Durante una conferenza stampa svoltasi nell’ambito della Assemblea Nazionale Popolare, il ministro delle Finanze cinese, Lao Fo’an, ha sottolineato che la Cina dispone di adeguate misure e di un margine sufficiente per affrontare qualunque incertezza, interna ed esterna.
Stando a quanto riportato dall’agenzia statale Xinhua, il ministro ha affermato che Pechino manterrà un approccio flessibile, pronto a rispondere a eventuali oscillazioni dei mercati mondiali. Questa visione è condivisa anche dal governatore della Banca Popolare di Cina, Pan Gongsheng, il quale ha evidenziato gli effetti positivi dell’aggiustamento anticiclico avviato fin dall’anno scorso.
“Il coefficiente di riserva obbligatoria e le tasse di interesse si ridurranno al momento opportuno”, ha dichiarato Pan, chiarendo che tale decisione terrà conto sia dell’andamento economico interno, sia del contesto finanziario internazionale. In questo scenario, l’obiettivo appare chiaro: sostenere la crescita della seconda economia mondiale e rafforzare la competitività del sistema produttivo, anche in risposta a eventuali pressioni esterne.
Obiettivo di crescita e sfide per il 2025
Nel medesimo contesto, il primo ministro Li Qiang ha confermato l’obiettivo di un aumento del PIL “di circa il 5% per il 2025”. Tale proiezione ricalca quella già annunciata l’anno precedente, nonostante le persistenti difficoltà legate alle tensioni commerciali con gli Stati Uniti. La guerra dei dazi, iniziata sotto la presidenza di Donald Trump, rappresenta infatti una delle sfide più rilevanti per la Cina, a causa delle tariffe punitive imposte sulle merci di esportazione cinese. In riferimento a queste misure, Li Qiang ha messo in guardia contro il protezionismo e l’unilateralismo, ritenuti veri ostacoli al commercio multilaterale.
Le mosse degli Stati Uniti: dazi ed esenzioni temporanee
Sul fronte statunitense, la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha annunciato una breve pausa nei dazi imposti sulle auto importate da Messico e Canada. “Abbiamo parlato con tre grandi distributori di auto, daremo un mese di esenzioni per qualsiasi auto che entra con l’Usmca,” ha dichiarato, leggendo una nota di Donald Trump.
Questa temporanea sospensione è volta a evitare “svantaggi economici” per le compagnie associate all’accordo di libero scambio Usa-Messico-Canada, anche noto come Usmca.
Leavitt ha, tuttavia, precisato che “le tariffe reciproche entreranno ancora in vigore il 2 aprile” e, in caso di mancanza di intesa, gli Stati Uniti riprenderanno la politica di imposizione di dazi in base al principio di reciprocità.
La reazione europea
I dazi americani incombono anche sull’Europa, come ha dichiarato il presidente francese Emmanuel Macron: “I dazi che Donald Trump minaccia di imporre all’Europa sono ‘incomprensibili’”. Nel suo discorso alla nazione, Macron ha espresso la speranza di “poter convincere e dissuadere il presidente americano” dal portare avanti questa iniziativa unilaterale. Pur confidando in un dialogo costruttivo, il leader francese ha chiesto al governo di avanzare proposte adeguate al nuovo contesto, rassicurando i cittadini: “Affronteremo insieme le eventuali difficoltà”.


