Consumi, estate fredda per i negozi: il vicinato affonda mentre corrono GDO e online

Piccolo negozio di quartiere con la saracinesca abbassata lungo una via cittadina quasi deserta
I dati Istat di agosto segnano un calo dei volumi dell'1%. Ma il divario è netto: i piccoli esercizi perdono il 2,5%, l'online supera il 10% nei primi otto mesi.

I negozi di vicinato continuano a perdere terreno, mentre grande distribuzione e commercio online crescono. È la fotografia che emerge dai dati Istat sulle vendite al dettaglio di agosto, elaborati da Confesercenti: un’estate debole per i consumi, con i volumi d’acquisto complessivi in calo dell’1 per cento su base mensile e, soprattutto, un divario sempre più marcato tra i canali di vendita.

Un’estate di consumi deboli

Il dato di agosto arriva dopo due mesi consecutivi di contrazione, a giugno e luglio, e non inverte la tendenza. Secondo Confesercenti, le stime confermano la debolezza dei consumi delle famiglie italiane, con una netta riduzione dei volumi acquistati.

Il risultato pesa sul bilancio dell’anno. Nei primi otto mesi le vendite totali in volume restano in territorio positivo, ma di poco: un modesto +0,4 per cento. Un margine che il rallentamento estivo ha eroso, segnale di una cautela persistente da parte delle famiglie, che a fronte di prezzi ancora elevati riducono le quantità effettivamente acquistate.

Il divario tra piccoli negozi, GDO e online

È sul confronto tra canali che il quadro si fa netto. A soffrire di più sono i negozi di vicinato, con un calo del 2,5 per cento in volume ad agosto e dello 0,8 per cento nei primi otto mesi dell’anno. Un andamento che, per Confesercenti, conferma la sofferenza strutturale del commercio tradizionale.

Il paragone con la grande distribuzione misura la distanza: la GDO mantiene un passo più solido, staccando i piccoli esercizi di circa un punto e mezzo percentuale. Ancora più ampio il margine dell’online, che nei primi otto mesi dell’anno supera il 10 per cento di crescita.

L’allarme di Confesercenti sulla desertificazione

Per l’associazione, questa crescita a due velocità accentua il divario competitivo a danno del commercio fisico. Una tendenza che, secondo Confesercenti, rischia di penalizzare ulteriormente le attività di vicinato, già provate da anni di contrazione dei consumi, aumento dei costi e pressione concorrenziale.

In uno scenario segnato dal caro energia, che ha riacceso l’inflazione, l’associazione lancia l’allarme sul rischio di desertificazione commerciale nei centri urbani: senza interventi strutturali, avverte, la scomparsa dei negozi di prossimità porterebbe con sé un impoverimento economico e sociale dei territori.


Immagine generata con IA.

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