Il coraggio: la chiave per un management efficace

Coraggio manageriale
Il coraggio manageriale è la virtù cardinale di ogni leader. Ecco perché è fondamentale per gestire un team, motivare i collaboratori e avere successo.

Se ne parla poco ma il coraggio manageriale costituisce la virtù cardinale di ogni manager, che si tratti di un leader esperto, un giovane manager, un grande capo o un responsabile di una piccola squadra. E per una buona ragione: è impossibile gestire bene gli affari senza coltivarlo quotidianamente.

Gestire bene richiede coraggio

Il coraggio manageriale, a pensarci bene, dovrebbe essere un ossimoro. Infatti, come si può coinvolgere un team, dirigere, decidere, dimostrare audacia e innovazione, senza coraggio? Eppure, ne abbiamo incontrati tutti… Manager che non difendono abbastanza i propri collaboratori, non li sostengono, o peggio, che li abbandonano e scaricano la colpa su di loro; che vogliono piacere a tutti i costi e dicono sì a tutte le richieste e gli obiettivi, anche irraggiungibili, della direzione, non volendo creare problemi; o ancora che mancano di audacia… Non c’è da stupirsi che la mancanza di coraggio sia uno dei rimproveri più frequenti dei dipendenti nei confronti del proprio capo.

Il coraggio in tutte le sue forme

Eppure, il management è solo una questione di coraggio. È saper dire di no e porre dei limiti, prendere decisioni a volte difficili difendendo i propri valori. È unire convinzioni e audacia, ma anche accettare i propri dubbi, le proprie vulnerabilità e saper riconoscere i propri errori. È alzarsi per difendere la propria squadra, ma anche sedersi e tacere, per ascoltarla e accettare di essere messi in discussione, sfidati. Il coraggio manageriale è semplicemente la virtù cardinale del manager.

Un manager umano, non un supereroe

Lontano dall’idea di trasformarsi in un supereroe, ma piuttosto di gestire umanamente, con il cuore, perché il coraggio viene dal cuore! Essere coraggiosi dà tutto il suo senso a questo bellissimo ma difficile mestiere che è quello del manager: cioè di prendersi cura della propria squadra. Quello anche di essere retti e sicuri di sé.

I dipendenti desiderano manager coraggiosi

Essere riconosciuti, sostenuti, protetti, essere aiutati a crescere, avere un capo su cui poter contare in ogni circostanza… Ecco cosa si aspettano i collaboratori dal proprio manager. Partecipare alle decisioni, proporre idee, avere un impatto è ciò che dà un senso e una motivazione al nostro lavoro. L’era dei manager autoritari, dirigisti, che impongono e non ascoltano i propri collaboratori, e uccidono così la fiducia, la creatività e l’innovazione è finita. I manager poco coraggiosi, infatti, spengono le loro squadre, le demoralizzano, generano diffidenza e, peggio ancora, fanno fuggire i collaboratori coraggiosi.

Ispiratori e motivatori

I manager coraggiosi, invece, suscitano ammirazione, fiducia, motivazione, impegno. Con loro, si ha voglia di spostare le montagne. Li ammiriamo per la loro esemplarità. Sanno riconoscere e incoraggiare il lavoro di ciascuno, congratularsi, dimostrare gratitudine, ma anche riprendere in modo giusto, quando necessario. Osano, e invitano il loro team a farlo, a uscire dagli schemi. Danno una direzione, anche quando il futuro è incerto, fanno appello all’intelligenza collettiva e all’intelligenza emotiva, una soft skill ormai imprescindibile. Sanno riconoscere di non sapere tutto, di aver sbagliato, di aver bisogno di aiuto. Perché sono coerenti, allineati, ispirano e fanno venire voglia di seguirli.

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