Colloqui USA – Cina in Svizzera: Trump parla di “reset totale”, ma Stiglitz avverte: “Gli USA perderanno”

Colloqui USA - Cina
I negoziati tra Stati Uniti e Cina riprendono in Svizzera per affrontare le tensioni commerciali scatenate dai dazi di Trump. Mentre il presidente USA parla di “grandi progressi” e un possibile “reset totale”, il Nobel Joseph Stiglitz prevede una sconfitta per gli USA.

La Svizzera è tornata al centro della diplomazia economica globale. Alti funzionari di Stati Uniti e Cina si sono riuniti per il secondo giorno consecutivo in colloqui a porte chiuse, con l’obiettivo di mitigare l’impatto dei dazi introdotti dal presidente Donald Trump.

Le discussioni, che coinvolgono figure chiave come il segretario al Tesoro USA Scott Bessent, il rappresentante per il Commercio Jamieson Greer e il vicepremier cinese He Lifeng, sono seguite con attenzione dai mercati e dagli analisti internazionali. Mentre Trump celebra “grandi progressi” e ipotizza un “reset totale” delle relazioni commerciali, il Nobel per l’Economia Joseph Stiglitz lancia un allarme: gli Stati Uniti potrebbero uscire sconfitti da questa guerra commerciale, con ripercussioni sull’economia globale e sulle alleanze geopolitiche.

Ripresa dei negoziati in Svizzera

I colloqui, ripresi poco dopo le 10 di questa mattina, come riportato dall’agenzia di stampa svizzera Ats, rappresentano un tentativo cruciale di ridurre le tensioni innescate dalle politiche protezionistiche di Trump. Secondo fonti vicine ai negoziati, le discussioni si concentrano sulla possibilità di allentare i dazi che hanno colpito settori chiave di entrambe le economie, minacciando la stabilità dei mercati globali. La scelta della Svizzera come sede non è casuale: il Paese, noto per la sua neutralità, offre un terreno ideale per dialoghi diplomatici di alto livello. Gli incontri, iniziati il giorno precedente, vedono coinvolti funzionari di primo piano, con l’obiettivo di trovare un compromesso che possa evitare un’escalation della guerra commerciale.

Trump: “Grandi progressi” e un possibile “reset totale”

Il presidente Donald Trump ha espresso ottimismo sui negoziati attraverso la sua piattaforma Truth Social, dichiarando: “Un ottimo incontro oggi con la Cina, in Svizzera. Molte cose sono state discusse, molte concordate. Un reset totale negoziato in modo amichevole, ma costruttivo”. Trump ha sottolineato l’importanza di un’apertura del mercato cinese agli affari americani, aggiungendo: “Vogliamo vedere, per il bene sia della Cina che degli Stati Uniti, un’apertura della Cina agli affari americani. Grandi progressi fatti!!!”. Le sue parole suggeriscono la possibilità di un accordo ampio, che potrebbe ridisegnare le relazioni commerciali tra le due superpotenze. Tuttavia, l’ipotesi di un “reset totale” rimane vaga, e gli analisti attendono dettagli concreti per valutare l’effettiva portata delle intese raggiunte.

Stiglitz: “Gli USA saranno i grandi sconfitti”

Non tutti condividono l’ottimismo di Trump. In un’intervista al Corriere della Sera, il Nobel per l’Economia Joseph Stiglitz ha espresso un giudizio severo sulle politiche commerciali dell’amministrazione USA. “Gli Usa usciranno sconfitti dalla guerra commerciale”, ha dichiarato, sottolineando che le strategie di Trump non solo non ridurranno il deficit commerciale, ma potrebbero addirittura aggravarlo. Stiglitz identifica due ragioni principali: “Primo, alcune delle principali esportazioni degli Usa sono nei servizi — intrattenimento, sanità, turismo — e lui sta danneggiando questi settori. Secondo, i tagli fiscali non coperti da entrate riducono il risparmio nazionale”. Secondo l’economista, queste scelte porteranno a “prezzi più alti, inflazione, e perderemo posti di lavoro”. La sua previsione è chiara: “Gli Usa saranno i grandi sconfitti”.

Impatti geopolitici: la Cina come partner affidabile

Le tensioni commerciali stanno anche ridisegnando le alleanze geopolitiche. Stiglitz ha osservato che gli Stati Uniti hanno a lungo esercitato pressioni sull’Unione Europea per ridurre la dipendenza dalla Cina, in particolare in settori come l’elettronica. Tuttavia, le politiche di Trump stanno spingendo alcuni Paesi a considerare Pechino un partner commerciale più affidabile. “Pechino sta diventando un partner commerciale più affidabile degli Usa, e molti Paesi vedono la Cina come un sostenitore dello stato di diritto a livello internazionale, lo stesso che gli Usa stanno minando”, ha spiegato Stiglitz. Questo cambiamento potrebbe avere conseguenze a lungo termine, con l’Europa e altre nazioni che potrebbero rafforzare i legami economici con la Cina, riducendo l’influenza degli Stati Uniti.

Critiche alle criptovalute: un rischio per la trasparenza

Un altro punto di scontro sollevato da Stiglitz riguarda il sostegno di Trump alle criptovalute e agli stablecoin. L’economista, che da 25 anni si batte per una maggiore trasparenza nel sistema finanziario, ha dichiarato: “Sono un grande oppositore delle cripto. Ho tentato per 25 anni di rendere più trasparente il sistema finanziario, ridurre le possibilità di riciclaggio e attività illecite. Il sistema digitale non rende le crypto migliori, anzi, è più difficile monitorarne i rischi”. Stiglitz ha anche accusato l’amministrazione di utilizzare le criptovalute come “fonte di corruzione”, evidenziando i rischi di un loro utilizzo non regolamentato.

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