Certificazione Unica 2026: bonus, detrazioni e cosa cambia

Documenti fiscali
Pubblicati i modelli di Certificazione Unica 2026 e dichiarazione IVA 2026: bonus, detrazioni e nuove regole.

Sai già quali documenti fiscali dovrai usare nel 2026? Dal 16 gennaio sono ufficialmente disponibili i modelli aggiornati della Certificazione Unica 2026 e della dichiarazione annuale IVA 2026, strumenti fondamentali per milioni di contribuenti italiani.

I modelli, approvati con due distinti provvedimenti e corredati dalle istruzioni operative, sono consultabili sul sito dell’Agenzia delle Entrate. Si tratta delle versioni definitive che recepiscono e consolidano le bozze già diffuse nel mese di dicembre.

Le novità non mancano e riguardano sia i lavoratori dipendenti, con nuovi benefici fiscali legati al reddito, sia imprese e professionisti, chiamati ad adeguarsi alle modifiche normative introdotte nel corso del 2025.

L’uscita anticipata dei modelli consente a datori di lavoro, consulenti e contribuenti di pianificare con maggiore precisione gli adempimenti fiscali del prossimo anno. Un aspetto tutt’altro che secondario, soprattutto in un sistema tributario in continua evoluzione.

Le modifiche riflettono interventi mirati: sostegno ai redditi medio-bassi, incentivi al lavoro stabile, attenzione a settori strategici come turismo, sport e sicurezza, ma anche un aggiornamento tecnico dei quadri IVA per allinearli alle nuove modalità di applicazione dell’imposta.

Certificazione Unica 2026: cosa cambia per lavoratori e datori di lavoro

Le principali novità della Certificazione Unica 2026 riguardano in primo luogo i lavoratori dipendenti. Il modello tiene conto delle misure fiscali introdotte per alleggerire il carico tributario sui redditi più bassi e medi.

Per i lavoratori con reddito complessivo non superiore a 20.000 euro, è previsto il riconoscimento di un importo fino a 960 euro. Questa somma non concorre alla formazione della base imponibile, con un beneficio diretto in termini di imposta dovuta.

Per chi invece percepisce redditi compresi tra 20.000 e 40.000 euro, il nuovo modello recepisce un’ulteriore detrazione dall’imposta lorda. Un intervento pensato per evitare “salti” fiscali troppo penalizzanti nella fascia intermedia di reddito.

Trasferimenti per lavoro e assunzioni stabili: le agevolazioni confermate

La Certificazione Unica 2026 tiene conto anche delle agevolazioni riconosciute ai lavoratori assunti a tempo indeterminato nel 2025 che hanno trasferito la residenza per motivi di lavoro.

In presenza di specifici requisiti, queste misure mirano a favorire la mobilità professionale e a rendere più attrattive le assunzioni stabili, soprattutto in territori diversi da quello di origine del lavoratore.

È un segnale chiaro di come la leva fiscale venga utilizzata anche come strumento di politica del lavoro, non solo di prelievo.

Premi di risultato, mance e lavoro sportivo: le altre novità

Spazio, nel nuovo modello, anche all’innalzamento a 5.000 euro del limite agevolabile dei premi di risultato, quando corrisposti sotto forma di utili. Una misura che interessa soprattutto il mondo aziendale e i contratti di produttività.

Rilevante anche l’aumento dell’ammontare delle mance assoggettabili a tassazione sostitutiva nel settore turistico-alberghiero e ricettivo. Un comparto che, dopo anni complessi, continua a essere al centro di interventi fiscali dedicati.

La Certificazione Unica 2026 recepisce inoltre le novità legate alla riorganizzazione del lavoro sportivo, così come le misure di favore previste per i comparti sicurezza e difesa, settori per i quali sono state introdotte specifiche agevolazioni.

Dichiarazione IVA 2026: cosa cambia nei quadri del modello

Accanto alla Certificazione Unica, l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato anche il modello della dichiarazione IVA 2026, destinato a fotografare le operazioni effettuate nel periodo d’imposta 2025.

Il modello recepisce le novità normative introdotte nel corso dell’ultimo anno, con modifiche tecniche ma rilevanti per imprese e professionisti.

In particolare, nei quadri VE e VJ trovano ora spazio le prestazioni di servizi rese a imprese operanti nei settori del trasporto, della movimentazione merci e della logistica, per le quali è stata esercitata l’opzione per il pagamento dell’imposta da parte del committente, in nome e per conto del prestatore.

Quadri VX e VW: cosa è stato eliminato

Tra le modifiche più significative c’è l’eliminazione, nel quadro VX, del riquadro relativo all’attestazione delle società ed enti operativi. Una semplificazione che riduce gli oneri dichiarativi.

Nel quadro VW, invece, non è più presente il rigo utilizzato in passato per escludere dalla liquidazione IVA di gruppo i crediti trasferiti nel corso dell’anno da società risultate “di comodo”.

Si tratta di interventi che vanno nella direzione di una maggiore coerenza del modello con la normativa vigente, evitando campi non più necessari o superati.

Lo sapevi che…

  • La Certificazione Unica è alla base della dichiarazione dei redditi precompilata.
  • Le modifiche ai quadri IVA riflettono spesso cambiamenti nei meccanismi di applicazione dell’imposta.
  • I premi di risultato agevolati possono incidere significativamente sul netto in busta paga.

FAQ – Domande frequenti

Quando vanno utilizzati i nuovi modelli?
Nel 2026, per dichiarare i redditi e l’IVA relativi al periodo d’imposta 2025.

I benefici per i redditi fino a 20.000 euro sono automatici?
Sì, se ricorrono i requisiti previsti dalla normativa.

Le istruzioni ufficiali sono già disponibili?
Sì, insieme ai modelli sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

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