Chungin “Roy” Lee, un ex studente 21enne della Columbia University, ha trasformato una sospensione accademica in un’opportunità imprenditoriale, raccogliendo 5,3 milioni di dollari in finanziamenti per la sua startup Cluely.
L’intelligenza artificiale (IA) sviluppata da Lee e dal co-fondatore Neel Shanmugam, inizialmente chiamata Interview Coder, consente agli utenti di ricevere assistenza in tempo reale durante colloqui di lavoro, esami e persino riunioni, senza essere rilevata.
Le origini di Interview Coder
Tutto è iniziato nel marzo 2025, quando Lee, allora studente di informatica, ha sviluppato Interview Coder, un programma progettato per aiutare i candidati a superare i temuti colloqui tecnici basati su LeetCode, una piattaforma di test algoritmici utilizzata da colossi tech come Amazon, Meta e Google. Il software, scritto in JavaScript, funziona tramite un’interfaccia nascosta nel browser che analizza le domande in tempo reale, fornendo soluzioni attraverso un modello linguistico avanzato. Lee ha pubblicamente dimostrato l’efficacia del tool in un colloquio con Amazon, ottenendo un’offerta di stage, ma il video virale caricato su YouTube ha attirato l’attenzione della Columbia, portando alla sua sospensione. “Columbia mi ha costretto a un’ammissione strana, sostenendo che il tool potesse essere usato per imbrogliare nei corsi universitari. Non è vero”, ha dichiarato Lee su LinkedIn.
La sospensione e l’abbandono universitario
La Columbia University ha adottato una linea dura contro Lee e Shanmugam, accusandoli di aver violato le norme sull’integrità accademica. Secondo il giornale studentesco, entrambi gli studenti hanno scelto di abbandonare l’università dopo la sospensione, anche se la Columbia non ha rilasciato commenti ufficiali, citando regolamenti sulla privacy degli studenti. La vicenda ha generato un dibattito acceso: alcuni critici paragonano Cluely a tecnologie dirompenti come calcolatrici o correttori ortografici, inizialmente visti come strumenti di “imbroglio”; altri, invece, sottolineano i rischi etici di un’IA che mina la meritocrazia. “Penso che imbrogliare in questi colloqui online sia molto più comune di quanto si creda”, ha affermato Lee in un’intervista a NBC News, suggerendo che il suo tool espone le fragilità di un sistema di recruiting obsoleto.
Cluely: un’IA per “barare su tutto”
Ribattezzato Cluely, il software si è evoluto ben oltre i colloqui tecnici. Disponibile in versione gratuita e a pagamento (a partire da 60 dollari al mese), l’IA opera tramite una finestra nascosta nel browser, invisibile a esaminatori o supervisori, che monitora schermo e audio per fornire assistenza in tempo reale. “Un’IA completamente non rilevabile che vede il tuo schermo, ascolta il tuo audio e ti dà assistenza in tempo reale in qualsiasi situazione. Colloqui, compiti, test, chiamate di vendita, riunioni: tutto”, si legge sul sito ufficiale di Cluely. La startup, con sede a San Francisco, ha attirato l’interesse di investitori come Abstract Ventures e Susa Ventures, raggiungendo un fatturato annuo ricorrente di oltre 3 milioni di dollari ad aprile 2025.
Reazioni del settore tecnologico
Il successo di Cluely ha scosso l’industria tecnologica, spingendo alcune aziende a riconsiderare i propri processi di selezione. Google, ad esempio, sta valutando un ritorno ai colloqui in presenza per limitare l’uso di strumenti IA, mentre Amazon richiede ora ai candidati di confermare di non utilizzare aiuti esterni. La startup Studio.init ha riportato che oltre la metà dei suoi candidati utilizzava strumenti di imbroglio IA in un recente ciclo di assunzioni, evidenziando la diffusione del fenomeno. Tuttavia, la promessa di “non rilevabilità” di Cluely potrebbe non durare a lungo: un utente sul subreddit r/webdev ha dichiarato di aver creato un tool di rilevamento in “poche righe di codice Swift”, in grado di smascherare l’IA durante i colloqui.
Un marketing provocatorio
Lee e Shanmugam non hanno esitato a sfruttare la controversia per promuovere Cluely. La startup ha prodotto preservativi personalizzati con lo slogan “F*ck LeetCode” e un video promozionale in stile Black Mirror, che enfatizza il potenziale dirompente del loro prodotto. La strategia ha funzionato: dopo il post virale di Lee su X, dove ha annunciato la sospensione e il finanziamento, il profilo di Cluely è cresciuto esponenzialmente. “Ho raccolto 5,3 milioni di dollari per costruire Cluely, un tool per imbrogliare su tutto”, ha scritto Lee, attirando sia elogi che critiche. Alcuni utenti sui social media lodano Lee per aver “trollato” il sistema delle Big Tech, mentre altri lo accusano di promuovere una cultura dell’inganno.
Sfide legali ed etiche
L’uso di Cluely solleva questioni legali, specialmente in contesti che richiedono il consenso per la registrazione di videochiamate. Negli Stati Uniti, alcune leggi statali impongono di notificare i partecipanti quando una conversazione viene registrata, un requisito che chi utilizza Cluely per imbrogliare potrebbe ignorare. Inoltre, il caso ha riacceso il dibattito sull’etica dell’intelligenza artificiale. “Tutti programmano con l’aiuto dell’IA ormai”, ha detto Lee a CNBC, sostenendo che i formati di colloquio attuali non riflettano le realtà del lavoro moderno. Tuttavia, accademici e recruiter avvertono che strumenti come Cluely potrebbero erodere la fiducia nei processi di selezione e valutazione.


