Come molti di noi residenti all’estero già sanno da tempo, dal 1° giugno 2026 cambia in modo concreto la procedura per richiedere la Carta d’Identità Elettronica (CIE) da parte dei cittadini italiani residenti all’estero e iscritti all’AIRE.
La novità più importante è che la domanda non dovrà più passare soltanto dal consolato competente: da quella data, infatti, gli iscritti AIRE potranno chiedere la CIE anche presso qualsiasi Comune italiano. La modifica deriva dall’articolo 5 della Legge n. 11/2026 ed è stata già recepita e comunicata dalla rete consolare italiana.
Si tratta quindi di un cambiamento rilevante soprattutto per chi rientra spesso in Italia, per chi fatica a trovare appuntamento in consolato o per chi vuole semplificare i tempi amministrativi. Molti di noi infatti, con famiglie d’origine o allargate in Italia, si vedono spesso costretti a tornare nel Belpaese, ma spesso, vedendosi negare la possibilità di ottenere un appuntamento all’Ambasciata italiana o al Consolato, hanno desistito nel presentare questo tipo di domanda che oggi, grazie a questa legge, rende il tutto un po’ più semplice.
Questa però è anche una novità che richiede attenzione, perché la possibilità aggiuntiva non elimina alcuni requisiti fondamentali come appunto l’iscrizione AIRE regolare, i propri dati anagrafici aggiornati, l’atto di nascita trascritto in Italia e, in pratica, una posizione amministrativa già allineata. Fino a oggi, per la gran parte degli italiani residenti all’estero, la CIE poteva essere richiesta essenzialmente tramite il consolato competente per territorio. Dal 1° giugno, invece, si aprono due strade alternative: il consolato oppure un Comune italiano a scelta. Il Consolato Generale d’Italia a Dubai, ad esempio, lo ha chiarito espressamente nelle sue FAQ: dal 1° giugno 2026 gli iscritti AIRE avranno due modalità di richiesta, una consolare e una comunale.
Questo significa che un residente AIRE negli Emirati o in qualsiasi altro Paese potrà, durante un soggiorno in Italia, presentare domanda di rilascio CIE presso un Comune italiano, senza essere vincolato esclusivamente alla rete consolare. La richiesta potrà essere fatta fissando un appuntamento tramite la piattaforma del Ministero dell’Interno oppure, dove consentito dal Comune, anche senza prenotazione preventiva.
Bisogna però fare presente che la carta non viene rilasciata immediatamente allo sportello, dettaglio molto importante e da non trascurare.
Ovviamente però restano invariati alcuni requisiti essenziali. Per prima cosa, bisogna essere regolarmente iscritti all’AIRE con pratica conclusa. Non basta aver avviato la procedura: la posizione deve risultare aggiornata nella sua totalità.
Inoltre, deve essere già avvenuta la trascrizione dell’atto di nascita in Italia, perché i relativi estremi confluiscono nel documento. Anche il codice fiscale deve risultare validato; se manca, in alcuni casi il consolato può richiederlo d’ufficio.
In altre parole, la novità non risolve automaticamente eventuali irregolarità pregresse. Chi ha cambiato indirizzo all’estero senza aggiornare Fast It, chi non ha ancora completato l’iscrizione AIRE o chi non ha l’atto di nascita trascritto dovrà prima sistemare la propria posizione. Il Consolato di Dubai specifica inoltre che il cambio di indirizzo, da solo, non giustifica il rilascio di una nuova CIE, ma deve comunque essere registrato tempestivamente tramite Fast It.
Attenzione massima quindi alla carta cartacea: scade comunque il 3 agosto 2026.
Uno degli aspetti più importanti, e forse più sottovalutati, riguarda la carta d’identità cartacea. I consolati italiani stanno ricordando da mesi che le carte cartacee italiane cesseranno di essere valide il 3 agosto 2026, indipendentemente dalla scadenza stampata sul singolo documento, perché non più conformi agli standard di sicurezza europei. Questo significa che anche chi possiede una carta cartacea formalmente valida fino al 2028 o al 2030 dovrà comunque sostituirla con una CIE.
Per molti residenti AIRE, dunque, il periodo tra il 1° giugno 2026 e il 3 agosto 2026 sarà una finestra decisiva: da una parte si amplia la possibilità di fare domanda anche in Comune, dall’altra si avvicina la scadenza definitiva del vecchio documento cartaceo.
