Acquistare casa in Italia continua a rappresentare un sogno per chi cerca qualità della vita, bellezza paesaggistica e costi più convenienti rispetto a molti Paesi di provenienza. Tuttavia, secondo l’ultima indagine di Gate-away.com, la percezione di un sistema burocratico complesso è il principale ostacolo per gli acquirenti stranieri.
Il 54% dei potenziali compratori indica infatti gli aspetti legali e fiscali come elemento più critico del processo.
L’Italia resta attrattiva, ma il 30% degli utenti afferma di aver cambiato zona di ricerca a causa dell’overturismo. Inoltre, emerge un significativo vuoto informativo: l’82% degli intervistati dichiara di non essere al corrente delle recenti modifiche normative. Nonostante ciò, oltre l’84% mostrerebbe interesse per eventuali incentivi dedicati ai borghi e alle ristrutturazioni green.
Chi compra casa in Italia: l’identikit dell’acquirente estero
L’indagine del portale conferma un profilo ben definito dell’acquirente internazionale:
Provenienza
Gli Stati Uniti rappresentano la prima fonte di domanda (30,46%), seguiti da Germania (11,09%) e Regno Unito (9,60%).
Età e genere
Il campione è composto in larga maggioranza da utenti over 56 anni (oltre l’84%), con prevalenza maschile (61,26%).
Motivazioni d’acquisto
La prima finalità è il possesso di una seconda casa per vacanze (50,17%). Segue la volontà di trasferire la residenza principale in Italia (36,26%).
Secondo Simone Rossi, cofondatore di Gate-away.com, l’attrattiva italiana è sostenuta da valori come cultura, clima e costo della vita: «L’attrattiva italiana si basa su pilastri solidi come la cultura, il clima e un costo della vita che il 54,30% degli intervistati giudica più conveniente rispetto al proprio Paese […]. Ma l’indagine mette in luce l’esigenza critica di semplificazione. L’acquirente non teme il mercato, ma la burocrazia».
Burocrazia e fiscalità: gli ostacoli percepiti
La complessità burocratica e la scarsa chiarezza fiscale emergono come i principali fattori di scoraggiamento.
Difficoltà procedurali
Tra chi ha espresso un’opinione:
- il 28,48% definisce le procedure “complicate”
- il 12,42% le ritiene “molto complesse”
- solo il 4,97% le considera “efficienti”
Mancanza di informazioni
Il 40,89% ammette di non conoscere affatto le norme relative all’acquisto di una casa in Italia, un dato che evidenzia la difficoltà di reperire informazioni chiare e standardizzate.
Le principali criticità
- Aspetti legali e burocratici: 54,47%
- Chiarezza fiscale insufficiente: 29,97%
Flat tax e tasse sugli affitti brevi
Le politiche fiscali, pur rilevanti per gli investitori, risultano poco note alla maggior parte degli acquirenti stranieri.
Flat tax per i “super ricchi”
L’81,95% degli intervistati non è a conoscenza del possibile aumento della flat tax destinata ai nuovi residenti con redditi elevati.
La metà del campione (50,17%) ritiene però che il cambiamento non influenzi la decisione d’acquisto. Questo dato conferma che, per molti acquirenti – spesso pensionati o cercatori di seconde case – prevalgono stile di vita e convenienza generale rispetto alle tecnicalità fiscali.
Regole sugli affitti brevi
Il 49,50% afferma che le nuove norme su affitti brevi non cambiano la propria decisione di acquistare in Italia.
Un ulteriore 31,13% dichiara di non essere informato sulle nuove disposizioni, segnalando ancora una volta la necessità di migliorare trasparenza e comunicazione.
Incentivi green e borghi: nuove opportunità
La sostenibilità e il rilancio dei territori meno conosciuti emergono come elementi strategici per attrarre compratori internazionali.
Interesse per i borghi
Oltre l’84% del campione prenderebbe in considerazione l’acquisto in borghi o aree fuori dai circuiti turistici, a fronte di agevolazioni fiscali dedicate:
- 48,51%: “potrebbe influenzare”
- 36,09%: “sarebbe molto rilevante”
Incentivi per ristrutturazioni green
Il 59,28% è influenzato dalla possibilità di acquistare immobili con incentivi per efficientamento energetico:
- 41,23%: “potrebbe influenzare”
- 18,05%: “sarebbe determinante”
Rossi aggiunge: «L’Italia ha margini enormi per intercettare un target attento alla sostenibilità e al recupero dei centri minori […]. Per vendere agli stranieri serve un processo d’acquisto snello e trasparente».
L’impatto dell’overtourism e la ricerca di autenticità
Il fenomeno dell’overtourism influisce in modo diretto sulle scelte degli acquirenti: il 30,13% dichiara di aver cambiato area di ricerca a causa dell’eccessivo affollamento turistico.
Questa tendenza conferma che molti compratori cercano un stile di vita autentico, lontano dalle mete più celebri e dai flussi di massa. Il forte interesse per borghi, territori meno popolari e agevolazioni fiscali collegate indica che la domanda immobiliare straniera si sta orientando verso la riscoperta delle piccole comunità e alla loro rivitalizzazione.


