Scandalo Paragon: Italia perde il contratto per Graphite

Il governo italiano perde il contratto con Paragon Solutions per l’uso dello spyware Graphite, dopo il rifiuto di collaborare alle indagini sul presunto spionaggio del giornalista Francesco Cancellato.

Oggi, 9 giugno, un nuovo capitolo si aggiunge alla vicenda dello spyware Graphite, prodotto dall’azienda israeliana Paragon Solutions.

La società ha annunciato la rescissione definitiva di tutti i contratti con il governo italiano, a seguito del rifiuto delle autorità di collaborare per chiarire l’uso improprio del software contro il giornalista Francesco Cancellato, direttore di Fanpage.it. La decisione, comunicata attraverso una nota ripresa da Fanpage e dalla Federazione nazionale della stampa italiana (FNSI), getta nuove ombre su una vicenda già densa di interrogativi, che coinvolge i servizi segreti italiani, il governo Meloni e il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica (Copasir).

La fine di un accordo controverso

Secondo il rapporto del Copasir, l’intelligence italiana, attraverso le agenzie Aise (servizio per le informazioni esterne) e Aisi (sicurezza interna), aveva sospeso l’uso di Graphite il 14 febbraio scorso, in attesa di accertamenti. Tuttavia, durante i sopralluoghi effettuati dal Comitato, è emerso che il contratto con Paragon Solutions è stato successivamente rescisso in modo definitivo. La motivazione? Una violazione dei termini di utilizzo e del quadro etico concordato, emersa dopo che Meta, proprietaria di WhatsApp, aveva segnalato un tentativo di spionaggio su circa 90 utenti, tra cui Cancellato, in 20 Paesi.

Paragon Solutions ha dichiarato: “L’azienda ha offerto al governo e al Parlamento italiano un modo per determinare se il suo sistema fosse stato utilizzato contro il giornalista in violazione della legge italiana e dei termini contrattuali. Poiché le autorità italiane hanno scelto di non procedere con questa soluzione, Paragon ha risolto i suoi contratti in Italia”. Una mossa che, secondo la FNSI, evidenzia una “situazione inquietante” e richiede un’indagine rigorosa da parte della magistratura.

Francesco Cancellato: il nodo irrisolto

Al centro della vicenda c’è Francesco Cancellato, direttore di Fanpage.it, testata nota per le sue inchieste, tra cui una del 2024 che ha svelato legami tra giovani fascisti e il partito di Giorgia Meloni, Fratelli d’Italia. Cancellato è stato il primo a denunciare pubblicamente, il 31 gennaio 2025, di aver ricevuto una notifica da WhatsApp che segnalava un tentativo di accesso al suo dispositivo tramite uno spyware avanzato. Tuttavia, il Copasir, nella sua relazione del 4 giugno, ha escluso che i servizi segreti italiani abbiano utilizzato Graphite contro il giornalista, sottolineando che “non risulta sottoposto ad alcuna attività intercettiva”.

Questa conclusione, però, non ha convinto né Cancellato né la FNSI. Il giornalista ha definito il rapporto “incompleto”, chiedendo ulteriori chiarimenti. “L’unico elemento che conferma lo spionaggio è la notifica ricevuta sul mio dispositivo”, ha scritto Cancellato, sottolineando che Meta non ha potuto identificare con certezza il tipo di spyware utilizzato. Nel frattempo, il laboratorio The Citizen Lab dell’Università di Toronto, che sta analizzando il caso, ha promesso di pubblicare presto i risultati delle indagini forensi.

Il ruolo dei servizi segreti

Il Copasir ha confermato che Aise e Aisi hanno utilizzato Graphite per monitorare un numero “estremamente limitato” di individui, principalmente nell’ambito di indagini su immigrazione illegale, terrorismo e criminalità organizzata. Tra i soggetti intercettati figurano Luca Casarini e Giuseppe Caccia, membri dell’ONG Mediterranea Saving Humans, e David Yambio, attivista di Refugees in Libya. Secondo il rapporto, queste operazioni sarebbero state autorizzate legalmente, con il via libera del governo Conte II nel 2019 e proseguite sotto i governi Draghi e Meloni. Tuttavia, il caso di Cancellato resta un enigma: il Copasir suggerisce che un governo straniero potrebbe aver utilizzato Graphite contro il giornalista, ma non fornisce prove a supporto di questa ipotesi.

Marco Grimaldi, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, ha criticato l’opacità della vicenda: “Il governo Meloni ha scelto di non collaborare al chiarimento su chi abbia usato Graphite e contro chi. Aumenta il grado di opacità, ma tutti hanno il diritto di sapere se siamo di fronte a spionaggio e dossieraggio di Stato”. Grimaldi ha chiesto che il governo riferisca in aula, un appello condiviso da altre forze di opposizione.

Un caso internazionale

La vicenda Paragon non è un caso isolato. Secondo un rapporto di The Citizen Lab, pubblicato a marzo 2025, Graphite è stato utilizzato in diversi Paesi europei, tra cui Danimarca e Cipro, contro giornalisti e attivisti per i diritti umani.

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