Sul piano pratico, chi sceglie il canale consolare dovrà continuare a prenotare attraverso Prenot@mi. Chi invece opta per il Comune italiano dovrà verificare se quel Comune richiede appuntamento tramite la piattaforma ministeriale o accetta accessi diretti. Il Consolato di Dubai segnala espressamente entrambe le possibilità, precisando però che la CIE non viene comunque prodotta “a vista”.
Per il canale consolare, la documentazione ordinariamente richiesta comprende una fototessera recente formato ICAO, il documento d’identità posseduto, una copia del documento o del passaporto, il codice fiscale se disponibile, eventuale denuncia in caso di furto o smarrimento, e il pagamento dei diritti previsti. Per i minori serve anche l’atto di assenso dei genitori, con copie dei documenti. In caso di persona priva di qualunque documento, possono essere richiesti due testimoni per l’identificazione.
Molti connazionali potrebbero essere portati a pensare che fare domanda in Comune durante un viaggio in Italia significhi ottenere la carta in giornata. Non è così. Le comunicazioni consolari spiegano chiaramente che la CIE non viene rilasciata subito: i dati biometrici vengono acquisiti allo sportello, ma il documento viene poi prodotto dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. Nel caso del Consolato di Dubai, il recapito avviene normalmente entro circa due settimane tramite raccomandata all’indirizzo di residenza; se la consegna fallisce, si apre una giacenza e poi un possibile nuovo tentativo.
Per chi presenta domanda in Comune, i consolati segnalano due possibilità: ritiro personale presso il Comune oppure spedizione all’indirizzo estero di residenza. Anche qui, quindi, il tema logistico è centrale. Chi si trova in Italia solo per pochi giorni dovrà valutare con attenzione se il ritiro è realisticamente compatibile con il proprio soggiorno oppure se sia preferibile richiedere l’invio all’estero.
C’è poi un aspetto molto pratico, ma fondamentale: il Consolato informa che al momento dell’appuntamento viene annullata la carta d’identità cartacea o la CIE ancora in corso di validità, anche se il richiedente non possiede un altro documento di identità. Per questo invita espressamente gli utenti a non acquistare biglietti aerei tramite documento d’identità, prima di aver ricevuto la nuova CIE.
Per un residente AIRE questo è forse il punto più delicato di tutti. Se si consegna il vecchio documento e il nuovo non è ancora arrivato, si rischia di trovarsi in una fase intermedia senza la disponibilità materiale della carta. Chi viaggia dovrebbe quindi coordinare bene la richiesta con la validità del passaporto e con le proprie necessità di spostamento.
La CIE può essere rilasciata anche ai minorenni, ma la procedura richiede maggiore attenzione. I consolati precisano che anche i figli devono risultare correttamente censiti e, nel caso dei neonati, la domanda può essere presentata solo dopo che il Comune AIRE abbia trascritto l’atto di nascita e completato l’iscrizione. Inoltre, la presenza del minore è obbligatoria e, per la prima emissione, può essere richiesta la presenza di entrambi i genitori. Serve poi l’assenso scritto di ciascun genitore.
Alla luce di tutte queste novità, i residenti all’estero farebbero bene a muoversi in anticipo. Il primo controllo da fare è sulla propria posizione AIRE e sull’aggiornamento dell’indirizzo su Fast It. Il secondo è verificare se l’atto di nascita risulta già trascritto in Italia. Il terzo riguarda la tipologia di documento attualmente posseduto: chi ha ancora una carta cartacea dovrà considerare che, dal 3 agosto 2026, non sarà più valida.
Il nuovo sistema offre certamente più flessibilità, ma non elimina la necessità di prepararsi bene; anzi, proprio perché apre una doppia via, richiede ai cittadini una scelta più consapevole in base a tempi, viaggi, urgenze e situazione anagrafica.
In sintesi quindi mi preme reiterare a tutti l’importanza di tale notizia che vede questo cambio a partire dal 1° giugno 2026, quando tutti gli iscritti AIRE potranno richiedere la Carta d’Identità Elettronica non solo tramite il consolato competente, ma anche presso qualsiasi Comune italiano.
È una semplificazione importante, ma non automatica: chi vuole evitare ritardi o problemi dovrà controllare per tempo la propria posizione AIRE, l’aggiornamento dei dati, la trascrizione dell’atto di nascita e le modalità di consegna del documento. E soprattutto dovrà ricordare che la vecchia carta cartacea cesserà di valere il 3 agosto 2026, anche se sulla carta risulta ancora valida.


