Conto Termico 3.0: dopo 41 giorni di blocco il portale GSE riapre

Conto termico 3.0
Il portale GSE del Conto Termico 3.0 ha riaperto il 13 aprile con proroga di 40 giorni e fondi ridistribuiti: 450 milioni per privati e 450 per la PA.

Il 13 aprile scorso il GSE ha comunicato la riapertura del portale per la presentazione delle richieste relative al Conto Termico 3.0 dopo quarantuno giorni di chiusura forzata. Chi aveva interventi da presentare e si era trovato con il portale spento nel momento peggiore ha ora una finestra aggiuntiva. Ma le condizioni non sono le stesse di marzo.

Il Conto Termico 3.0 è rimasto il principale strumento di incentivo per l’efficientamento energetico degli edifici dopo il tramonto del Superbonus 110%. L’interesse è stato tale da far collassare il sistema in pochi giorni dall’apertura.

Cosa è successo a marzo: 1,3 miliardi su 900 disponibili

Con un comunicato stampa del 3 marzo 2026, il GSE ha annunciato la sospensione temporanea della presentazione di nuove richieste di incentivo sul portale del Conto Termico 3.0. Nei primissimi giorni di apertura, le richieste pervenute avevano raggiunto circa 1,3 miliardi di euro. Ilbudget complessivo era di 900 milioni.

Il problema era strutturale: il contatore era arrivato a ben 1.298 milioni di euro richiesti, soprattutto per una misura specifica, quella che offre ai Comuni con meno di 15.000 abitanti incentivi fino al 100% delle spese ammissibili per la riqualificazione energetica di edifici pubblici. È stato necessario un periodo di stop per valutare queste richieste e misurare il loro impatto effettivo sul 2026, dato che molte hanno una durata pluriennale.

Il risultato: portale chiuso, migliaia di privati e imprese che avevano terminato lavori e aspettavano di presentare domanda si sono trovati bloccati per settimane.

La proroga di 40 giorni: chi ne beneficia e come funziona

Il GSE ha riconosciuto una proroga straordinaria di 40 giorni per le domande il cui termine dei 90 giorni dalla data di fine lavori ricade nel periodo di inattività del portale, compreso tra il 3 marzo 2026 e il 12 aprile 2026. La stessa estensione si applica anche agli interventi conclusi tra il 25 dicembre 2025 e il 12 aprile 2026, con l’obiettivo di evitare che i soggetti responsabili decadano dal diritto all’incentivo per cause non imputabili alla propria gestione operativa.

In particolare, per consentire l’invio delle richieste dopo la riapertura del portale, è richiesto di indicare come “data di conclusione dell’intervento” la data di presentazione della domanda. Per quanto riguarda la data dell’ultimo pagamento, questa dovrà essere aggiornata alla data di presentazione della domanda solo nel caso in cui risulti oltre il limite dei 120 giorni rispetto alla nuova data di conclusione. In caso contrario, la data dell’ultimo pagamento non deve essere modificata.

SituazioneCosa si applica
Termine 90 gg scaduto tra 3 marzo e 12 aprile 2026Proroga di 40 giorni dalla data di riapertura
Lavori conclusi tra 25 dicembre 2025 e 12 aprile 2026Proroga di 40 giorni dalla data di riapertura
Lavori conclusi prima del 25 dicembre 2025Nessuna proroga — scadenze ordinarie
“Data conclusione intervento” da inserireData di presentazione della domanda
Data ultimo pagamentoDa aggiornare solo se supera i 120 giorni dalla nuova data conclusione

La rimodulazione dei fondi: chi prende cosa

Questa è la novità più rilevante per chi pianifica un intervento. Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha stabilito, con Decreto Direttoriale n. 72 del 10 aprile 2026, la rimodulazione dei limiti di spesa annua cumulata per gli incentivi del Conto Termico per l’anno 2026. Il limite complessivo di 900 milioni di euro è suddiviso in 450 milioni destinati agli interventi realizzati dalle pubbliche amministrazioni e 450 milioni destinati agli interventi realizzati da soggetti privati.

Rispetto alla prima versione — che non prevedeva alcuna suddivisione tra categorie e aveva di fatto lasciato ai piccoli Comuni la quasi totalità dei fondi — si tratta di una redistribuzione più equa. Ma la matematica non torna a favore dei privati: nella distribuzione precedente erano stati annunciati 500 milioni per i privati, di cui 150 milioni destinati alle sole imprese, e 400 milioni per le pubbliche amministrazioni di cui 20 milioni per le diagnosi energetiche. Con la rimodulazione del MASE, i privati scendono da 500 a 450 milioni.

Il massimale di incentivo rimane invariato: per i privati e le pubbliche amministrazioni ordinarie, lo sconto non supera il 65% delle spese ammissibili. I piccoli Comuni possono ancora arrivare al 100%, ma adesso competono su una quota separata.

Cosa cambia operativamente: solo accesso diretto

La riapertura riguarda esclusivamente le istanze in accesso diretto — per privati, imprese, Enti del Terzo Settore e Pubbliche Amministrazioni. Per le imprese resta disponibile, all’interno del portale, l’apposita funzionalità per la presentazione della domanda per la valutazione preliminare.

In termini pratici: nessuna prenotazione per interventi futuri, nessuna possibilità di avviare un percorso per lavori ancora da iniziare attraverso il meccanismo ordinario. Solo chi ha già concluso l’intervento può presentare domanda oggi.

Il Conto Termico 3.0 è una detrazione fiscale come il Superbonus?

No. Il Conto Termico 3.0 è un contributo in conto capitale erogato direttamente dal GSE, non una detrazione da recuperare in dichiarazione dei redditi. Il rimborso arriva sul conto corrente del beneficiario entro i 30 giorni successivi al bimestre in cui cade la sottoscrizione della scheda-contratto con il GSE.

Chi può presentare domanda con la proroga di 40 giorni?

La proroga si applica a chi ha concluso i lavori tra il 25 dicembre 2025 e il 12 aprile 2026, oppure a chi aveva il termine dei 90 giorni dalla fine lavori in scadenza nel periodo di sospensione del portale (3 marzo — 12 aprile 2026). Non si applica agli interventi conclusi prima del 25 dicembre 2025: per questi valgono le scadenze ordinarie.

Cosa si intende per “accesso diretto” al Conto Termico 3.0?

L’accesso diretto è la procedura con cui si richiede l’incentivo dopo aver già concluso i lavori, presentando la domanda entro 90 giorni dalla fine dell’intervento. Si contrappone all’accesso a “prenotazione”, che consente di prenotare l’incentivo prima di avviare i lavori. Con la riapertura del 13 aprile, è attivo solo l’accesso diretto.

Qual è la differenza tra i 450 milioni per i privati e i 450 milioni per la PA?

Il Decreto MASE n. 72/2026 ha diviso i 900 milioni complessivi in due quote uguali. I 450 milioni per i soggetti privati coprono privati, imprese ed enti del Terzo Settore — con un tetto di incentivo al 65% delle spese ammissibili. I 450 milioni per la PA includono anche i piccoli Comuni, che possono ottenere fino al 100% delle spese per la riqualificazione degli edifici pubblici.

Cosa succede se le domande superano di nuovo i fondi disponibili?

Il GSE monitora gli impegni di spesa mensilmente, come previsto dal decreto direttoriale. Se il limite venisse di nuovo avvicinato, il Gestore potrebbe sospendere nuovamente il portale. Non esiste un meccanismo automatico di riapertura garantita: chi ha lavori da presentare ha interesse ad agire appena la documentazione è completa.

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