Cina da record: surplus commerciale di 102,64 miliardi a marzo 2025

Un porto cinese con container e un grafico digitale che evidenzia la crescita delle esportazioni nel 2025.
La Cina rafforza la sua posizione commerciale globale nonostante i dazi USA, registrando un surplus record a marzo 2025.

Nel mese scorso di marzo la Cina ha consolidato la sua posizione di potenza commerciale globale, registrando un surplus commerciale di 102,64 miliardi di dollari, trainato da un aumento del 12,4% delle esportazioni su base annua.

Nonostante le crescenti tensioni con gli Stati Uniti, Pechino dimostra resilienza, adottando contromisure strategiche e rafforzando le relazioni con altri partner globali.

Un surplus commerciale da record

Secondo i dati pubblicati dall’Amministrazione generale delle dogane della Cina, il surplus commerciale di marzo 2025 ha raggiunto i 102,64 miliardi di dollari, un risultato impressionante che riflette la forza delle esportazioni cinesi. Nel primo trimestre del 2025, il valore degli scambi commerciali con il resto del mondo è cresciuto dell’1,3%, totalizzando circa 10,3 bilioni di yuan (equivalenti a 1,2 bilioni di euro). Le esportazioni hanno registrato un incremento del 6,9% rispetto allo stesso periodo del 2024, mentre le importazioni sono diminuite del 6%, evidenziando una dinamica commerciale fortemente orientata all’export.

A marzo, quindi, le esportazioni sono aumentate del 12,4% rispetto all’anno precedente, una crescita che gli analisti attribuiscono alla capacità delle aziende cinesi di adattarsi agli aumenti dei dazi imposti dagli Stati Uniti. Al contrario, le importazioni hanno subito un calo del 4,3%, riflettendo una domanda interna più contenuta e una strategia di ottimizzazione delle risorse.

Cina-USA: una guerra commerciale senza vincitori

Il rapporto commerciale tra Cina e Stati Uniti rimane al centro delle dinamiche globali. Nel primo trimestre del 2025, il surplus commerciale della Cina con gli USA ha raggiunto i 76,6 miliardi di dollari, con le esportazioni verso Washington in crescita del 4,5%. Solo a marzo, il surplus bilaterale è stato di 27,6 miliardi di dollari, un dato che sottolinea la dipendenza degli Stati Uniti dai prodotti cinesi, nonostante i dazi imposti dal presidente Donald Trump.

“Il ricorso da parte del governo statunitense all’abuso dei dazi ha avuto un impatto negativo sul commercio globale, incluso quello tra Cina e Stati Uniti”, ha dichiarato Wang Lingjun, vice direttore dell’Amministrazione generale delle dogane cinesi, durante una conferenza stampa. Wang ha sottolineato che la Cina ha adottato “contromisure necessarie” per proteggere i propri interessi e salvaguardare le regole del commercio internazionale. “La Cina promuoverà costantemente una maggiore apertura verso l’esterno e svilupperà una cooperazione commerciale ed economica vantaggiosa con tutti i paesi”, ha aggiunto.

Il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Lin Jian, ha rincarato la dose così: “Fatti dimostrano – e continueranno a dimostrarlo – che in una guerra di dazi o commerciale non ci sono vincitori, e il protezionismo non conduce da nessuna parte”. Secondo Lin, l’uso eccessivo dei dazi da parte degli Stati Uniti “danneggia sia gli altri che se stessi”.

Contromisure strategiche: la sospensione delle terre rare

In risposta alle pressioni commerciali, la Cina ha adottato misure drastiche, tra cui la sospensione delle esportazioni di terre rare, magneti, semiconduttori e altri materiali essenziali per settori strategici come l’industria automobilistica, l’aerospazio e la produzione di tecnologie avanzate. Secondo quanto riportato dal New York Times, questa decisione si inserisce nel contesto dell’intensificarsi della guerra commerciale con gli Stati Uniti, evidenziando la capacità di Pechino di sfruttare il suo controllo su risorse critiche per esercitare pressione economica.

Le terre rare, in particolare, rappresentano un punto di forza per la Cina, che domina la loro produzione globale. La sospensione delle esportazioni potrebbe avere ripercussioni significative sulle catene di approvvigionamento globali, costringendo gli Stati Uniti e altri paesi a cercare alternative, spesso più costose o meno affidabili.

Nuove alleanze: il rafforzamento dei legami con il Vietnam

Parallelamente alle tensioni con gli Stati Uniti, la Cina sta intensificando le sue relazioni commerciali con altri partner, in particolare nel Sud-est asiatico. Il presidente cinese Xi Jinping, in un articolo pubblicato sul giornale vietnamita Nhan Dan prima di una visita ufficiale, ha auspicato un rafforzamento della cooperazione con il Vietnam nelle catene industriali e di approvvigionamento. Xi ha evidenziato l’importanza di espandere i legami nei settori emergenti come il 5G, l’intelligenza artificiale e le energie rinnovabili.

“Dobbiamo salvaguardare fermamente il sistema commerciale multilaterale, mantenere la stabilità della catena industriale e di approvvigionamento globale e mantenere un ambiente internazionale aperto e cooperativo”, ha scritto Xi. Il presidente ha anche espresso il desiderio di accogliere un maggior numero di prodotti vietnamiti di alta qualità sul mercato cinese, un’apertura che potrebbe favorire un accordo commerciale bilaterale come strumento di difesa contro i dazi americani.

Gli analisti vedono nel rafforzamento dei legami con il Vietnam una strategia per diversificare le catene di approvvigionamento e ridurre la dipendenza dai mercati occidentali. Un accordo commerciale tra Cina e Vietnam potrebbe non solo consolidare la loro cooperazione economica, ma anche inviare un segnale chiaro agli Stati Uniti sull’intenzione di Pechino di costruire un blocco commerciale alternativo.

Immagine: Sora

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