere lo stesso reddito e lo stesso potere d’acquisto è fondamentale per avvertire stabilità e serenità nella vita quotidiana. Significa poter affrontare le spese essenziali – come casa, alimentazione, istruzione e salute – senza dover rinunciare a qualità o sicurezza. 

Inoltre, preservare il potere d’acquisto consente di pianificare il futuro, risparmiare e investire per i figli, evitando che l’inflazione o il caro-prezzi erodano il valore del denaro. Pertanto, reddito e potere d’acquisto non sono solo ‘numeri’, ma strumenti concreti per proteggere il benessere e i progetti di tutta la famiglia.

Sale la pressione fiscale 

I dati Istat diffusi il 2 ottobre mostrano che nel secondo trimestre del 2025 il reddito disponibile lordo delle famiglie italiane è aumentato dello 0,8% rispetto al trimestre precedente, mentre i consumi finali sono cresciuti solo dello 0,5%. 

La pressione fiscale è salita al 42,3%, in aumento di 1,2 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2024. Il potere d’acquisto delle famiglie è cresciuto appena dello 0,3%, a fronte di un aumento dei prezzi dello 0,5%. 

In questo contesto, la propensione al risparmio è arrivata al 9,5%, segnalando una cautela crescente da parte delle famiglie che preferiscono risparmiare più che spendere. Ad agosto, le vendite dei beni alimentari sono salite in valore (+1,6%) ma sono diminuite in volume (-2,2%), indicando un aumento dei prezzi ma un calo delle quantità acquistate, cioè degli alimenti che finiscono nel carrello. 

La crescita del reddito sta rallentando 

Rispetto al reddito degli italiani, i dati indicano quindi che dopo un periodo di crescita positiva quasi ininterrotta dal primo trimestre 2023, la crescita del reddito disponibile sta rallentando. Nonostante un incremento del reddito, il potere d’acquisto ristagnante a causa dell’aumento dei prezzi e della pressione fiscale in risalita limita la capacità di spesa reale delle famiglie. Questo fa sì che, anche chi potrebbe spendere di più, preferisca risparmiare per paura di future difficoltà economiche.

Molte famiglie tagliano sui beni essenziali 

Le associazioni dei consumatori parlano di una vera emergenza alimentare che costringe molte famiglie a tagliare sui beni essenziali, segnalando una difficoltà crescente soprattutto per chi ha meno margini di manovra economica.

Chi fa più fatica ad arrivare a fine mese 

Le categorie di famiglie che soffrono di più, includono in particolare:

  • Famiglie monoparentali o monogenitoriali: composte da un solo genitore, spesso una madre, con uno o più figli. Queste famiglie vivono spesso in condizioni di isolamento e maggiori difficoltà economiche e sociali, con un peso psicologico e materiale notevole sui genitori soli, che possono andare incontro a instabilità emotiva e difficoltà nel gestire le esigenze familiari.
  • Famiglie ricostruite: formate da coniugi che hanno avuto precedenti matrimoni e possono avere figli da relazioni diverse. Queste situazioni possono comportare difficoltà relazionali, conflitti, gelosie e complessità di gestione familiare che impattano negativamente sul benessere dei membri, soprattutto dei figli.
  • Famiglie a basso reddito con più componenti a carico: in generale, quelle che hanno redditi limitati e maggiori spese essenziali (affitto, bollette, alimentari) sono le più vulnerabili economicamente e faticano maggiormente ad arrivare a fine mese.
  • Famiglie disfunzionali o con problemi relazionali gravi: caratterizzate da conflitti costanti, difficoltà di comunicazione, problemi psicologici o abusi, che influenzano negativamente sia la stabilità emotiva che la capacità di far fronte a situazioni di difficoltà economica.

Queste famiglie, soprattutto quelle monoparentali e a basso reddito, sono le più esposte agli effetti negativi di una pressione fiscale crescente, all’aumento dei prezzi e alla riduzione del potere d’acquisto, il che determina una fatica maggiore nell’arrivare a fine mese nell’attuale contesto economico italiano.

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